30 Maggio 2014

Project Wild Thing, perché i nostri figli non si arrampicano più sugli alberi?

Project Wild Thing il documentario che racconta il rapporto tra i bambini e la tecnologia e della conseguente perdita di contatto con la natura

Project Wild Thing affronta un tema che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, una sorta di “emergenza” famigliare che cresce assieme a loro: i bambini stanno perdendo il contatto con la natura.

Soprattutto i bambini che abitano nelle grandi città non passano più molto tempo all’aria aperta, non sanno arrampicarsi sugli alberi, rotolarsi per un pendio, scoprire com’è bello abbracciare la corteccia ruvida o raccogliere le prime ciliegie direttamente dai rami.

project wild thing scena
Una scena tratta dal documentario Project Wild Thing

I nostri bambini amano la tecnologia, fino al punto da dimenticarsi che si può inforcare una bicicletta e andare a scoprire nuovi mondi fantastici.

Project-Wild-Thing-Logo
Project Wild Thing il logo

Partendo da queste consapevolezze, e da quanta responsabilità hanno i genitori in questo quadro, il regista inglese David Bond ha creato un documentario: “Project Wild Thing” (letteralmente Progetto cosa selvaggia) per sensibilizzare tutta la sua patria prima -e il mondo intero poi – su queste tematiche così importanti. Il documentario, sostenuto in rete da the Wild Network, è in programma a CinemAmbiente 2014, che aprirà i battenti tra pochi giorni.

Project Wild Thing oggi l’hangout di CinemAmbiente

Nel trailer, che potete vedere qui sotto, si percepisce un dialogo tra una bambina e il  suo papà, che le chiede:

Quanto ami guardare la televisione?  La bimba, risponde:“100 bilioni, è così rilassante”.

Diventa questo il via per partire alla scoperta della natura, e invitare i bambini (e i loro genitori) a uscire da casa, lasciare i telefonini, i tablet e le televisioni per buttarsi a fare nuove esperienze.

Project Wild Thing locandina
Project Wild Thing la locandina

Il tutto organizzato come una campagna pubblicitaria, con tanto di manifesti, un’utilissima app, cartoline e inviti al megafono a portare fuori i propri bambini, lasciando perdere i tablet e i televisori. Marketing quindi, ma con uno scopo diverso: “vendere” la natura, con una finalità educativa e non meramente commerciale, per iniziare a capire quanto sia importante per tutti.

Il regista e protagonista si domanda come sia possibile vendere “il prodotto natura” e se possa essere identificato come un brand, come una marca. Una delle tante che ci circondano e fanno parte delle nostre vite. L’hashtag per commentare questo film è infatti #comunicazionegreen.

Come si può creare quella confidenza, quel fidarsi e affidarsi alla natura che sia i genitori sia i bambini hanno perso? Non ci si arrampica più sugli alberi, perché è pericoloso, ci si sporca e non si riconosce l’albero come soggetto attivo nel gioco. Stare a casa, guardare la tv o giocare a un videogioco è più facile, si è facilmente controllabili e si è “impermeabili” agli stimoli esterni, perché quello che la tv o il video offrono è intrattenimento completo, in cui non c’è alcuno sforzo immaginativo. E non si riconosce più un parco, un giardino o un bosco come un luogo di avventura, di gioco, di fantasia. Anzi, ci incute una sorta di timore.

Con la promessa del Guardian, “Questo film cambierà la vostra vita” vi invitiamo a non farvelo scappare, e poi, come sempre, diteci la vostra.

Il primo hangout di CinemAmbiente disponibile sul canale YouTube di eHabitat

Il 3 giugno, alle ore 17 ci sarà un Hangout proprio per discutere sulle tematiche affrontate da questo documentario e del velo che squarcia sul rapporto tra infanzia e natura. Seguiteci in diretta e fateci avere le vostre opinioni utilizzando l’hashtag del  festival #CA17.

Federica Gemma

Laureata in Scienze della comunicazione, con una specializzazione in sociologia ambientale, è curiosa di tutto e tutti. Tiene corsi, legge, scrive, comunica. Adora la cucina e vivere in modo sostenibile. Il suo motto è: "Ogni posto è buono per fare la raccolta differenziata, non ci sono scuse"

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