pool di magistrati Palermo contro i reati sugli animali

Maltrattamento di animali, un pool di magistrati a Palermo

in Animali|News
Maltrattamento di animali, un pool di magistrati a Palermo ultima modifica: 2024-02-13T06:14:28+01:00 da Marco Grilli
da

Il maltrattamento di animali a Palermo costituisce un problema grave, la Procura ha creato un gruppo di lavoro specializzato per migliorare le indagini

L’ultimo episodio di una lunga serie di casi di maltrattamento e uccisioni di animali ha riguardato il cane Aron, bruciato vivo dal suo proprietario in pieno centro a Palermo.

Il clamore mediatico suscitato da questo ed altri fatti incresciosi nel capoluogo siciliano non poteva restar privo di conseguenze. Il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, ha infatti avviato le procedure che hanno portato alla creazione di un pool di magistrati – uno dei primi in Italia – teso ad assicurare indagini più accurate per combattere un’ampia serie di illeciti ai danni dei nostri amici a quattro zampe.

Il pool

Si tratta di un gruppo di lavoro specializzato a tinte rosa, composto da quattro sostitute procuratrici (Clio Di GuardoGiulia FalchiMaria Forti e Federica Scuderi) che saranno coordinate dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni.

Questa importante novità a livello giuridico mira a combattere in modo efficace e con competenze specifiche la piaga del maltrattamento degli animali, migliorando le attività di indagine in un contesto di positivo confronto con gli altri organismi istituzionali, in primis la Prefettura ed il Garante regionale dei diritti degli animali.

Eo – Al Torino Film Festival 40 il raglio di aiuto per tutti gli animali

Il pool svolgerà indagini su un’ampia serie di reati, quali i combattimenti clandestini tra cani, le corse illegali di cavalli, la macellazione abusiva, il commercio illegale di animali da compagnia e lo sfruttamento dei cavalli delle carrozze turistiche.

I commenti

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) è intervenuta da subito sul caso Aron. Dopo aver sporto denuncia ha dichiarato che si costituirà parte civile nel processo, mentre il suo ufficio legale ha presentato istanza al sindaco di Palermo per far sì che sia emessa un’ordinanza interdittiva che vieti al soggetto ed ai suoi familiari e conviventi di detenere animali.

La stessa organizzazione animalista ha ringraziato il procuratore capo De Lucia per aver promosso la creazione del pool ed auspica che altre procure seguano il suo esempio. Oltre ad aver formulato i migliori auguri e dato la massima disponibilità per supportare questo importante lavoro, il presidente Oipa Massimo Comparotto ha dichiarato di aspettarsi “un inasprimento delle pene per i reati contro gli animali come promesso da diverse parti politiche. Soggetti che incrudeliscono contro gli animali sono soggetti pericolosi che possono tranquillamente passare dall’animale all’uomo. L’ordinamento dovrebbe considerare anche questo”.

Plaude alla nascita di questo nuovo gruppo di lavoro pure la Lega Anti Vivisezione (Lav), convinta che il pool risponda “ad una necessità pressante di tutela degli animali” ed alle richieste dei cittadinisempre più attenti e sensibili al tema, che potranno contare su una magistratura con competenze specifiche per essere maggiormente efficace”.

Veterinaria sociale, le iniziative della Lav

La Lav ha promosso una petizione per chiedere al parlamento ed al ministro della Giustizia di approvare subito la proposta di legge per l’inasprimento delle pene relative ai maltrattamenti contro gli animali. Un provvedimento più severo ed efficace “che prevede anche maggiori strumenti a disposizione della Magistrature per la repressione di questo tipo di reati, ci auguriamo quindi che venga finalmente sbloccato l’iter di esame e approvazione, comunica la Lav.

Tra le richieste segnaliamo: la punizione dell’uccisione e del maltrattamento di animali anche per colpa (e non solo in caso di dolo); l’impossibilità per chi è condannato di continuare a detenere animali; pene severe e più efficaci ed il riconoscimento degli animali nel codice civile come esseri senzienti; l’introduzione del reato di strage di animali e di specifiche cause aggravanti per i reati contro gli animali.

Parere positivo al pool di Palermo è stato fornito anche da LNDC Animal Protection.

Al di là del caso di Aron, “solo l’ultimo di una lunga serie di reati contro i nostri amici non umani che, per il livello di sadismo dimostrato, ha avuto una larghissima eco mediatica”, la presidente di LNCD Piera Rosati ha specificato che “maltrattamenti però sono purtroppo all’ordine del giorno e l’idea di un pool di magistrati dedicato a questi comportamenti è sicuramente una nota positiva, affinché vengano svolte indagini più accurate e questi casi non vengano sottovalutati come spesso ancora accade. La città di Palermo, inoltre, ha anche il fenomeno delle carrozze trainate dai cavalli che spesso vengono sfruttati ben oltre le loro possibilità in condizioni atmosferiche estreme ed è importante che ci siano dei magistrati sensibili anche a questo aspetto. Mi auguro che l’esempio del Tribunale di Palermo venga seguito da tutti gli altri tribunali d’Italia, in modo da avere una maggiore attenzione ai diritti degli animali in tutto il Paese”.

I reati

Stando al rapporto zoomafia 2023 redatto dalla Lav, nell’anno precedente sono stati aperti 25 fascicoli al giorno (uno ogni 58 minuti) con circa 13 indagati al dì per reati a danno di animali.

Numeri preoccupanti che hanno portato ad un fatto storico, per la prima volta infatti una Commissione parlamentare è stata incaricata di indagare sulle attività illecite legate al fenomeno delle cosiddette zoomafie. “Un importante risultato che finalmente annovera nella questione criminale anche condotte delinquenziali che vedono gli animali come un mero strumento per introiti e proventi illeciti”, ha commentato Ciro Troiano, criminologo e responsabile Osservatorio Zoomafia.

Le corse clandestine di cavalli sono una delle prime emergenze dei crimini zoomafiosi. Dal 1998 al 2022 sono state denunciate 4.223 persone, con 1.389 cavalli sequestrati e 155 corse e gare clandestine bloccate o denunciate.

Insieme alle scommesse illegali e al rischio per l’incolumità di persone e animali, rappresentano una plateale manifestazione del potere della criminalità che si appropria di pezzi del territorio. Eventi criminali che coinvolgono decine di persone e che pongono in essere un vero e proprio rito collettivo di esaltazione dell’illegalità che trova ampia risonanza sui Social”, si legge nel rapporto.

In merito al combattimento tra animali, dal 1998 al 2022 sono stati sequestrati circa 1.348 cani e 120 galli da combattimento, con 559 persone denunciate, 17 arresti ed almeno  quattro combattimenti interrotti in flagranza. Si tratta di un fenomeno complesso che coinvolge soggetti diversi, pur non mancando casi riconducibili alla criminalità organizzata.

Justin Theroux contro la crudele pratica del combattimento tra cani

Dal 2004 al 2022 sono stati sequestrati anche 82 canili con 103 persone denunciate. Stime per difetto perché in tale settore le illegalità sono molto diffuse, d’altronde più animali significano più fondi, con conseguenze di strutture fatiscenti e condizioni igieniche disastrose.

Ispezioni dei Nas nei canili, scoperte numerose irregolarità

Altro fenomeno inquietante è rappresentato dalla tratta dei cuccioli dai Paesi dell’est Europa, un business altamente redditizio che coinvolge migliaia di animali ogni anno (nel 2022 215 cani sequestrati e 30 persone denunciate). La fauna selvatica, a sua volta, è sempre più in pericolo a causa del bracconaggio e della vendita illegale, con il commercio in rete che continua ad essere un vero porto franco.

Tra innumerevoli altri reati, il rapporto presenta una parte interessante dedicata anche alla “cupola del bestiame”, una definizione che indica l’esistenza di un unico centro di comando “che gestisce i traffici legati agli animali da allevamento e al commercio dei prodotti derivati”. Il malaffare dilaga con gli allevamenti illegali segnati dal maltrattamento degli animali, l’abigeato, le truffe e le sofisticazioni alimentari di prodotti derivati da animali, fino alla macellazione clandestina che in epoca post-pandemica dimostra tutta la sua pericolosità.

“Qui la questione animale si coniuga con quella della sicurezza alimentare. Non è forse una questione di sicurezza pubblica l’immissione sul mercato di alimenti carnei non controllati e certificati? Molte inchieste hanno messo in evidenza il legame esistente tra furto di animali, macellazione illegale e focolai di zoonosi, denuncia il rapporto.

Su questo e altri reati si concentreranno le indagini del neonato pool. Buon lavoro.

[Credits foto: Chikilino su Pixabay]

Maltrattamento di animali, un pool di magistrati a Palermo ultima modifica: 2024-02-13T06:14:28+01:00 da Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verra pubblicato

*

Ultimi articolo di Animali

Go to Top