Oggi è la Giornata Mondiale contro l’Aids: prevenzione, informazione e ricerca per ricordare di non abbassare la guardia contro questa malattia
Oggi, 1 dicembre, si celebra la Giornata Mondiale contro l’Aids, una tematica importante, della quale non se ne parla abbastanza, con inevitabili riflessi negativi in termine di allentamento dell’attenzione, delle cautele e della prevenzione, assolutamente fondamentale per contrastare la diffusione della malattia.
Si tende purtroppo a dimenticare che “anche se gli anni in cui l’Hiv e l’Aids rappresentavano una problematica sanitaria con inevitabile amplificazione a livello sociale e mediatico appaiono lontani nel tempo, l’Hiv e più in generale tutte le altre infezioni sessualmente trasmesse costituiscono, ancora oggi, un problema per la salute della popolazione, particolarmente per alcune fasce più vulnerabili, quali i giovani. Pertanto risulta necessario mantenere elevata la consapevolezza del rischio infettivo”, come ricorda il ministero della Salute.
È importante diffondere la giusta conoscenza sul virus dell’Hiv e sulle modalità di trasmissione, sui centri di riferimento territoriali e soprattutto sull’importanza di un accesso precoce al test per riconoscere la sieropositività all’infezione, grazie al quale è possibile avviare tempestivamente il percorso terapeutico.
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I dati
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2021 sono state 1.770 le nuove diagnosi di infezione, pari a un’incidenza di 3 malati ogni 100.000 residenti. Entro maggio 2022 invece, sempre in Italia, sono stati diagnosticati 382 nuovi malati.
I numeri sono rimasti stabili negli ultimi 4 anni. Tuttavia, per circa il 35% delle ultime diagnosi di sieropositività all’Hiv, il successo delle terapie è decisamente compromesso dal ritardo con cui le persone decidono di sottoporsi al test.
C’è ancora molto da lavorare nella lotta contro l’Aids, per quanto la ricerca clinica stia andando avanti negli ultimi anni.
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Notizie positive in arrivo
Grazie all’impegno continuo, nel prossimo futuro potrebbero essere disponibili evoluzioni dei trattamenti odierni in grado di sopprimere la replicazione del virus dell’Hiv, portando alla negativizzazione in tempi ancora più brevi rispetto a quanto avviene oggi.
Tali terapie potranno consentire anche una riduzione nella probabilità di selezionare virus resistenti e, dunque, evitare riprese di carica virale. Si tratta di molecole che mantengono la loro efficacia a lungo, con somministrazioni una volta ogni 3 settimane, invece che una volta al giorno. Molti di questi farmaci sono in fase avanzata di sperimentazione clinica, si spera che tra pochi anni possano diventare disponibili, rivoluzionando l’attuale terapia anti-Hiv. Sono inoltre, allo studio clinico vaccini terapeutici, in grado di stimolare la risposta immunitaria nei pazienti infetti, permettendo loro di controllare l’infezione naturalmente, con la possibilità di assumere meno medicine.