29 Febbraio 2020

Placche alla gola, le principali cause e come curarle con i metodi naturali

Placche alla gola

Uno dei disturbi più diffusi nella stagione fredda, complice l’esposizione a temperature basse e a colpi di vento, le placche alla gola sono un’infiammazione del cavo orale, che crea un certo fastidio o dolore nel momento della deglutizione, nel parlare e molto spesso anche a riposo. Le placche sono la manifestazione visibile di infezioni batteriche, virali o fungine, alla base di problemi come un’angina tonsillare o una tonsillite acuta, oppure una faringite, disturbi che sono diagnosticati dal medico e che devono essere curati con specifiche terapie farmacologiche.

Placche alla gola, come riconoscerle

Le placche compaiono nella parte posteriore del palato molle e nella gola (sulle mucose, sulle tonsille e sull’ugola, raramente possono interessare anche la lingua), sono macchie purulente di colore bianco-giallastro. Solitamente, contribuiscono alla comparsa delle placche e dei relativi sintomi (dolore, difficoltà nella deglutizione, ingrossamento delle ghiandole) tre diversi fattori principali:

  • l’età: i più giovani sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare le placche;
  • il contagio: il contatto con individui che hanno già manifestato placche alla gola espone a un alto rischio di contrarre le placche a propria volta, trattandosi di un disturbo di natura infettiva;
  • l’immunodepressione: ovvero la predisposizione di un individuo ad ammalarsi spontaneamente, a causa di diversi fattori (propensione genetica, terapie debilitanti, età molto avanza…).

Placche alla gola, le cause dell’infezione e le terapie

Come accennato, anche le cause della crescita di placche sono di diversa natura. A seconda della causa che ha scatenato le placche, la terapia disposta dal medico sarà differente:

  • cause batteriche: molto spesso le placche sono scatenate da batteri del tipo streptococco o stafilococco, i comuni batteri del mal di gola e dell’influenza. In questo caso l’infezione verrà curata con una terapia antibiotica.
  • cause virali: sono moltissimi i virus alla base della diffusione delle placche alla gola. Tra i più diffusi si ricordano il rinovirus (il comune virus del raffreddore), l’adenovirus (un agente virale che induce raffreddore, tonsillite e faringite), la classe dei coronavirus (responsabili di febbri e raffreddori di varia natura e gravità) e quella dei comuni virus influenzali. Generalmente queste infezioni vengono trattate con una terapia che preveda semplice riposo, in attesa della guarigione spontanea dall’infezione (eventualmente si può far ricorso a farmaci che trattano i sintomi, come il paracetamolo per contro il dolore e la febbre).
  • cause micotiche, quando le placche sono provocate da funghi, si curano con antimicotici.

Placche alla gola, i rimedi naturali

Quanto esposto finora dovrebbe far luce sull’entità del problema: in base alla natura dell’infezione si può quindi decidere se affidarsi subito a un trattamento farmacologico o se tentare prima un rimedio naturale, che ci permetta di tornare in salute senza l’uso di farmaci, che comporta spesso delle controindicazioni. Ovviamente non sarà possibile ricorrere a rimedi casalinghi in caso di febbre o di un’infezione batterica in stato avanzato: in ogni caso il consiglio di un esperto e il parere del medico saranno provvidenziali per curare il disturbo.

Placche alla gola
Placche alla gola, il miele è molto utile per calmare l’arrossamento della gola

Nel caso in cui i sintomi siano molto lievi, non si abbia febbre e si voglia intervenire subito (anche in funzione preparatoria rispetto a una vera terapia farmacologica), si può far ricorso ad alcuni “trucchi della nonna”, che appartengono alla saggezza popolare e che fanno uso delle proprietà di piante, bacche, radici ed erbe per dare sollievo alla gola e minimizzare l’impatto negativo delle placche. Questi rimedi possono, in alcuni casi, essere efficacemente utilizzati come prevenzione, in occasione della comparsa dei primi sintomi. In lato positivo, infatti, è che trattandosi di soluzioni completamente naturali, difficilmente avranno controindicazioni. È necessario, però, assicurarsi di non avere allergie o intolleranze ai singoli elementi.

Placche alla gola, propoli e miele

Il miele è molto utile per calmare l’arrossamento della gola; la sua consistenza vischiosa, inoltre, aiuta a rimuovere eventuali impurità all’interno della gola: basta assumerne un cucchiaino, senza scioglierlo in acqua. La propoli, altro prodotto delle api, è un vero toccasana per la salute: è infatti un potente antibiotico naturale, che si trova confezionato in varie forme (gocce, nebulizzatore, spray, pastiglie).

Placche alla gola, tisane

Facendo attenzione a non ingerire liquidi ed alimenti troppo caldi, che potrebbero irritare la gola ancora di più, può essere utile assumere una tazza al giorno di tisane alle erbe: preparate con timo e salvia (piante dalle proprietà antibatteriche) o con la malva (sfiammante). Particolarmente utile è anche l’erisimo, definita “la pianta dei cantanti” proprio per la capacità di donare un immediato sollievo alla gola.

Placche alla gola
Placche alla gola, lo zenzero aiuta a combattere l’arrossamento alla gola

Placche alla gola, zenzero

Molto conosciuto è anche un semplice rimedio a base di zenzero, che si può consumare a piccoli pezzetti, come fosse una caramella; se non si è abituati al suo sapore forte e piccante può essere usato anche in infusione in acqua calda (lo zenzero deve bollire qualche minuto prima di essere rimosso; è sempre consigliato far intiepidire la bevanda prima di assumerla). In quest’ultimo caso si può aggiungere un po’ di limone, che ha proprietà antisettiche, e si può sciogliere del miele, che è utile per dolcificare naturalmente e bilanciare l’acidità del limone.

Placche alla gola, aceto

Anche l’igiene della bocca riveste una certa importanza: per pulire e disinfettare il cavo orale è possibile fare dei gargarismi a base di acqua e aceto, utilizzando questo prodotto come se fosse un vero e proprio collutorio. Per chi lo preferisce, l’aceto di mele può svolgere la stessa funzione dell’aceto di vino, essendo anch’esso un discreto antibatterico naturale.

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