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Primo Maggio a Taranto, un docufilm sulle lotte dei lavoratori al posto del concertone

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Primo Maggio a Taranto, un docufilm sulle lotte dei lavoratori al posto del concertone ultima modifica: 2020-04-28T11:32:11+00:00 da Alberto Pinto
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L’emergenza dovuta al Covid-19 ci ha condotti inevitabilmente a rinunciare a molti aspetti della nostra vita sociale, ma anche a reinventarli in chiave originale e creativa, trasformando la necessità in opportunità. In quest’ottica, non potendo realizzare il consueto concertone in occasione del Primo Maggio, Taranto celebrerà la ricorrenza con un docufilm sulla storia della città e sulle lotte dei lavoratori, non ultima sulla tutela dell’ambiente.

TARANTO 01 05 2015 CONCERTO PRIMO MAGGIO TARANTO FOTO STUDIO RENATO INGENITO
Foto: Studio Renato Ingenito

In tempi di isolamento e restrizioni, ma anche di cordoglio e rispetto per chi si trova ad affrontare momenti difficili e dolorosi a causa del Coronavirus, la decisione è stata quella di annullare il concertone, negli ultimi anni divenuto un prestigioso appuntamento musicale e sociale per la città, che non ha nulla da invidiare al tradizionale concerto di Roma.

Proprio per l’importanza storica e politica di Taranto, città che convive da tempo con la piaga ambientale e sanitaria tristemente legata alla vicenda Ilva, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, insieme ai direttori artistici dell’evento, Roy Paci, Michele Riondino e Diodato, ha pensato di celebrare ugualmente la dignità del lavoro e dei lavoratori.

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Al posto del concerto del Primo Maggio, dunque, sarà realizzato un docufilm con l’intento di raccontare la peculiare testimonianza di Taranto, dei suoi abitanti e dei suoi lavoratori, dei loro diritti e dei rischi che chiamano in causa la loro sicurezza e quella di un intero territorio.

L’opera consiste in un racconto audiovisivo, per la regia di Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera, che si compone di interviste, contribuiti e live performance in lockdown, senza rinunciare alla musica. Un vero e proprio mosaico i cui tasselli restituiscono frammenti di un rapporto complesso, quello che unisce Taranto, lavoro e ambiente.

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Ogni anno, il Primo Maggio di Taranto pone l’accento sulla “tutela dell’ambiente, per costruire una protesta reale e condivisa che dimostra inconfutabilmente la fattibilità di una riconversione economica e sociale, imprescindibile dalla chiusura del siderurgico”, fanno sapere gli organizzatori dell’evento.

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Quest’anno, la necessità di evitare assembramenti e il sentimento di rispetto verso le vittime hanno portato alla difficile scelta di fermare il concerto. È importante, però, che la voce di Taranto continui a farsi sentire.

Da qui l’idea di trovare un nuovo modo per permettere al mondo dell’arte di veicolare un messaggio così importante e di utilizzare in modo creativo gli strumenti che le circostanze ci mettono a disposizione per sperimentare qualcosa di nuovo e di efficace.

La musica e i concerti sono tra i settori che faranno più fatica a ripartire e che andranno incontro ad una ripresa più lenta. Il loro ruolo sociale, però, in questi tempi più che mai, è estremamente determinante.

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Nonostante mille difficoltà, l’impeto creativo e comunicativo degli artisti troverà sempre il modo di abbattere gli ostacoli.

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