3 Novembre 2022

Le popolazioni di fauna selvatica sono calate del 69% in 50 anni

fauna selvatica
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Le popolazioni di fauna selvatica in 50 anni sono calate del 69%. Il Living Planet Report identifica le cause principali nei cambiamenti nell’uso del suolo e del mare.

Le popolazioni di fauna selvatica in 50 anni sono calate del 69%, secondo il Living Planet Report 2022, il rapporto biennale sulla salute del pianeta.

Il rapporto globale del WWF fotografa uno scenario drammatico. Le popolazioni di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci sono diminuite in media del 69% dal 1970.

Inoltre, in America Latina e nei Caraibi la perdita di fauna selvatica ha raggiunto il 94%.

Il messaggio del WWF

“Ci troviamo di fronte a una doppia emergenza: il cambiamento climatico provocato dall’uomo e la perdita di biodiversità, che minacciano il benessere delle generazioni attuali e future. Il WWF è estremamente preoccupato da questi nuovi dati che mostrano un calo devastante delle popolazioni di fauna selvatica, in particolare nelle regioni tropicali che ospitano alcune delle aree più ricche di biodiversità al mondo” ha dichiarato il direttore generale del WWF, Marco Lambertini.

Fra le specie monitorate dal Living Planet Report ci sono i delfini rosa di fiume dell’Amazzonia, le cui popolazioni sono crollate del 65% tra il 1994 e il 2016, nella Riserva brasiliana di Mamirauà.

Ma anche i gorilla di pianura orientale, che hanno subito un declino stimato dell’80%, nel Parco nazionale di Kahuzi-Biega in Congo, tra il 1994 e il 2019.

Il numero di cuccioli di leone marino dell’Australia meridionale e occidentale è calato invece di due terzi tra il 1977 e il 2019.

Secondo il Living Planet Report le principali cause del declino delle popolazioni di fauna selvatica sono i cambiamenti nell’uso del suolo e del mare. Ma anche lo sfruttamento eccessivo di piante e animali, il cambiamento climatico, l’inquinamento e le minacce provenienti da agricoltura caccia e bracconaggio, e deforestazione.

Siccità e cattiva gestione dell’acqua, il report del WWF

Secondo il WWF, dunque, sono necessari dei cambiamenti a livello politico ed economico per invertire la perdita di natura. Altrettanto importante, inoltre, è ottenere una legge sul clima e una per contrastare il consumo del suolo.

[Photo by Gwen Weustink on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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