Ph. Irene Mariano

Coronavirus e carpooling, la sharing economy tra crisi e ripartenza

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Coronavirus e carpooling, la sharing economy tra crisi e ripartenza ultima modifica: 2020-05-04T08:00:52+00:00 da Francesco Rasero
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Coronavirus e carpooling: il COVID-19 ha bloccato le aziende della sharing economy impegnate nel trasporto condiviso. Ma ora pensano a come ripartire nella Fase 2.

Coronavirus e carpooling: cosa ha causato la pandemia a uno dei settori trainanti della sharing economy in Italia? E quali sono le prospettive per i mesi che verranno?

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, nell’informativa in Parlamento sulla Fase 2 ha parlato delle misure per la mobilità allo studio del Governo in occasione della graduale ripartenza dopo il lockdown, citando anche possibili incentivi ai servizi in sharing quali alternative al trasporto pubblico.

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Coronavirus e carpooling – Le misure di distanziamento sociale imposte dal COVID-19 cambiano le regole dell’utilizzo dell’automobile in condivisione

Sicuramente, finora, l’emergenza COVID-19 ha messo in forte crisi il settore della mobilità condivisa, sia per il minor numero di persone in movimento all’interno delle città sia per le norme di distanziamento sociale imposte dai provvedimenti anti-contagio.

E come sarà la ripartenza, considerando anche gli inevitabili cambiamenti che ci saranno anche nella mentalità degli utenti (ovvero: in quanti si fideranno ancora a usare un servizio di sharing per spostarsi in città?).

eHabitat ha sentito alcune aziende del settore, per indagare sul rapporto tra Coronavirus e carpooling in Italia: gli effetti della pandemia sulle diverse attività, le iniziative prese durante gli ultimi due mesi e la riorganizzazione in vista della Fase 2.

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Coronavirus e carpooling: il caso di BlaBlaCar

BlaBlaCar è la più grande piattaforma di carpooling al mondo, presente in 22 Paesi con oltre 90 milioni di clienti. Da anni si occupa di mettere in contatto automobilisti con posti liberi nella propria auto con passeggeri che devono andare nella stessa direzione, così da dividere le spese di viaggio, ridurre le emissioni di CO2 e fare nuove conoscenze.

Prima del Covid-19 registrava oltre 100 milioni di viaggi all’anno a livello mondiale, con più di 3 milioni e mezzo di iscritti e una media pre-emergenza di 40.000 viaggi al mese in Italia.

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Coronavirus e carpooling – Condividere l’auto permette di risparmiare, ridurre le emissioni e fare nuove conoscenze

«Sin dalle prime fasi della diffusione del Covid-19 ci siamo occupati di tenere informata la nostra community circa le indicazioni fornite dalle Autorità in materia di sicurezza e contenimento della pandemia, usando i nostri canali di comunicazione per invitare esplicitamente i nostri utenti a non viaggiare se non per ragioni di assoluta necessità -racconta Alessandra Desii, addetta comunicazione di BlaBlaCar Italia- Inoltre, per garantire maggiore sicurezza, abbiamo limitato le opzioni della piattaforma, consentendo ai conducenti di offrire un solo posto in auto e invitandoli a far sedere il proprio passeggero sul sedile posteriore opposto al posto di guida. Infine, abbiamo ritenuto giusto eliminare le spese di commissione per accedere al nostro servizio e rimborsare tutti gli utenti che avevano acquistato un abbonamento a BlaBlaCar per il mese di marzo, sospendendone il rinnovo».

L’attività della piattaforma di carpooling, stando ai dati forniti a livello europeo, è scesa fino a raggiungere circa il 5% rispetto ai mesi pre-Coronavirus. Interamente sospesa anche la rete di BlaBlaBus.

«Sebbene la pandemia abbia un impatto diretto sulla nostra attività, non possedere mezzi di trasporto proprietari ci aiuta a resistere a questo difficile periodo -prosegue Desii- Inoltre riteniamo che, alla luce della crisi economica provocata dalla pandemia, nei prossimi mesi le soluzioni di viaggio e di mobilità più accessibili che caratterizzano la sharing economy avranno un ruolo ancor più centrale nella ripresa del nostro Paese».

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Coronavirus e carpooling – Nei rapporti interpersonali sarà consigliato l’uso dei DPI, mascherine e guanti

Oggi, pur in un contesto ancora molto incerto, l’azienda sta lavorando a un piano per la ripresa delle attività non appena l’emergenza sanitaria sarà ritenuta superata.

«Siamo consapevoli del fatto che la ripresa sarà graduale e che i cittadini avranno bisogno di acquisire nuovamente sicurezza e fiducia prima di rimettersi in viaggio con la stessa frequenza di prima -conclude la portavoce di BlaBlaCar- Ma siamo al contempo certi che molti viaggiatori riterranno più sicuro salire a bordo di un’auto con un ristretto numero di persone, evitando quindi mezzi di trasporto più affollati come treni e aerei e luoghi altamente frequentati quali stazioni e aeroporto».

Coronavirus e carpooling: l’esperienza di Clacsoon

Giuseppe Collistra, invece, è il CEO di Clacsoon, piattaforma per il carpooling urbano sviluppata da GreenShare, spinoff dell’Università di Cagliari specializzata in progettazione e sviluppo di soluzioni per la mobilità sostenibile.

«Il lockdown ha praticamente bloccato la mobilità delle persone: è quindi naturale che, accanto a un crollo verticale degli spostamenti, ci sia un crollo verticale di tutti i servizi di mobilità, carpooling compreso. L’attività di Clacsoon è quindi praticamente, e giustamente, ferma», spiega.

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In questi mesi, però, non sono mancate le segnalazioni di utenti con necessità di muoversi per i casi previsti dal DPCM, ma non riuscivano a spostarsi a causa del trasporto pubblico locale contingentato.

«Ci hanno quindi chiesto di sollecitare l’offerta, nel rispetto delle disposizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza. A tal proposito stiamo monitorando affinché non si formino equipaggi di più di due persone, ma dobbiamo dire che gli utenti sono molto attenti».

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Coronavirus e carpooling – L’auto in condivisione viene vista come alternativa all’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto collettivo (nella foto: la metropolitana di Shangai, in Cina)

Collistra è anche lui fiducioso nei confronti della ripartenza, vedendo nella Fase 2 (e successive) la possibilità di nuove opportunità.

«I limiti che dovranno essere imposti al trasporto pubblico locale potranno aprire alla ricerca di soluzioni alternative di mobilità: il carpooling, ben regolamentato, è tra queste. Le regole naturalmente devono essere ferree: mascherina, guanti e massimo due persone in auto: un guidatore e un passeggero seduto dietro in diagonale, per mantenere il distanziamento sociale».

Coronavirus e carpooling: lo studio di Jojob

Il servizio online di Jojob si occupa di carpooling aziendale, con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti della propria azienda e di quelle limitrofe. Oltre alla condivisione dell’auto, inoltre, offre la possibilità di convertire la CO2 risparmiata in punti-sconto da utilizzare in locali convenzionati.

Anche in questo caso, l’azienda punta a ripartire sottolineando il maggior rischio di contagio sui mezzi di trasporto collettivo e l’alternativa offerta dai servizi di sharing economy, che restano comunque più economici -e meno impattanti- rispetto all’auto privata.

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Coronavirus e carpooling – Gerard Albertengo, CEO di Jojob, piattaforma di carpooling aziendale

«Dal 4 maggio l’Italia si prepara a dare il via alla cosiddetta Fase 2, riaprendo progressivamente alcune attività lavorative: circa tre milioni di lavoratori torneranno negli uffici e nelle sedi aziendali. Il tema della mobilità casa-lavoro diventerà quindi cruciale -afferma il CEO Gerard Albertengo, annunciando che la piattaforma verrà messa a disposizione gratuitamente fino a giugno- Crediamo che il carpooling, in due persone per auto, sia la miglior soluzione, da integrare con il trasporto pubblico, per garantire una mobilità sicura ed efficiente».

Anche Jojob ha approntato una proposta di carpooling aziendale in sicurezza: equipaggio di massimo due persone, sedute una davanti e una dietro, entrambe dotate di dispositivi di sicurezza adeguati (guanti e mascherine), con l’invito di sanificare con regolarità l’abitacolo e di creare degli equipaggi fissi.

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Coronavirus e carpooling – I servizi di mobilità condivisa come Jojob sono collegati ad app e siti web

L’azienda ha anche svolto un sondaggio tra il suo potenziale pubblico: il risultato è che per il 62% dei dipendenti aziendali intervistati, il carpooling è considerato sicuro per la salute delle persone e dell’ambiente e rappresenta la soluzione per l’emergenza mobilità della Fase 2.

«In particolare, un dipendente su tre propende per l’utilizzo dell’auto privata: scelta che, tuttavia, rischia di avere gravi conseguenze dal punto di vista economico e ambientale -aggiungono da Jojob- In effetti, l’85% degli intervistati si dice preoccupato dal potenziale aumento dell’inquinamento atmosferico e l’83% ritiene che nella Fase 2 l’ambiente meriti di essere difeso al pari della salute. Con lo sharing si evita quindi di sovraccaricare i mezzi pubblici e si abbassa il rischio contagio, si risparmia denaro e si emettono meno CO2 e particolato rispetto all’uso privato di una vettura».

Lockdown: inquinamento in calo del 50% in Europa

[Cover Image: foto di Irene Mariano]

Coronavirus e carpooling, la sharing economy tra crisi e ripartenza ultima modifica: 2020-05-04T08:00:52+00:00 da Francesco Rasero

Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è vicedirettore di un giornale di informazione locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

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