Bonus anti-plastica, in cosa consiste e chi può richiederlo

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Bonus anti-plastica, 5000 euro destinati agli esercenti che decideranno di vendere i loro prodotti senza imballaggi e contenitori usa e getta.

Bonus anti-plastica, dal governo arrivano fondi per ridurre l’utilizzo della plastica monouso.

Il packaging in plastica è una grande fonte di inquinamento. Risulta, perciò, necessario limitare la produzione ed il consumo di imballaggi, bottiglie e contenitori usa e getta.

Stop europeo alla plastica monouso, dal 3 luglio addio all’usa e getta

Da questa esigenza, nasce l’incentivo che mira a contrastare l’inquinamento e di conseguenza il cambiamento climatico.

Il governo ha dunque stanziato 40 milioni di euro per la creazione di un bonus anti-plastica destinato ai negozi che vendono prodotti alimentari e detergenti.

Ovviamente, potrà usufruirne solo chi sceglierà di vendere i propri prodotti sfusi, riducendo la messa in circolo di bottiglie e contenitori.

Il contributo arriva fino a 5000 euro ed è destinato a due specifiche categorie:

  •  Ai piccoli esercizi di vicinato (con una superficie di vendita non superiore ai 150 metri quadrati)
  • Alle medie strutture di vendita (con una superficie compresa tra i 150 ed i 1500 metri quadrati, situati in comuni con più di 100.000 abitanti).

Il decreto è stato firmato dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani e dal ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Il bonus era stato già previsto nel Decreto Clima del 2019, ma vede la sua applicazione effettiva solo adesso.

Sono, perciò, considerate ammissibili ai fini dell’ottenimento del contributo a fondo perduto anche le spese sostenute per l’adeguamento dei locali, l’acquisto di attrezzature per la vendita dei prodotti sfusi e la promozione della merce.

Il decreto attuativo del bonus anti-plastica prevede che l’esercente debba rispettare le condizioni di vendita previste dal bonus per ridurre l’uso della plastica per un minimo di tre anni. 

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In caso contrario, verrà attuata la revoca del contributo.

L’esercente non potrà, dunque, vendere i prodotti con contenitori monouso, ma potrà applicare il meccanismo della cauzione.

[Photo by Eugene Chow on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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