30 Giugno 2021

Verde urbano, Coldiretti lancia l’allarme: solo 33,8 metri quadrati per abitante

verde urbano coldiretti
Verde urbano coldiretti

Verde urbano, Coldiretti lancia l’allarme. In Italia ogni abitante ha a disposizione, in media, solo 33,8 metri quadrati di aree verdi.

Verde urbano, a lanciare l’allarme è Coldiretti.

Un’analisi basata su dati Istat e presentata nel corso dell’incontro “Il vivaismo italiano post Covid-19” ha evidenziato un dato preoccupante.

In Italia ogni abitante ha a disposizione in città, in media, solo 33,8 metri quadrati di verde urbano.

Emergenza smog, il verde urbano può mitigarne gli effetti?

Questo dato cambia a seconda della centro urbano preso in considerazione. A Bari, ad esempio, il verde riservato per ogni abitante è di 9,2 mq contro i 42,4 di Venezia. A Roma si parla, invece, di 17,1 mq, a Messina di 15,2 mq, a Milano 22,2 mq e a Firenze 42,4 mq.

Questo triste scenario ha un impatto sulle temperature urbane. Bisogna tenere presente, infatti, che un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 gradi.

Ma le aree verdi nelle città sono necessarie anche per diminuire i livelli di smog e inquinanti in atmosfera.

Le piante, infatti, combattono l‘inquinamento dell’aria che è considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe.

Per Coldiretti, l’obiettivo da raggiungere è quello di creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città, dove respirare aria pulita grazie alla scelta degli alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili, abbassando al tempo stesso la temperatura dell’ambiente circostante durante i periodi più caldi e afosi.

I primi murales mangia smog a Torino, aperto il bando per giovani artisti

Coldiretti precisa che una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.

Ma quali sono le piante che mangiano più smog? Ai primi posti troviamo l’acero riccio, la betulla, il cerro, il ginko biloba, il tiglio, il bagolaro, l’olmo campestre, il frassino comune e l’ontano nero.

È chiaro, dunque, che per migliorare la qualità della vita all’interno del nostro paese si deve assolutamente favorire la diffusione del verde pubblico e privato.

[Photo by Karl Groendal on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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