Don’t Look Up – Su Netflix la catastrofe naturale in diretta social

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Don’t Look Up – Su Netflix la catastrofe naturale in diretta social ultima modifica: 2022-01-02T07:03:36+01:00 da Emanuel Trotto
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Uscito il 24 dicembre su Netflix, Don’t Look Up, film con Leonardo DiCaprio racconta la vacuità sui social anche in vista dell’estinzione.

Il fatto

Due astronomi scoprono che una cometa è in rotta di collisione con la Terra. Le conseguenze sarebbero catastrofiche. Ma nessuno apparentemente vuole ascoltarli…

Don't Look Up locandina

Il commento

C’è sempre quella frase alla quale non dai la giusta importanza. Ma che poi, a distanza di tempo, ritorna e impatta. In modo devastante ti accorgi di quanto quelle poche parole scambiate magari davanti a una birra diventino rivelatrici. La frase in questione sarebbe: «è nei momenti di difficoltà che le persone si rivelano per quel che sono». Quanto è vero sia nel nostro piccolo che a livello globale: quante volte è possibile ricredersi su amici o conoscenti? Quanto la situazione della pandemia ha rivelato il lato più individualista e squallido delle persone? Dalla negazione all’irridere la gravità di quanto ci sta attraversando. Male e cattiveria ci colpiscono come l’onda d’urto di una bomba atomica.

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Quanto questo odio e questi sentimenti distruttivi hanno la loro naturale casa nei social. Dai leoni da tastiera ai meme che non fanno ridere. Quanto è vero tutto questo? Quanto questi pensieri vivono all’interno di Don’t Look Up di Adam McKay. Il film, con un cast che conta Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence e Meryl Streep, è uscito il 24 dicembre su Netflix. Dopo una velocissima distribuzione in sala è divenuto uno dei titoli più visti della piattaforma.

Questo film è la prova di quanto il cinema sappia essere previdente sulle catastrofi (la lavorazione del film è iniziata nel 2019). In particolare su come la gente tende a comportarsi di fronte ad esse. Sia che si tratti di un pericolo insidioso come un virus, sia che si tratti di qualcosa di più diretto. Il verbo “impattare” usato poco fa non è stato casuale. La catastrofe che racconta il film è proprio questa. L’astronomo Randall Mindy e la dottoranda Kate Dibiasky (DiCaprio e Lawrence) scoprono casualmente una cometa che impatterà con il nostro pianeta nel giro di sei mesi. A meno che non si faccia qualcosa subito.

Prima si rivolgono alla NASA e, tramite essa, alla Casa Bianca. Dopo un’estenuante attesa vengono ricevuti dal Presidente Orlean (Meryl Streep) e dal Capo di Gabinetto (Jonah Hill). La risposta del Presidente non è quella che si aspettavano. Ci sono degli scandali sui membri del partito che vanno sistemati prima. Anche l’imminenza non causa alcuna reazione. Quando provano a portare in televisione la loro causa, Kate diviene oggetto di scherno mediatico, Randall diventa involontariamente un sex symbol.

Don't Look Up
Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence (fuori fuoco) sono l’astronomo Randall Mindy e la sua Dottoranda Kate.

Conta di più la rottura fra la popstar di turno (Ariana Grande) che la fine del mondo. Un corpo celeste più grande dell’Everest che provocherebbe un’estinzione globale non importa. Le moderne Cassandre sono base di vignette, mentre i Profeti del benessere vengono ascoltati. Il magnate Peter Isherwell (Mark Rylance) propone il nuovo cellulare con un software che reagisce alle emozioni (e sa pure la data e le modalità della tua morte). Un’ operazione che vale milioni di click.

Questo è il mondo cupo che mette in scena Adam McKay. Passando dalla commedia (Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy, 2004) al dramma nel corso degli anni ha sviluppato una sua linea autoriale precisa. Ha scandagliato le catastrofi dalla una posizione inedita. Dalla crisi del 2008 ne La grande scommessa (2015). Alle conseguenze dell’11/9 dal punto di vista dell’ex vice-presidente Dick Cheney (Vice – L’uomo nell’ombra, 2018). Le catastrofi, nel suo cinema, sono solo ed esclusivamente causate dall’uomo. Non ci sono scusanti. Anche in quest’ultimo film, il pericolo c’è ma non lo si vuole vedere. Ma è reale, anche se non lo si vede ancora ad occhio nudo.

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Si vede maggiormente quello che viene mostrato su uno schermo. O quello che tutta una serie di intermediari ti vogliono far vedere. La tecnologia, la possibilità di essere più vicini grazie ad essa, viene letteralmente fatta a pezzi. È proprio quello che i social fanno: dividere più che unire. Soprattutto quando l’unità è l’unico modo per salvarci. Anche agli stessi astronomi non sembra importare: Kate non si capacita del perché ha pagato degli snack gratuiti alla Casa Bianca. Randall finisce invischiato in una relazione extraconiugale con una cinica conduttrice televisiva (Cate Blanchett).

Don't Look Up
Don’t Look Up | Nello Studio Ovale il presidente Jane Orlean (Meryl Streep a destra) e il Capo di Gabinetto (Jonah Hill) ascoltano quanto Kate e Randall hanno da dire.

Visto in una maniera distratta il film può essere interpretato come un enorme guazzabuglio. Si passa dalla satira ai social, alla presidenza Trump, ai falsi profeti o alla necessità di costruire un eroe. L’America vuole essere paladina sopra tutti ma fallisce miseramente. Proprio il guazzabuglio che le nuove tecnologie hanno creato è il tema portante del film. La catastrofe naturale viene passata quasi in secondo piano. È un pretesto per questa commedia umana.

L’uomo non sa essere mai padrone del suo destino: infatti mentre noi ci perdiamo nelle sciocchezze, la vita va avanti. Inframezzati fra le vicende vediamo spezzoni di animali, di piante, di bambini che nascono: vivono. Che cosa fa la Natura? Prosegue la sua strada, il suo ciclo non viene fermato dalle catastrofi. Perché quelle che per noi sono tali, per la Natura sono l’ordinarietà. E fino all’ultimo non lo capiremo mai.

Scheda film

  • Regia e sceneggiatura: Adam McKay
  • Soggetto: David Sirota;
  • Interpreti: Leonardo DiCaprio (Dott. Randall Mindy), Jennifer Lawrence (Dott.ssa Kate Dibiasky), Rob Morgan (Dott. Clayton “Teddy” Oglethorpe), Meryl Streep (Presidente Janie Orlean), Jonah Hill (Jason Orlean), Cate Blanchett (Brie Evantee), Mark Rylance (Peter Isherwell), Timothée Chalamet (Yule), Ariana Grande (Riley Bina);
  • Origine: USA, 2021;
  • Durata: 138’;
  • Temi: CINEMA, NATURA, TECNOLOGIA.

Don’t Look Up – Su Netflix la catastrofe naturale in diretta social ultima modifica: 2022-01-02T07:03:36+01:00 da Emanuel Trotto

Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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