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Codici delle uova: questi sconosciuti

in Alimentazione
Codici delle uova: questi sconosciuti ultima modifica: 2015-11-24T08:00:43+00:00 da Federica Gemma
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Se non si è veganile uova fanno parte della nostra alimentazione.

Le più utilizzate, quelle di gallina, sono consumate in tutto il mondo in maniera massiccia, Federalimentare ha stimato in occasione del World Egg Day un utilizzo quotidiano pari a due miliardi al giorno.

uova

Due miliardi di uova, ogni giorno. In vetta alla classifica la Cina, con 580 milioni, secondi gli Stati Uniti, ultimi i finlandesi. Noi italiani al sesto posto con 35 milioni e 600 mila uova consumate al giorno.

Le stime immagino tengano conto anche di tutto il consumo industriale di uova: nelle preparazioni da forno come in quelle dolciarie, l’uovo è molto presente nell’industria alimentare e nelle nostre cucine.

Ma cosa compriamo? Tolti i rari casi di chi ha le galline in cortile e prende le uova direttamente dal pollaio, la maggior parte della popolazione le uova le compra: al mercato o al supermercato.

Conosco davvero molte persone che non sanno leggere (o non vogliono rendersi conto) di come sono prodotte le uova che arrivano alla vendita.

Il mercato rionale non è una garanzia in se stesso di luogo antico, di km zero, di cibi poco lavorati. Il contadino che vende le uova al mercato ha uova con un codice stampigliato sopra, sempre da leggere per capirne la provenienza. Esattamente come si fa per quelle del supermercato o del discount.

immagine di benessere360.com
immagine di benessere360.com

Iniziamo dal primo numero che appare sul codice stampato per legge su ogni uovo. Rappresenta il metodo di allevamento della gallina:

0 allevamento da agricoltura biologica

1  allevamento all’aperto

2 allevamento a terra

3 allevamento in gabbia

codici-allevamento

Avrete visto tutti cosa significa comprare uova da allevamento in gabbia, con moltissimi animali rinchiusi, tenuti ammassati con la luce artificiale sempre accesa. Io sono passata accanto a queste enormi fabbriche, e la similitudine a una terribile prigione è poca cosa.

Codice 2, ovvero l’allevamento a terra. Una nota catena di supermercati ha deciso di non vendere più uova con codice 3, in gabbia. Bene, benissimo. Ma comprare uova con codice due, da allevamento a terra non è certo la soluzione per avere la coscienza “alleggerita” di fronte alla produzione di uova. Le galline sono comunque ammassate in capannoni, con pochissimo spazio e conseguente passaggio di virus. In pratica come vivere tutta la vita in un autobus all’ora di punta. Tutta la vita, non quindici minuti.

Codice 1, pochissimo diffuso. Soprattutto nei supermercati, quasi introvabile. E’ il codice dell’allevamento all’aperto, in cui non c’è la massa di galline costrette a dividersi una mattonella e a beccarsi continuamente l’una con l’altra.

Codice 0, uova da galline nutrite con mangimi provenienti da agricoltura biologica e sottoposti a controlli per averne la certificazione, allevate all’aperto.

uova al supermercato

La differenza di prezzo tra queste diverse uova è notevole. Ma è giusto che sia così: come si può pretendere di comprare pacchi da 12 uova e spendere meno di due euro? Eppure ogni volta che qualcuno fa questa scelta, sta comprando uova da galline allevate in gabbia, con la luce sempre accesa.

Siamo disposti a risparmiare cinquanta centesimi e comprare uova con codice 2? E perché? Per comprare uova provenienti da galline stipate ed ammassate, che condividono spazi angusti, alimentate con mangimi industriali?

Se consumiamo le uova e le usiamo per le preparazioni in cucina, non credo che cinquanta centesimi a scatola facciano davvero la differenza nel nostro bilancio familiare. Al contrario, comprare uova con codice zero forse può fare la differenza: consumandone di meno, e dando valore a quello che acquistiamo.

Codici delle uova: questi sconosciuti ultima modifica: 2015-11-24T08:00:43+00:00 da Federica Gemma
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Codici delle uova: questi sconosciuti ultima modifica: 2015-11-24T08:00:43+00:00 da Federica Gemma

Laureata in Scienze della comunicazione, con una specializzazione in sociologia ambientale, è curiosa di tutto e tutti. Tiene corsi, legge, scrive, comunica. Adora la cucina e vivere in modo sostenibile. Il suo motto è: "Ogni posto è buono per fare la raccolta differenziata, non ci sono scuse"

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