Il Parco San Rossore ospiterà una base militare

Base militare nel Parco San Rossore, il PNRR finanzia la distruzione della biodiversità

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Base militare nel Parco San Rossore, il PNRR finanzia la distruzione della biodiversità ultima modifica: 2022-04-19T07:45:14+02:00 da Fabiana Re
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Nel Parco San Rossore, a Pisa, verrà costruita una nuova base militare: contro la decisione imposta dal governo insorgono ambientalisti e politici

Costruire una nuova base militare all’interno di una riserva naturale protetta. Se non fosse una vera decisione presa dal governo italiano, potrebbe sembrare una di quelle battute surreali che fanno ridere a denti stretti. E invece con un decreto legge pubblicato poche settimane fa il Parco San Rossore, nei pressi di Pisa, viene in parte destinato a usi militari. Una scelta che solleva numerose polemiche inerenti il luogo individuato, gli strumenti e le modalità.

Il luogo: il parco San Rossore

Il parco regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli è una zona protetta che si estende sulla fascia costiera delle province di Pisa e Lucca. È stato costituito nel 1979 per tutelarne le zone umide ricche di biodiversità, motivo per cui ha anche ottenuto il riconoscimento di Riserva della Biosfera dell’UNESCO. Al suo interno, a Coltano, spicca il “Radar”, una vecchia area militare dove fino a un paio di decenni fa operavano i militari statunitensi. Ora è un fantasma abbandonato, un’inavvicinabile area recintata di 54mila metri quadrati.

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Il progetto del governo mira ad estendere questa base militare dismessa, per installarvi il quartier generale del gruppo interventi speciali (GIS), il reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania e il nucleo cinofili dell’Arma. Oltre 730mila metri quadrati per 440 metri cubi di nuovi edifici: i comandi dei reggimenti, due poligoni di tiro, edifici per l’addestramento del personale militare, magazzini e uffici, un laboratorio, autolavaggi, una palestra e una mensa, 18 villette a schiera, una pista di atterraggio per gli elicotteri.

Il comando provinciale dei carabinieri di Pisa mette le mani avanti e assicura che la nuova base avrà un basso impatto ambientale. Per addolcire l’amara pillola di una riserva naturale cementificata promette un’estesa piantumazione di vegetazione autoctona nel Parco di San Rossore. La questione di fondo, ben espressa dal presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, resta però insoluta. “I parchi in Italia coprono il 12% del territorio svolgendo una preziosa funzione di tutela della biodiversità”, spiega in una nota. “Qui la discussione non riguarda il merito della base, le cui decisioni spettano ad altri, ma il dove; c’è un 88% di territorio fuori dai parchi dove poter scegliere”.

Gli strumenti: i fondi del PNRR per una base militare

Se poi si considera con quali fondi verrà finanziato il progetto, il quadro è destinato a incupirsi. La costruzione della base militare attingerà dalle risorse del PNRR, il pacchetto di aiuti economici che porta la “Ripresa” e la “Resilienza” nel nome. Ricordiamo che si tratta di fondi europei per andare nella direzione di una transizione ecologica e sociale più giusta, tutelando gli interessi delle future generazioni. Quali di questi principi rientrano nella trasformazione di una riserva naturale in un’area militare?

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Il governo finora non si è espresso al riguardo, ma alcuni parlamentari si stanno mobilitando. In particolare, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha depositato un’interrogazione rivolta al Ministro della Difesa Guerini e quello della Transizione Ecologica Cingolani, denunciando l’imposizione di “un progetto che con la resilienza e la transizione ecologica non c’entra nulla”.

Le modalità: l’imposizione dall’alto

Infine è il modo in cui si è giunti a questa decisione a lasciare sconcertati. La costruzione di una nuova base militare a San Rossore è stata, di fatto, imposta. Il governo ha scavalcato il parere degli enti locali e dell’Ente Parco ricorrendo a una procedura semplificata introdotta nel 2021 nell’ambito del PNRR. Questa dovrebbe servire ad accelerare i tempi di realizzazione di progetti particolarmente complessi, nei confronti dei quali vi dovrebbe già essere ampio consenso tra abitanti e enti locali. Con questa procedura decade inoltre l’obbligo di autorizzazione paesaggistica, per la quale sarebbe servita l’approvazione del parco.

Ecco che così il decreto che stabilisce la costruzione della base militare arriva come un fulmine a ciel sereno. Lorenzo Bani, il presidente del Parco naturale di San Rossore, parla di “una decisione non concordata, ed essendo il decreto già stato firmato, non c’è più margine di discussione”.

Una petizione per salvare San Rossore

Per manifestare il proprio dissenso contro questa decisione calata dall’alto, immotivata dal governo e apparentemente insensata, è possibile firmare una petizione su Change.org. A lanciarla è stata Rossella Catanese, docente dell’Università La Sapienza di Roma. In pochi giorni ha raccolto oltre 61mila firme.

[Immagine in evidenza: Ente Parco San Rossore]

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Studentessa torinese di Economia dell’Ambiente, della Cultura e del Territorio, trascorre il suo tempo a districarsi tra molteplici passioni e a rincorrere mille sogni. Tra lettura, disegno, scrittura creativa ed esperimenti di cucina vegana di alterno successo, i giorni di sole 24 ore finiscono sempre troppo in fretta.

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