27 Dicembre 2021

Gli incendi nel 2021 hanno provocato emissioni record di carbonio

I dati satellitari del Copernicus Atmosphere Monitoring Service mostrano un pianeta in fiamme a causa dei violenti incendi di quest’anno, tra cui quelli in Italia

Il 2021 è stato un anno rosso fuoco, il fuoco degli incendi che secondo il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) sono stati negli ultimi 12 mesi particolarmente devastanti. Secondo l’osservatorio dell’Unione Europea, quest’anno in alcune regioni del pianeta gli incendi hanno causato emissioni record di carbonio. I dati del CAMS rivelano così una conseguenza degli incendi che va oltre la distruzione degli ecosistemi: l’aumento di gas serra nell’atmosfera. Non si può rimanere indifferenti di fronte alle immagini degli incendi in California o in Siberia. Il CAMS ci mette di fronte all’impatto globale delle foreste che bruciano.

Le emissioni causate dagli incendi nel 2021

Gli scienziati monitorano le emissioni collegate agli incendi ricorrendo alle osservazioni satellitari degli incendi attivi, per poi stimarne le conseguenze sull’atmosfera. Nel 2021 hanno assistito a un anno di incendi intensi, prolungati e devastanti. Ed ecco i numeri: 1.760 megatonnellate di emissioni di carbonio, l’equivalente di 6.450 megatonnellate di anidride carbonica. “Per mettere questo dato in prospettiva, le emissioni totali europee di CO2 legate ai combustibili fossili nel 2020 ammontano a 2.600 megatonnellate”, si legge sul sito del CAMS“In altre parole, quest’anno gli incendi hanno generato il 148% in più di CO2 dell’uso di combustibili fossili in Unione Europea nel 2020”.

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Gli incendi più devastanti

Alcune regioni hanno inoltre registrato i picchi massimi di emissioni collegate agli incendi dall’inizio dei rilevamenti. Aprile, ad esempio, è stato un mese da dimenticare nella Siberia occidentale e in Canada. Il CAMS sottolinea inoltre che l’attività degli incendi coincide con le anomalie nella temperatura superficiale riscontrate nello stesso periodo.

Il picco delle emissioni globali è stato raggiunto in agosto (378 megatonnellate di carbonio), seguito a breve distanza da luglio (343 megatonnellate). A contribuire in questi mesi, gli incendi nel Nord America e in particolare in California, dove il “Dixie Fire” si è affermato come il secondo più devastante incendio nella storia dello stato. Secondo il CAMS le emissioni provocate hanno attraversato, come una coltre di fumo, l’Oceano Atlantico, per raggiungere a fine agosto il nord ovest dell’Europa.

Incendi in Sardegna, una catastrofe ambientale

Anche l’Italia rientra in questa triste classifica, inclusa tra gli Stati mediterranei in fiamme nell’estate 2021. Gli incendi, fomentati dal clima secco e caldo, hanno provocato elevate concentrazioni di PM 2.5 e qualità dell’aria degradata. Insieme all’Italia troviamo Turchia, Grecia e Spagna, ma anche vari stati del Nord Africa.

I danni globali degli incendi nel 2021

Come segnalato dall’osservatorio europeo, gli incendi possono inquinare molto più delle emissioni industriali. Questo perché producono una combinazione di particolato, monossido di carbonio e altri inquinanti dannosi per la salute umana. “Mentre l’anno si avvia alla fine, abbiamo visto vaste regioni coinvolte da intensi incendi, in alcuni casi a livelli mai osservati negli ultimi decenni”, dichiara Mark Parrington, scienziato del CAMS. “È evidente che il cambiamento climatico sta fornendo l’ambiente ideale per gli incendi, che può essere esacerbato dalle condizioni locali”.

Fabiana Re

Studentessa torinese di Economia dell’Ambiente, della Cultura e del Territorio, trascorre il suo tempo a districarsi tra molteplici passioni e a rincorrere mille sogni. Tra lettura, disegno, scrittura creativa ed esperimenti di cucina vegana di alterno successo, i giorni di sole 24 ore finiscono sempre troppo in fretta.

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