L'ambiente è di casa

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Come far nascere funghi commestibili dai fondi di caffè

in Fai da te|Riuso
Come far nascere funghi commestibili dai fondi di caffè ultima modifica: 2015-05-14T08:00:07+00:00 da Ivan Grasso
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In pieno accordo con l’idea del riciclo e del mangiare sano, si impone la scelta di cercare tra i prodotti di scarto qualcosa che si possa riutilizzare, riciclare, che possa risorgere a nuova vita e magari costituisca anche un rientro economico in grado di dare lavoro ecologico ed ecosostenibile. Sembra quasi utopico, invece qualcuno ci è riuscito. Utilizzando proprio i quintali di fondi di caffè che producono bar e ristoranti, è possibile far crescere funghi commestibili. L’idea in fondo è molto semplice ed efficace. Il procedimento in questione non è una scoperta nè recente nè italiana. Si tratta di una tecnica che ha almeno 25 anni, è nata in Asia da un micologo cinese che ha scoperto che i fondi della moka sono ricchi di fosforo e azoto, ma anche di cellulosa e hanno il ph adatto. Diciamo subito, visto che tutti lo chiedono, che: “No! Non sanno di caffè! e No! Non si possono far crescere i porcini!” Ad oggi è possibile coltivare con fondi di caffè diversi tipi di Pleurotus, il Cardoncello e lo Scitake, essenza tipica giapponese, queste specie di funghi, infatti, sono tra le più facili da coltivare in generale, quindi si prestano anche alla coltivazione con questo particolare substrato.

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Il processo per poter realizzare a casa un proprio Fungo-box è molto semplice, basta seguire le seguenti regole:

I fondi di caffè, sterilizzati (processo naturale che avviene dopo la preparazione del caffè, ed eventualmente anche dopo se sono stati conservati correttamente), devono essere disposti su un contenitore, preferibilmente di legno (come una cassetta della frutta) rivestito da un sacchetto di plastica scuro oppure un apposito contenitore per la coltivazione dei funghi come il Fungo-box. I fondi di caffè vanno fatti raffreddare a 20-25 gradi e vanno disposti alternandoli con il micelio del fungo da coltivare (ad esempio il Pleurotus, il più facile da coltivare). Il micelio si può acquistare online o in alcuni negozio di agraria e costa pochi euro. A questo punto il tutto va chiuso in un sacco e riposto al buio. Inizia così il periodo di incubazione. Il substrato sarà pronto quando assumerà un colore biancastro e l’odore diventerà gradevole, simile a quello dei funghi. A questo punto potremo praticare dei tagli sul sacco e predisporre il tutto alla luce, ma non direttamente sotto i raggi solari. La temperatura dovrà aggirarsi intorno ai 15-20 gradi e il luogo dovrà essere preferibilmente ventilato.

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Se seguiremo questo procedimento in modo corretto, soprattutto stando attenti alle varie contaminazioni, vedremo il nostro fungo accrescersi in breve tempo. Infine, una volta che il substrato, composto da fondi di caffè e di micelio, avrà perso la propria produttività, potrà essere riutilizzato come compost per l’orto.

Un’idea rivoluzionaria che ci permette di riciclare questo materiale che di norma risulta uno scarto e niente più. Così, oltre alla soddisfazione personale di produrre dei funghi in casa che possiamo mangiare, rispettiamo anche l’ambiente!

Come far nascere funghi commestibili dai fondi di caffè ultima modifica: 2015-05-14T08:00:07+00:00 da Ivan Grasso
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Come far nascere funghi commestibili dai fondi di caffè ultima modifica: 2015-05-14T08:00:07+00:00 da Ivan Grasso

Ivan grasso nato a Vercelli nel 1980 si è laureato in Scienze Naturali ed ha seguito svariati corsi di fotografia naturalistica e di disegno naturalistico. Ha conseguito il patentino da accompagnatore naturalistico nel 2006 e da allora collabora con cooperative e associazioni come accompagnatore naturalistico ed educatore ambientale. Si occupa di lotta biologica alle zanzare e insegna materie scientifiche nelle scuole. Ha partecipato a piccole mostre contest ed altre benefiche. "Nel tempo libero leggo, scrivo poesie, piccole sceneggiature, adoro il cinema, il fumetto e amo lavorare il legno in ogni sua forma, da qui la passione per la pirografia."

12 Commenti

  1. Interessantissimo!!! Raccolgo sempre i fondi del caffè, e si può produrre un terriccio ottimo. La domanda: ho appena comprato una balla di funghi cardoncelli (plerotus Eryngii), e pensavo anche di provare a “dare in pasto” al sistema un po’ di fondi di caffè. Così, per gioco. Ma sarà possibile generare il micelio lasciando “sporare” i funghi, dopo aver interrato un po’ di caffè e magari anche qualche radice di cardo?

    Grazie!

    Lorenzo

  2. L’articolo è molto interessante, a tal punto di chiedervi se è possibile iniziare una piccola attività.
    Io abito a Torino città, voi mi potete indicare tutto quello che serve sia il capitale iniziale e locali, licenze varie, iscrizione camera di commercio, locali per l’attività, partendo dal presupposto che la materia prima ( fondi di caffè), ne avrei a volontà conoscendo molti ma molti bar.
    Resto in attesa di una vostra cortese risposta.

    • Se contatti Antonio di Giovanni di Funghi Espresso in Toscana, ti fornirà tutte le dritte chiavi in mano, credo a pagamento ma guadagnerai tempo. ciao

  3. Al fondi per avere una prestazione migliore agiungete 4 grammi di carbonato di sodio per chilo di caffe umido.
    Quando il micelio ha inbiancato tutto il substrato sulla superficie agiungete della torba bionda e con un nebulizzatore tenerla sempre unica (non bagnata ma solo umida).

    • Ciao, a me risulta non sia Carbonato di sodio (Na2CO3) bensì Carbonato di Calcio (CaCO3). Erro ? Comunque con il pleurotus ostreatus io metto 100% di fondi di caffè e vado via liscio 🙂 Ciao Stefan

  4. Io ho provato molte volte, ma sempre il substrato faceva la muffa, ho persino provato a pastorizzarlo. lo inserivo nei sacchetti alimentari e lo chiudevo in una stanza buia. Non è mai nato un fungo. Quando aprivo il sacchetto e lo esponevo alla luce dopo qualche giorno sviluppavano muffe. Dove ho sbagliato?

    • Ciao Gian, prova con queste istruzioni puntigliose https://www.facebook.com/mamablu.arcugnano/posts/1029875317095087:0

      Trovi sotto il testo integrale.

      La Casetta dei Funghi fai da te…Cara/o curiosona/e dei magici funghi !

      Serve un pò di disciplina e tanto amore (hai presente le piante ? se dai amore ti danno soddisfazione. nel caso dei funghi il ciclo è molto più veloce ma bisogna essere pronti a starci dietro di più.)

      FASE 1 – LA PREPARAZIONE DEL SUBSTRATO

      Coltivare funghi comestibili a casa è facile e divertente. Ingredienti : 1kg di fondi di caffè e 20gr di micelio (radice del fungo). I fondi di caffè raccolti al bar devono essere senza cartine o bucce perché il micelio deve essere privo di competizione (batteri e muffe) per crescere serenamente nel substrato. Importante quindi inoculare il micelio dentro i fondi di caffè entro 24 ore.

      L’unico investimento è per il micelio che si trova online da funghimara (bottiglia da 1kg circa = 20 kg di fondi di caffè) per esempio, sta un mese comodo in frigo. Ho un amico che me lo regala beato me. Il massimo della vita sarebbe di costituire un gruppo di amici in una zona geografica per comprare insieme 18kg in un colpo per 50 euro da Italspawn (TV), un grosso produttore, e serio, di micelio. Immagina : con 18kg di micelio puoi fare 540kg di substrato !

      Per gli amici in zona Vicenza regalo quanto necessario, perché è un peccato spendere quando si fa autoproduzione nevvero smile emoticon:-)

      Attrezzatura: un sacco trasparente – ti aiuterà a vedere come vanno le cose – che bucherelliamo ogni 10cm con uno stuzzicadente ; un cucchiaione, una scatola tipo cereali. In alternativa due o tre vasetti di yogurt da 500gr o più, e bucherellare il tapo semirigido con una decina di buchetti piccoli.

      Se il barista ti da 5kg di fondi, beh usa un secchio e applica le stesse regole, ma meglio fare esperienza prima con 1kg per evitare disastri smile emoticon:-)

      Se il sacco del barista è di quelli gialli semitrasparenti ci si può lavorare direttamente volendo. Come fare : pulire per benino con alcol il piano di lavoro, il cucchiaione, i vasetti se usiamo quelli…e le mani. Aspettare che evapori l’alcol (pochi secondi).

      Sbriciolare delicatamente con le dita il micelio senza distruggere i granelli. Rompere con il cucchiaione i “cilindrini” del caffè per ottenere una materia omogenea senza grumoni. Poi semplicemente mescolare il micelio con i fondi di caffè con il cucchiaione, e chiudere bene l’apertura : d’ora in poi per 20 giorni respirerà dai buchini perciò se si forma un pò di condensa dentro il sacco è normale.

      Riporre il sacco al buio in un ambiente di casa, idealmente intorno ai 20°C. Vedrete che pian piano dal quarto giorno il marrone diventerà bianco a macchie, poi a zone più ampie : non è muffa, è il micelio che a sua volta raccoglie i fondi e se li pappa, creando una rete bianca plurichilometrica di ife, detta “internet della terra” perché crea così un essere vivente unico dentro il sacco. Se si forma poco verde (il temibile trichoderma) niente panico : il micelio del
      pleurotus, detto Superman, se lo mangierà ! Se diventa tutto verde non ha funzionato ma aspetta tre/quattro giorni perché ho già visto Superman prendere il sopravvento anche in situazioni disperate ! Se non c’è segno di miglioramento butta tutto nel compost, che non ha paura del trichoderma.

      Ma siccome filerà tutto liscio, dopo i 20 giorni il contenuto del sacco è ormai tutto bianco – non importa se non lo è totalmente – e pronto a fruttificare ! Ormai si chiama “panetto” perché è tutto d’un pezzo rigido, biancastro.

      Cosa fare per indurre il panetto alla fruttificazione ?

      FASE 2 : LA FRUTTIFICAZIONE

      Se abbiamo optato per il sacco : praticare con le forbici una croce di 10x10cm, e tirare leggermente le alette per staccarle dal substrato. Prendere la famosa scatola di cereali che sono 20 giorni che aspetta anche lei povera, e aprirci una bella finestra quadrata in corrispondenza alla croce del sacco trasparente. In questo modo costringiamo i funghi a crescere dove vogliamo noi perché segue la luce e l’aria e la croce limita il rinsecchimento del substrato, da evitare a tutti i costi. Riporre il sacco dentro la scatola.

      Se abbiamo optato per i vasetti di yogurt : praticare un buco di 2cm di lato al centro del tappo, o un cerchio di 2cm di diametro fa lo stesso.

      Stagione fredda : riporre fuori da casa perché i termosifoni fanno seccare il substrato. Riporre quindi sul bordo di una finestra, su un poggiolo dove : c’è luce ma non sole diretto (sono i champignon che crescono al buio, non i pleurotus/sbrisa), dove c’è aria ma non vento, e dove la temperatura nell’arco della giornata va da +1°C a 20°C. Infine deve essere facilmente raggiungibile perché adesso ci toccherà curarli come se fossero un tamagotchi : dare acqua spruzzando, meglio nebulizzando, tre, quattro volte al giorno : non ti preoccupare perché mentre i pomodori crescono in tre mesi, i funghi si e no in 10/14 giorni li raccogli dalla messa in fruttificazione.

      Dopo meno di una settimana vedrai i primordi apparire, spesso un pò nascosti –> è il momento più importante per tenere alta l’umidità spruzzando spesso. Poi raddoppieranno di dimensione ogni giorno (se fa freddo sono più lenti,come tutti gli esseri viventi).

      Quando raccogliere ?

      Quando il cappello del fungo più grande è di 8/10cm, prima che i bordi del cappello diventino orizzontali altrimenti rischiano di cominciare a fare le spore e il fungo diventa legnoso. Si tira alla base, girando. Poi grattare via delicatamente i rimasugli di crescita per una seconda fruttificazione.

      La nostra sbrisa si può cucinare in TUTTI in modi. Stasera li ho mangiati che sono la fine del mondo. La qualità ed il sapore sono perfetti, il Ministero della salute ha stabilito che sono perfettamente sicuri, il sapore di caffè neanche un pò perché quello che fa il micelio è modificare la struttura molecolare del substrato perciò prima e dopo, i fondi di caffè diventati panetto sono due cose diverse.

      Ecco non so quanto chiaro sia stato ma spero vi divertiate quanto me smile emoticon:-)

      note:
      .I funghi che coltivi sono pleurotus ostreatus, o SBRISE in veneto. Si possono cucinare in tutti in modi, anche crude.
      .Il substrato sono i fondi di caffè raccolti da bar di Arcugnano. In questo modo li teniamo lontani dalla discarica, anzi diventeranno un efficace ammendante naturale arricchito col micelio del fungo. Il cerchio è chiuso !
      . I funghi non contengono caffeina e non hanno sapore di caffè.
      . Per le coltivazioni successive : raschia via i rimasugli di funghetti vecchi, e vai avanti a dargli acqua finché dopo 7-10gg…etc ! Fino a tre volte in tutto.

      Buon divertimento !

      PS : una volta raccolti stanno comodi in frigo una settimana, in una scatola chiusa.

      Domande ? Sono qui.

      Ciao ! Stefan

  5. salve io lavoro in un bar, ho letto dei funghi e vorrei provare a produrli in casa mi…un mesto fa mi sono portato a casa del fondo di caffè in campagna dentro la cantina poi per mancanza di tempo non ho fatto più niente oggi sono sceso in cantina e ho trovato 6 funghi sensa aver fatto niente.
    com’è possibile???

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