Ayahuasca

Ayahuasca, la bevanda sacra illegale in Italia

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Ayahuasca, la bevanda sacra illegale in Italia ultima modifica: 2023-12-08T07:21:59+01:00 da Claudia Alo
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Ayahuasca, bevanda usata in alcuni riti religiosi, è stata inserita nel 2022 nella tabella delle sostanze vietate. Due culti fanno ricorso al Consiglio di Stato, che dà loro torto.

L’ayahuasca è una sostanza usata in molti paesi sudamericani ed è stata assunta anche da migliaia di persone in Italia durante alcuni riti religiosi.

Che cos’è l’ayahuasca?

Dichiarata patrimonio culturale in Perù, l’ayahuasca è una bevanda allucinogena e curativa preparata con piante sacre e utilizzata da almeno 2500 anni tra le popolazioni indigene.

L’uso di questo decotto è dunque diffuso in diversi paesi, tra cui Perù, Venezuela, Colombia, Bolivia, Ecuador e Brasile, durante le cerimonie religiose e per scopi magici e terapeutici. L’Ayahuasca viene utilizzata ancora oggi in diverse parti del mondo.

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Gli effetti

Dopo l’assunzione orale, l’ayahuasca provoca rapidamente episodi psichedelici intensi caratterizzati da alterazione della realtà e della propria identità e allucinazioni. La descrivono come una sostanza capace di “aprire la mente”.

Come avviene per molte droghe, gli effetti dell’ayahuasca dipendono, in parte, dai principi attivi contenuti nelle piante usate e, in parte, dalla situazione emotiva in cui ci si trova quando le si sperimenta.

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L’assunzione di questa bevanda provoca anche allucinazioni, in cui non si ha percezione dello spazio e del tempo e, a volte, nemmeno di se stessi. Alcune persone la vivono come una vera e propria morte e rinascita, in seguito alla quale ci si sente rinnovati e purificati.

Infatti, il vomito che può verificarsi dopo il consumo assume un significato positivo, poiché visto come parte di un processo di rinnovamento del corpo e della mente.

Il caso italiano

In Italia, l’ayahuasca è considerata una droga ed è stata inserita, nel 2022, nell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Questo ha reso impossibile il sacramento per due culti religiosi:

  • la «Chiesa italiana del culto eclettico della fluente luce universale» (con sede in provincia di Reggio Emilia)
  • e il «Centro espírita beneficente união do vegetal in Italia» (con sede a Milano).

Queste due comunità hanno fatto ricorso contro la decisione, ma il Consiglio di Stato li ha respinti, dando loro torto.

L’ayahuasca è considerata dai due culti come la sacra bevanda, rappresentando, per i fedeli, una manifestazione del sangue di Gesù Cristo. Per questo l’assunzione rituale è imprescindibile nelle funzioni religiose.

Anche perché, sebbene sia psicoattiva, le dosi ingerite non sono tossiche. Di fatto, durante il culto, ne viene assunta l’equivalente di una tazzina di caffè e dopo alcune ore non ne resta più traccia.

Ma il ricorso, secondo il giudice, ha sbagliato obiettivo. Invece di chiederne la rimozione dalla tabella del Ministero, la Chiesa avrebbe dovuto chiedere un’eccezione per l’uso controllato.

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25 anni vive a Monopoli ed è iscritta al corso di laurea in Scienze della comunicazione. Approda su eHabitat.it perchè desiderosa di conoscere e imparare come fare giornalismo

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