Coronavirus e sharing economy

Coronavirus e sharing economy, effetti del lockdown e idee per il futuro nel settore del turismo

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Coronavirus e sharing economy, effetti del lockdown e idee per il futuro nel settore del turismo ultima modifica: 2020-05-14T08:00:41+00:00 da Francesco Rasero
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Prosegue l’inchiesta di eHabitat dedicata a Coronavirus e sharing economy in Italia, con le aziende legate al turismo che hanno dovuto affrontare il lockdown del COVID-19 e ora pensano a come ripartire.

Coronavirus e sharing economy in Italia: qual è stato l’impatto del COVID-19 sulle aziende del turismo che avevano investito sull’economia condivisa, sposando una formula più leggera anche per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse?

Dopo aver approfondito gli aspetti legati al carpooling, uno dei segmenti più noti di questo settore e legato alla mobilità urbana, eHabitat ha interpellato alcune aziende del ramo turistico, in vista anche di una stagione estiva 2020 che si preannuncia sicuramente diversa dalle precedenti.

Coronavirus e carpooling, la sharing economy tra crisi e ripartenza

Coronavirus e sharing economy, il gigante Airbnb tra emergenza e ripartenza

Delle molte aziende mondiali che si occupano di turismo nell’ambito della sharing economy, Airbnb è una delle più note, anche nel nostro Paese. Anche per loro, la crisi legata al COVID-19 è stata molto pesante.

«L’epidemia di Coronavirus ha avuto un impatto dirompente sul turismo e in maniera particolare su una realtà come la nostra, che basa non solo il proprio business ma anche i propri valori sull’incontro tra le persone -spiega Giacomo Trovato, Country Manager per l’Italia Nel 2019 abbiamo accolto oltre 11 milioni di ospiti, il 79% dei quali proveniva dall’estero. In questi primi mesi dell’anno abbiamo dovuto invece far fronte all’emergenza, supportando tutti coloro i quali si sono trovati nell’impossibilità di effettuare un viaggio: oltre 9.000 collaboratori del servizio clienti sono stati impegnati a gestire in media 48.000 richieste al giorno già nelle prime fasi dell’epidemia, arrivate a 55.000 quando gli Stati Uniti hanno annunciato le restrizioni ai viaggi».

Coronavirus e sharing economy
Coronavirus e sharing economy – Giacomo Trovato, Country Manager AirBnb per l’Italia

Durante il periodo di pandemia, però, la piattaforma turistica non ha pensato solo al business in senso stretto.
«Abbiamo affrontato questo momento di difficoltà facendo appello al nostro animo da “start-up” e alla forza della nostra community -prosegue Trovato- Pertanto abbiamo creato il programma “medici e infermieri per accogliere gratuitamente, grazie ai nostri host, il personale ospedaliero».

In parallelo, Airbnb ha anche lanciato le esperienze online, attività del tutto simili alle esperienze “classiche” ma che possono essere svolte da casa.
«Inoltre sono stati creati due fondi. Il primo, di 250 milioni di dollari, punta a sostenere gli host che hanno dovuto rimborsare gli ospiti che avevano cancellato un viaggio a causa dell’epidemia, il secondo è un fondo di soccorso di 10 milioni di dollari dedicato ai cosiddetti Superhost (host esperti che offrono soggiorni eccellenti) e host di Esperienze in difficoltà nel pagare affitti e mutui: quelli idonei potranno richiedere fino a 5.000 dollari di finanziamenti a fondo perduto».

Coronavirus e sharing economy
Coronavirus e sharing economy – Una delle esperienze online offerte sulla piattaforma Airbnb

Ora si pensa alla ripartenza e all’estate, tenendo conto dell’incertezza che ancora regna a livello non solo nazionale e nell’ottica dei possibili cambiamenti mentalità degli utenti nei confronti dei servizi in condivisione.
«La storia dimostra che davanti a eventi di portata globale, il settore dei viaggi ha sempre saputo riprendersi nel lungo periodo. E questa crisi non farà eccezione», è ottimista Trovato.

Per affrontare la ripresa, Airbnb sta quindi incoraggiando gli host ad applicare politiche di cancellazione flessibili, per garantire rimborsi completi anche a chi cancella il viaggio all’ultimo minuto e molti di loro stanno applicando scontistiche per chi prenota in anticipo.

Inoltre, la ripartenza non può prescindere dall’attenzione alla pulizia degli spazi contro la diffusione del Coronavirus: «Per questo, in collaborazione con gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, abbiamo creato delle linee guida che gli host sono incoraggiati a seguire: una check list dettagliata per la pulizia approfondita degli ambienti, una lista di oggetti da disinfettare con particolare attenzione e il consiglio di limitare l’accesso, anche per le pulizie, nelle 24 ore immediatamente successive al soggiorno di un ospite».

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Coronavirus e sharing economy – Sia Airbnb che HomeLink offrono servizi di sharing legati a case, anche se con approcci differenti

Coronavirus e sharing economy, HomeLink e lo scambio casa

La crisi del COVID-19 ha anche colpito, ma in modo diverso, un’altra realtà attiva in tutto il mondo e che dal 1953 fa dell’ospitalità condivisa la propria bandiera. Si tratta di HomeLink, attività che si muove tra sharing economy e turismo culturale, prefiggendosi l’obiettivo di “creare possibilità di vacanze a basso costo e scambi culturali al fine di migliorare la comprensione reciproca tra le persone nel mondo” attraverso lo scambio casa.

«Nell’ultimo trimestre abbiamo registrato un calo di fatturato di circa il 14%: questo dato è comunque confortante rispetto a quanto stanno subendo realtà più rivolte all’utile -esordisce Giovanni Pujatti, responsabile di HomeLink Italia- La maggior parte degli associati ha a malincuore annullato gli scambi pianificati ad esempio per Pasqua, ma non ha interrotto la propria partecipazione alla piattaforma. Questo perché scambiando casa, si diventa amici tra cittadini del mondo».

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Coronavirus e sharing economy – Lo scambio casa è un fenomeno diffuso in tutto il mondo da decenni

Anche nell’impossibilità di organizzare scambi fisici, gli HomeLinker hanno utilizzato la piattaforma per contattare le persone incontrate in passato e riceverne notizie, scambiare informazioni o consigli e accertarsi sullo stato di salute o sull’eventuale bisogno di aiuto.
«Certo, qualcuno si è lamentato, altri hanno chiesto interventi mirati ma in qualche modo siamo riusciti ad accontentare tutti. Al momento è attivo anche un codice che da diritto al 25% di sconto sulle nostre quote».

La duplice chiave della sostanziale tenuta finora di questa formula, a detta di Pujatti, va pertanto ricercata sia nella mentalità che contraddistingue gli HomeLinker che nella centralità degli aspetti culturali in questo tipo di esperienza.
«Per chi scambia casa, me compreso, il vantaggio economico è indiscutibile ma non centrale -prosegue- Stiamo parlando di persone che condividono speranze, obiettivi e valori. Non si tratta di locatori che, al cessare del guadagno, spariscono. Per questo, la cosa più importante per noi è essere presenti, ascoltare, supportare e consigliare tramite social, telefono ed email, in attesa di poterci di nuovo incontrare».

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Coronavirus e sharing economy – Per il 2020 HomeLink Italia punta molto sul mercato domestico

Molti iscritti a HomeLink, al momento, stanno pianificando viaggi in Italia per l’estate 2020. «Chissà quando i biglietti aerei, i governi e il virus consentiranno di vivere il mondo nella sua interezza -commenta Giovanni- Per il momento ci prepariamo ad accogliere il futuro come facciamo con le differenze culturali: insieme. Stiamo anche organizzando un meeting per ritrovarci dal vivo e così esorcizzare questo periodo».

E lo scambio casa? Ripartirà come prima o con modalità diverse? «Forse il coprifuoco ha favorito la rivalutazione dei sentimenti di appartenenza, contatto e rispetto. Tenendo le dita incrociate, mi sbilancio nell’affermare che potremo vivere un periodo migliore, nel quale le persone vorranno incontrarsi sinceramente, assaporare i prodotti locali, vivere esperienze umane. In questo scenario, ci troveremmo avvantaggiati, anche in un mondo che potrebbe partire a rilento».

Coronavirus e sharing economy, il sondaggio di Ecobnb

Ecobnb, la Community del turismo sostenibile con oltre due milioni di utenti all’anno, ha promosso un sondaggio su come saranno le vacanze, nel mondo post Covid-19.
Il risultato? Quest’anno le parole d’ordine saranno locale, flessibile e sostenibile.

«Abbiamo interpellato i viaggiatori e raccolto feedback sulle loro aspettative e progetti di vacanze future -spiegano- Ne è emerso un quadro interessante: il turismo sarà più flessibile, metterà al primo posto la natura, la sicurezza e la sostenibilità. Le persone considerano le vacanze un modo per ritrovare il benessere psico-fisico».

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Coronavirus e sharing economy – La montagna risale tra le mete preferite per le vacanze 2020 rispetto al mare

Alla domanda “quando sarà la prossima vacanza?” Il 43% degli intervistati risponde quest’estate, mentre il 30% non ha ancora deciso, il 16% ipotizza l’autunno, e il 3% l’inverno.
La durata del viaggio dipenderà molto da ciò che ciascuno potrà permettersi, vista la crisi economica: il 37% prevede una settimana di vacanza, il 26% solo pochi giorni, il 25% due settimane, il 7% di intervistati tre settimane o di più.

I viaggi internazionali saranno certamente ridotti e difficili da intraprendere e le destinazioni preferite saranno quelle vicine a casa e meno affollate. Le opzioni più attraenti risultano essere la montagna e i parchi naturali, che guadagnano punti rispetto al mare. L’interesse è raddoppiato anche verso la campagna e i piccoli borghi; camminare o andare in bicicletta sono tra le esperienze che molti si aspettano di fare durante la prossima vacanza.

Anche la tipologia di struttura ricettiva scelta per soggiornare sarà diversa: aumenterà la richiesta di appartamenti con angolo cottura e di case vacanza immerse nella natura. I dati mostrano anche un interesse raddoppiato verso i glamping, dalle case sull’albero alle tende yurte immerse nel verde.

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Coronavirus e sharing economy – Le colazioni all’aperto e nella natura saranno più richieste quest’estate

I viaggiatori cercheranno infine vacanze più sicure. «Per rispettare il distanziamento sociale, in tanti sono disposti a rinunciare all’utilizzo dell’ascensore, alle zone comuni, alla piscina o al centro benessere, così come alla pulizia giornaliera della camera -sottolineano dal Ecobnb- Un terzo degli intervistati è anche disponibile a rinunciare al ristorante e alla colazione a buffet. Le attenzioni più importanti che i turisti si aspettano dalle strutture ricettive sono le prenotazioni flessibili con cancellazione gratuita, l’igienizzazione degli spazi, oltre a informazioni chiare sulle regole e protocolli seguiti e tavoli colazione all’aperto o distanziati».

Coronavirus e sharing economy, le vacanze in barca a vela con SailSquare

I principi della condivisione, nel settore turistico, non si fermano però solamente agli alloggi nelle case.
Sailsquare è una piattaforma online italiana che connette skipper con viaggiatori che vogliono fare un’esperienza o una vacanza in barca a vela. Conta 22 professionisti che fanno parte del team digitale, quasi 2000 skipper e 100 mila utenti registrati, con 10 mila partenze nel solo 2019.

I dati di inizio 2020 erano risultati ancora più positivi, avendo fatto registrare un +64% rispetto all’anno prima nel mese di gennaio e febbraio sostanzialmente stabile. «Poi, marzo e aprile sono stati un disastro: rispettivamente -84% e -90%», dichiara Riccardo Boatti, co-fondatore e CMO di SailSquare.

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Coronavirus e sharing economy – Riccardo Boatti, co-fondatore e CMO di SailSquare

L’azienda, ora, si sta riorganizzando, nonostante le prospettive non siano ancora del tutto chiare: «Per l’estate puntiamo tutto sul mercato interno, convinti che questo potrà avere un impatto positivo sul sistema -prosegue Boatti- Nel frattempo, abbiamo rivisto le nostre policy di rimborsi e prenotazioni, per venire incontro a chi deciderà di partire».

Tra le misure straordinarie adottate per fronteggiare la crisi socio-sanitaria causata dal Coronavirus, oltre a un servizio clienti rimasto sempre attivo per rispondere a qualsiasi domanda, è previsto il rimborso integrale nel caso in cui non ci fosse la possibilità di effettuare la vacanza per problemi legati alla pandemia o per chi annulla entro 30 giorni dalla partenza, senza necessità di fornire un motivo. Infine è stata messa a punto la possibilità di pagamento in più tranche.

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Coronavirus e sharing economy – Anche le vacanze in barca a vela possono essere in sharing

«Ad oggi il tema del turismo e delle vacanze estive sembra ancora un tabù: pensiamo che, con questo “silenzio”, le istituzioni intendano aspettare ancora prima di pronunciarsi, probabilmente per non dettare regole troppo libertine o troppo stringenti, in quanto ancora non si conosce l’evoluzione del fenomeno post-lockdown -aggiunge Francesca Ellisse, communication manager di SailSquare- Siamo quindi pronti a partire con diverse tipologie di proposte, a seconda di come si evolverà la situazione. In ogni caso, in questi due mesi abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di apprezzamento dai nostri utenti: posso quindi confermare che si fideranno ancora di noi e del nostro servizio di sharing, pur con eventuali modifiche se la contingenza lo richiederà».

Nel frattempo, Sailsquare ha deciso di regalare 1.000 vacanze in barca a vela a medici, infermieri e operatori socio-sanitari che in questi mesi stanno affrontando in prima persona l’emergenza sanitaria.
«I nostri skipper e armatori sono persone autentiche, non guidate esclusivamente da logiche di profitto -spiega Giulia Ferrazzo, operations manager- Moltissimi di loro hanno subito accettato di partecipare a questa iniziativa, che prende il nome di “Grazie 1000”, mettendo a disposizione la loro barca e la loro esperienza per garantire almeno 1.000 posti a bordo gratuiti per ringraziare chi si è esposto personalmente per salvare vite umane. Alla fine di questo periodo avremo tutti bisogno di una vacanza, ma loro un po’ di più».

Primo Maggio 2020: 14 murales dedicati agli operatori sanitari, lavoratori in prima linea nella lotta al COVID-19

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Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è vicedirettore di un giornale di informazione locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

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