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Bicimáquinas, in Guatemala la tecnologia è a pedali

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Bicimáquinas, in Guatemala la tecnologia è a pedali ultima modifica: 2016-02-08T08:00:28+00:00 da Valentina Tibaldi
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La smisurata potenza delle due ruote. C’è chi la nega, la sottovaluta o semplicemente la ignora, ma gli esempi concreti che, nel mondo, quotidianamente la testimoniano non mancano di certo, e in queste pagine ci impegniamo a riportarli con piacere, entusiasmo e convinzione. Vi abbiamo raccontato di Bamboo Bike, Smoothie Bike, Bike Washing Machine e persino dell’erogatore di birra a pedali Beeretta come di innovazioni divertenti che, fra il serio e il faceto, comunicano un messaggio importante: la bicicletta può davvero fare la differenza, aiutando gli uomini nelle sue incombenze senza utilizzare elettricità e salvaguardando, dunque, le risorse ambientali.

bici ruote guatemala

Ebbene, c’è chi da anni ha fatto del concetto di tecnologia a pedali un modus vivendi e operandi, trasformando le potenzialità della bicicletta nella possibilità reale di risolvere grandi problemi quotidiani a una latitudine in cui l’elettricità non è un bene dato per scontato: già nel 1997, a San Andrés Itzapa in Guatemala, la Maya Pedal Association ha iniziato a riciclare rottami di biciclette per trasformali in Bicimáquinas. Tutto è iniziato da una collaborazione con un gruppo di canadesi dell’organizzazione Pedal Society per poi sfociare nella fondazione dell’associazione vera e propria, costituitasi come ente indipendente nel 2001.

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Le Bicimáquinas altro non sono che macchinari a pedali alimentati esclusivamente con la forza delle gambe degli uomini. Nate dalla necessità e dal desiderio di aiutare le famiglie della comunità rurale di San Andrés a dispetto della scarsità disponibilità di energia elettrica e carburante nel villaggio, in un primo momento miravano a favorire l’agricoltura su piccola scala. Ora le persone le utilizzano per creare una propria impresa o per ridurre, a basso costo, lo sforzo fisico nelle faccende quotidiane all’interno della casa.

Oltre a costruire i macchinari, l’associazione offre un servizio di riparazione e “trasformazione” di biciclette usate. Le Bicimáquinas possono cucinare il cibo, lavare vestiti, affilare lame, mescolare ingredienti di ogni tipo: inutile dire come tutte queste funzioni abbiano fornito nuove opportunità per le famiglie e le imprese locali con risorse limitate.

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Carlos Enrique Marroquín, creatore dell’impresa e di molti modelli di Bicimáquinas, può dirsi soddisfatto del risultato raggiunto: oltre 1200 macchinari prodotti in quasi vent’anni, per un progetto che genera energia pulita e rinnovabile al 100% e che coinvolge non solo locali (l’associazione collabora infatti con partner, ong, cooperative agricole e coltivatori biologici sul territorio), ma persino organizzazioni internazionali e una rete di volontari di tutto il mondo. “Stiamo lavorando per rendere disponibili a livello globale i nostri progetti, attraverso schede informative e istruzioni passo passo, scaricabili online. Vogliamo diventare un punto un centro di ricerca sull’energia a pedali e una risorsa per le ong che promuovono tecnologie idonee e agricoltura su piccola scala” si dichiara sul sito.

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Tuttavia, ben oltre le già ambiziose intenzioni, il progetto guatemalteco si è recentemente guadagnato l’attenzione del mondo, approdando al tavolo delle discussioni della COP21 di Parigi, dove è strato presentato ufficialmente come esempio di eco-innovazione, virtuoso e ampiamente replicabile, in grado di contrastare fattivamente gli effetti negativi legati a una cattiva gestione delle risorse e al surriscaldamento globale.

Il destino delle Bicimáquinas, dunque, pare essere quello di dare il buon esempio, e di pedalare verso il futuro in buona e nutrita compagnia.

Photo & video credits: Maya Pedal, Universidad Nacional de San Martìn

Bicimáquinas, in Guatemala la tecnologia è a pedali ultima modifica: 2016-02-08T08:00:28+00:00 da Valentina Tibaldi
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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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