Inquinamento da microplastiche, una soluzione per rimuoverle dall’acqua

Inquinamento da microplastiche
Inquinamento da microplastiche

Inquinamento da microplastiche, uno studio della Hong Kong Polytechnic University ha trovato il modo per catturare le particelle inquinanti nell’acqua e trasformarle in una massa riciclabile.

L’inquinamento da microplastiche rappresenta una vera e propria piaga per l’ambiente. Queste minuscole particelle inquinati sono state trovate oltre che nell’aria, anche nel cibo, in montagna e nelle feci umane. Provengono da diverse fonti come i cosmetici, i rifiuti di plastica, le fibre tessili e anche dalla degradazione degli pneumatici.

Microplastiche anche nelle feci umane. Lo dimostra uno studio

Queste sostanze rimangono negli ambienti per tempi lunghissimi e non si degradano.

Fortunatamente, un nuovo studio sembra aver trovato una possibile soluzione.

A salvarci dall’inquinamento da microplastiche potrebbero essere i batteri. A condurre la ricerca è stato un gruppo di microbiologi della Hong Kong Polytechnic University.

Il metodo scoperto si basa sull’impiego di un biofilm, una sostanza appiccicosa creata dai batteri, in grado di intrappolare le particelle polimeriche.

I ricercatori di Hong Kong hanno utilizzato il batterio Pseudomonas aeruginosa all’interno di un bioreattore.

La plastica che mangiamo, dal pesce al miele, nessun cibo è esente dalla presenza di microplastiche

Questi particolari biofilm fanno sì che le particelle di microplastica si aggreghino insieme, facendole, infine, affondare. Una volta che hanno raggiunto il fondo, le particelle inquinanti vengono sganciate dal biofilm grazie ad un gene di dispersione. In questo modo, le microplastiche si possono recuperare e trasformare in una massa riciclabile. L’esperimento è ancora in una fase preliminare in quanto è stato condotto in situazioni controllate e non ancora all’aperto. Inoltre, lo Pseudomonas utilizzato è un patogeno per l’uomo, per cui non potrebbe essere utilizzato in situazioni non controllate.

Microplastiche, è invasione: contaminato anche il sale da cucina

Questa soluzione è comunque molto promettente in quanto potrebbe essere applicata nell’acqua che è ricca di queste sostanze inquinanti. Il prossimo obiettivo della ricerca è, dunque, quello di trovare il modo di utilizzare questa tecnica non più in laboratorio, ma in un ambiente reale. Inoltre, gli scienziati intendono anche trovare dei composti naturali che possano stimolare la dispersione del biofilm.

[Foto @wikipedia]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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