Un tenero orso che si risveglia dal letargo, metafora di speranza per tutti noi

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Un tenero orso che si risveglia dal letargo, metafora di speranza per tutti noi ultima modifica: 2020-03-31T11:14:29+00:00 da Francesco Rasero
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Spopola in rete -anche come metafora dell’auspicata rinascita dell’Umanità dai tempi bui del COVID19- il video dell’ orso che si risveglia dal letargo invernale e mette, per la prima volta, la testa fuori dalla neve.

Orso che si risveglia dal letargo Boo Grizzly Canada
Orso che si risveglia dal letargo | L’orso Boo che si rotola nella neve (Foto di Larry Tooze)

Il video dell’ orso che si risveglia dal letargo dura pochi secondi, ma è di grande impatto emotivo.
Inizialmente si vede solo la testa dell’animale che emerge dalla coltre ghiacciata sotto cui ha passato gli ultimi mesi, in isolamento conservativo.

Un attimo di esitazione nel riscoprire il mondo “là fuori”, quindi una vigorosa spinta ed ecco che tutto il gigantesco corpo dell’orso esce allo scoperto, con il manto ancora bianco per la neve.

Nel frattempo Nicole Gangnon, l’autrice del filmato, lo saluta: «Ragazzo, la mamma è così orgogliosa di te! È davvero bello vederti!».

«Il suo risveglio segna il primo giorno di primavera»

L’animale, un Grizzly di 18 anni di nome Boo, vive in Canada, nel rifugio per orsi Kicking Horse Grizzly Bear Refuge, co-gestito proprio da Nicole.

«Per noi il suo risveglio segna il primo giorno di primavera, indipendentemente dalla data del calendario», commenta il personale della struttura.

Orso che si risveglia dal letargo Boo Grizzly Canada
Orso che si risveglia dal letargo | Boo che gioca nella neve

Quando la temperatura nella sua tana invernale sale sopra lo zero, Boo si risveglia ed esce all’aria aperta.

«Per un orso con una doppia pelliccia e 15 centimetri di grasso è semplicemente troppo caldo per rimanere nella propria camera da letto -spiegano- Ora, con l’allungarsi delle giornate e l’aumento delle temperature, Boo inizierà a trascorrere gran parte della sua giornata a oziare sotto il sole, mentre pian piano recupererà le sue energie e riprenderà le sue attività».

La storia di Boo, l’ orso che si risveglia dal letargo invernale

Boo è nato in natura, non in cattività. Tragicamente, nel giugno 2002, sua madre è stata uccisa da un bracconiere, lasciando Boo e suo fratello Cari orfani e indifesi a soli cinque mesi di età.

Orso che si risveglia dal letargo Boo Grizzly Canada
Orso che si risveglia dal letargo | Boo poco prima di entrare nella tana invernale (foto di Larry Tooze)

I piccoli erano a rischio eutanasia, ma il Kicking Horse Grizzly Bear Refuge -costruito appositamente per accogliere i cuccioli- ha dato loro una seconda possibilità di vita.

I nomi Cari e Boo derivano dalle montagne Cariboo, nella British Columbia canadese, dove i due orsi sono nati.
Purtroppo, Cari non si è mai svegliato dal suo primo letargo invernale ed è morto nella tana. Il laboratorio veterinario che ha eseguito un’autopsia, ha scoperto che il piccolo orso era morto per una torsione spontanea dell’intestino.

Boo ha invece dimostrato una grande capacità di recupero, superando la perdita della madre e del fratello. Dalla morte di Cari, Boo ha vissuto da solo nel rifugio.

Orso che si risveglia dal letargo | Il Grizzly Boo fa una passeggiata (foto di Larry Tooze)
Orso che si risveglia dal letargo | Il Grizzly Boo fa una passeggiata (foto di Larry Tooze)

«I Grizzly maschi sono animali molto solitari, quindi essere da solo è per lui una condizione naturale -spiegano dal Kicking Horse- Tuttavia, Boo a volte ha l’impulso di incontrare altri Grizzly durante la stagione degli amori».
La sua fuga nel giugno 2006 divenne notizia nazionale; per fortuna poi l’orso fece ritorno volontariamente a “casa”.

Oggi Boo è anche una piccola star online, grazie alla pagina Facebook e al profilo Instagram a lui dedicati.

Orso che si risveglia dal letargo Boo Grizzly Canada
Orso che si risveglia dal letargo | Riposino sulla neve per Boo

Un prezioso aiuto per la ricerca sui comportamenti degli orsi

L’osservazione del comportamento di Boo, fin dalla tenera età e durante tutto lo sviluppo delle sue abilità, ha fornito un’opportunità unica per la ricerca sui Grizzly.

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«Ogni giorno vengono registrate osservazioni sull’alimentazione, il gioco, il sonno, le abilità sociali e molte altre attività; tra le altre cose, il rifugio permette una rara analisi approfondita del letargo degli orsi».

All’interno del rifugio è stata infatti costruita una tana di tronchi, che il cucciolo può utilizzare durante l’inverno. Lì c’è una telecamera, che permette il continuo monitoraggio dell’attività durante il sonno invernale, e che ha permesso di scoprire come gli orsi Grizzly non vadano completamente in ibernazione ma mantengano una seppur minima attività.

Orso che si risveglia dal letargo Boo Grizzly Canada
Boo che gioca in una delle piscine naturali che ha a disposizione (foto di Shawn Talbot)

«Osservando Boo in tutti questi anni, abbiamo concluso che un cucciolo di Grizzly orfano può imparare da solo le abilità essenziali per vivere, anche senza la guida di una madre orsa, a condizione che abbia un habitat adatto, spazi e opportunità come quelle offerte dal rifugio -concludono dal rifugio per orsi canadese- Speriamo che questa esperienza possa essere di beneficio anche per altri futuri piccoli orsi orfani. Continuiamo a imparare da Boo, permettendogli allo stesso tempo di vivere la migliore vita possibile, seppure in parziale cattività».

Un documentario in streaming sul salvataggio degli orsi

Chi volesse approfondire -soprattutto in questi giorni di isolamento forzato a causa della pandemia di Coronavirus– le attività di un “santuario degli orsi” e degli operatori che si prendono cura di questi affascinanti grandi predatori carnivori, è disponibile in streaming gratuito il documentario “Moon Bears on Planet Earth”, di Nadia Zanellato e Andrea Daddi, presentato al Festival CinemAmbiente 2016 e vincitore del premio della Giuria al Piemonte Movie gLocal Film Festival.

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Ci siamo recati nel Nord del Vietnam, nel Parco nazionale di Tam Dao. All’interno del santuario vengono recuperati, sorvegliati e ospitati gli esemplari di orsi della Luna e del Sole, salvati dalle torture effettuate per l’estrazione della bile usata nella medicina tradizionale orientale -riporta la sinossi del film- L’esistenza del Centro di recupero per gli orsi ha ricadute positive anche sull’economia locale grazie all’assunzione di personale e acquisto di materie prime e alimentari”.

Il documentario si propone di far conoscere l’esistenza della pratica dell‘estrazione della bile e delle torture subite dagli orsi nelle fattorie della bile in Vietnam.

Orso che si risveglia dal letargo Boo Grizzly Canada
Una scena del documentario “Moon Bears on Planet Earth”, ora visibile in streaming gratuito (foto FilmFreeWay)

Da pochi anni tale pratica e commercio sono diventati illegali in Vietnam grazie all’attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale operata da Animalsasia e dai suoi sostenitori.

«Il nostro intento è di documentare l’attività svolta dallo staff, dalla liberazione degli orsi alle cure veterinarie -spiegano gli autori- Vogliamo rendere consapevole il pubblico del problema e dell’aiuto che ogni singolo può apportare alla causa grazie all’impegno di Ong come Animalsasia».

Orso che si risveglia dal letargo
Gli orsi del Vietnam sono i protagonisti di “Moon Bears on Planet Earth”, (foto FilmFreeWay)

Moon Bears on Planet Earth è disponibile gratuitamente qui su Streeen.org, la “piccola Netflix” torinese dedicata a film, cortometraggi e documentari realizzati da autori indipendenti.

Un progetto nato prima di #iorestoacasa ma diventato assai popolare in questo periodo, con un sempre crescente numero di utenti alla ricerca di contenuti culturali online.

[Immagini di Boo tratte dalla pagina Facebook Boo Grizzly – Video gentilmente concesso da Nicole Gangnon via ViralSnare]

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Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è vicedirettore di un giornale di informazione locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

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