23 Gennaio 2024

Perché scegliere vini biologici e biodinamici? Proviamo a fare chiarezza

vini biologici e biodinamici

Vini biologici e biodinamici sono la stessa cosa? In cosa differiscono?

Ciò che determina la qualità del vino non è solo il metodo. Ma che cosa si intende nello specifico quando si parla di vini biologici e biodinamici?

Negli ultimi anni stiamo assistendo a una grande e imponente transizione sociale verso scelte di vita più sane e, soprattutto, più in linea con l’ambiente. Quella che sembrava esser un’esigenza di pochi, oggi, è diventata una vera e propria tendenza grazie alla quale, per lo meno nel nostro Paese, i consumatori sono diventati molto più attenti a ciò che portano in tavola, alla provenienza e al modo in cui viene prodotto. 

È quanto accaduto anche al mercato dei vini per il quale, secondo una serie di ricerche di settore e di indagini sul consumo, si evidenzia proprio come questo prodotto sia diventato un simbolo di “status” dopo esser stato considerato un alimento per molti anni. 

Di conseguenza i consumatori di oggi bevono meno vino ma ne acquistano di più, né conoscono le particolarità e, ovviamente, sono in grado di stabilire quali siano di miglior qualità. Questo significa che sono più attenti alla salute e che, rispetto al passato, si approcciano all’acquisto con una maggior consapevolezza. Ciò nonostante c’è ancora molta confusione sui metodi di preparazione, specialmente circa la differenza tra vino biologico e biodinamico. Oggi cercheremo di chiarire quali sono i vantaggi di consumare tali tipologie di vino e, soprattutto, spiegheremo le reali differenze che li caratterizzano. 

Vini biologici e biodinamici: cosa sono?

In parte lo svela già il nome, per entrambi caratterizzato dalla presenza della parola “BIO” che, come sappiamo, ha assunto grande valore e riconoscimento presso i consumatori. Ma cosa significa davvero “bio”? Sostanzialmente fa riferimento a prodotti agricoli che provengono da metodi naturali e dall’assenza di sostanze chimiche sintetiche come pesticidi, fertilizzanti e OGM. 

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Quando alla parola “bio” aggiungiamo “dinamico”, otteniamo un prodotto molto differente e che riscuote un certo fascino presso i consumatori più esigenti. In sostanza il vino biodinamico è prodotto tramite una “filosofia” agricola che considera la terra come un organismo vivente interconnesso con l’ambiente circostante. 

Questo significa che suolo, piante, aria, cielo, animali ecc. sono tutti attori che svolgono un ruolo chiave nel processo che va dalla germinazione del seme alla raccolta del prodotto. Lo stesso vale per le uve, l’ingrediente fondamentale con cui si produce il vino che, nel caso delle agricolture biodinamiche, seguono un iter di produzione molto particolare. 

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Tutto inizia con la pianificazione delle produzioni agricole, basate su cicli lunari e altri fattori grazie ai quali si individua il periodo migliore per piantare le uve e farle crescere. Durante il processo vengono utilizzati composti a base di erbe e minerali che vengono sparsi sul terreno per migliorarne la salute e stimolare la crescita delle colture. 

Sono vini migliori in assoluto?

Dipende. Ciò che determina la qualità del vino non è solamente il metodo scelto e, quindi, bisogna andare ben oltre l’etichetta. In generale sono vini apprezzabili perché, visti i rigorosi controlli delle aziende vinicole che si fregiano di produrre con queste tecniche, il consumatore può giovare di preparazioni naturali garantite. 

Ciò non eleva la qualità del vino ma la salubrità delle fasi produttive: di conseguenza un buon vino non è necessariamente biodinamico o biologico. Tutto dipende dal palato, dal gusto personale, dal tipo di uve impiegate e dalla capacità di armonizzare il bouquet di sapori e odori da imbottigliare. 

[Foto di Eleonora Anello]

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