Bambini di Chernobyl

Bambini di Chernobyl, nuovo rischio radioattivo nell’aria contaminata dagli incendi: come aiutarli

in Inquinamento|News
Bambini di Chernobyl, nuovo rischio radioattivo nell’aria contaminata dagli incendi: come aiutarli ultima modifica: 2020-04-21T11:39:10+02:00 da Francesco Rasero
da

Un’aria irrespirabile, carica di elementi radioattivi e inquinanti, minaccia i bambini di Chernobyl dopo gli incendi che da settimane stanno distruggendo le foreste intorno all’ex centrale nucleare sovietica. L’OdV italiana Mondo in Cammino lancia una raccolta fondi per aiutarli in loco.

Gli incendi che da inizio aprile stanno devastando le foreste in Ucraina e Bielorussia, in particolare quelle contaminate dalle radiazioni dell’incidente nucleare del 1986, rappresentano una nuova, grande minaccia per la salute di decine di migliaia di persone e, soprattutto, per i cosiddetti bambini di Chernobyl, ragazzi e ragazze che vivono nei villaggi più prossimi all’ex centrale sovietica e ai recenti focolai.

Gli incendi intorno a Chernobyl hanno ripreso forza. La situazione tra appelli umanitari e radiazioni in Europa

I roghi delle ultime settimane aggravano infatti una situazione sanitaria già difficile, sia per i forti effetti ancora legati alla tragedia atomica di 34 anni fa, sia per quelli del Covid-19.

Un’organizzazione umanitaria italiana, Mondo in Cammino, ha rilanciato l’appello del professor Yuri Bandazhevsky, scienziato di fama mondiale e tra i maggiori esperti sanitari della contaminazione nucleare generata dalla catastrofe di Chernobyl, oltre a promuovere una raccolta fondi specifica.

Bambini di Chernobyl e nuovo rischio radioattivo: la denuncia di Mondo in Cammino

«La situazione è drammatica nella provincia di Polesie, a nord di Kiev, dove i fumi acri  stanno causando seri problemi respiratori agli anziani e ai bambini, già minacciati dalla pandemia di Coronavirus -esordisce Massimo Bonfatti, presidente di Mondo in Cammino, che dal 2005 aiuta i bambini di Chernobyl e dintorni a seguire stili alimentari e di vita utili a ridurre i danni della radioattività– Dopo i grandi incendi che dal 4 al 14 aprile hanno funestato la Zona di esclusione, sollevando radionuclidi ricaduti poi nel terreno, da alcuni giorni i roghi hanno ripreso con vigore, sospinti da forti venti».

Bambini di Chernobyl foto di Francesco Rasero
Bambini di Chernobyl: scuolabus nei pressi della scuola di Radinka (foto di Francesco Rasero)

Il villaggio di Radinka, ai confini della Zona, è stato invaso da una spessa cortina di fumo, con conseguenti seri problemi di respirazione. «Una situazione per la quale almeno i bambini dovrebbero essere evacuati».

Il fumo radioattivo, infatti, agisce negativamente nell’organismo umano, soprattutto in quello dei più giovani.
«Gli incendi nella zona di esclusione, oltre a determinare maggiori incorporazioni di Cesio-137 nei bambini, aumentano i livelli ematici di omocisteina1, un amminoacido che determina, già in tenera età, infarti, trombosi e ictus, oltre ad aborti e malformazioni feto placentari. Tutto questo in soggetti che, per la permanenza in territori afflitti dalle gravi conseguenze del fall-out del disastro di Chernobyl, soffrono spesso di disturbi cardiaci (82%) e alterazioni tiroidee (55%) nonostante siano passati 34 anni dalla catastrofe nucleare».

Radioattività in Italia, nessun rischio proveniente dagli incendi nella zona di Chernobyl: lo afferma il Coordinamento Nazionale per le Emergenze Nucleari

Bonfatti riporta quindi una ricerca del Norvegian Institut for Air Reserve, secondo cui gli incendi potrebbero aver mobilizzato fino all’8% del Cesio-137 liberato dall’incidente del 1986.

«La foresta della Zona di esclusione di Chernobyl è una minaccia costante per tutto il mondo -denuncia il presidente di Mondo in Cammino- Ci appelliamo pertanto alla Comunità internazionale, con tutte le sue Istituzioni, affinché sia presa da subito in considerazione la messa in sicurezza di quell’area, se non vogliamo che generi un fall-out infinito atomico».

Bambini di Chernobyl foto di Francesco Rasero
Bambini di Chernobyl: giovani studenti nella scuola di Radinka (foto di Francesco Rasero)

Bambini di Chernobyl, l’appello del professor Bandazhevsky

«In questi tempi terribili di pandemia da Coronavirus, si è aggiunta un’altra immane tragedia: centinaia di ettari di bosco, che avevano accumulato per anni un’enorme quantità di elementi radioattivi, sono andati a fuoco -esordisce il professor Yuri Bandazhevsky nel suo appello- Sono stati colpiti, in particolare, i villaggi prossimi ai focolai dell’incendio: gli abitanti sono rimasti senza tetto; l’incendio ha reso inservibili i loro giardini e orti, unica fonte di sostentamento; le fiamme hanno ucciso i loro animali, lasciandoli senza lavoro».

Bambini di Chernobyl
Massimo Bonfatti (in piedi) con Nadezhda Lishilenko e il professor Bandazhevsky durante una delle missioni di Mondo in Cammino in Ucraina (foto di Pierpaolo Mittica)

Oltre ai danni contingenti, il rischio maggiore è però quello per la salute. «A causa della combustione dei boschi di Chernobyl, l’aria, presente nei luoghi dove vive la popolazione, ora contiene sia elementi radioattivi che quelli derivanti della combustione del legname, incluso quello più pericoloso per la salute umana, il nero di carbone (Carbon Black, o nerofumo) -prosegue lo scienziato- In particolare 600 bambini che vivono nella provincia di Polesie devono adesso affrontare questa ulteriore minaccia, in aggiunta a quella del Coronavirus. Due disgrazie che rimarranno per molti mesi».

Per questo Bandazhevsky, insieme ad altri esponenti della Comunità scientifica internazionale, ha stilato un memorandum, pubblicato integralmente sul sito di Mondo in Cammino.
«Occorre monitorare la salute della popolazione che vive in aree adiacenti alla Zona di esclusione, in particolare con esami medici annuali e regolari per tutta la popolazione infantile, oltre a controllare il contenuto di elementi radioattivi e chimici negli alimenti e nel legno utilizzati per l’uso domestico».

Bambini di Chernobyl foto di Francesco Rasero
Bambini di Chernobyl: la mensa della scuola di Radinka (foto di Francesco Rasero)

Bambini di Chernobyl, come aiutarli direttamente in loco

L’Ong italiana sottolinea la necessità di intervenire tempestivamente con beni materiali («Anche dispositivi di protezione contro il Coronavirus») e, soprattutto, nell’ambito dell’alimentazione, perché si sta determinando una nuova contaminazione dei prodotti alimentari, che in forma diretta o indiretta, provengono da terreni già normalmente contaminati.

Mondo in Cammino promuove quindi con urgenza una specifica raccolta fondi per i bambini di Chernobyl colpiti dai recenti incendi, a cui è possibile contribuire online con Paypal sia tramite bonifico, facendo un versamento sull’IBAN IT17R0883330261000110111496 con la causale “Per le vittime degli incendi a Chernobyl 2020”.

Bambini di Chernobyl foto di Francesco Rasero
Bambini di Chernobyl: in una mensa scolastica nei pressi della Zona di esclusione, dove Mondo in Cammino fornisce da anni pasti non contaminati (foto di Francesco Rasero)

Conclude Bonfatti: «I fondi raccolti saranno destinati a due referenti. A Nadezhda Lishilenko, direttrice della scuola di Radinka, per gli aiuti diretti a chi ha perso casa e per l’implemento della distribuzione di cibi non contaminati ai 600 bambini delle scuole della provincia di Polesie. E al Centro “Ecologia e Salute” del professor Bandazhevsky, allo scopo di riprendere il follow up sanitario per oltre tremila bambini, sospeso circa tre anni fa quando la Comunità Europea non ha più finanziato il progetto».

[Cover Image di Juliane Thiere]

Bambini di Chernobyl, nuovo rischio radioattivo nell’aria contaminata dagli incendi: come aiutarli ultima modifica: 2020-04-21T11:39:10+02:00 da Francesco Rasero
Tags:
Bambini di Chernobyl, nuovo rischio radioattivo nell’aria contaminata dagli incendi: come aiutarli ultima modifica: 2020-04-21T11:39:10+02:00 da Francesco Rasero

Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è vicedirettore di un giornale di informazione locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verra pubblicato

*

Ultimi articolo di Inquinamento

Go to Top