Rick Wakeman darà oggi un concerto per un gruppo di orsi. Il gesto per sensibilizzare il pubblico contro lo sfruttamento della specie per la produzione di medicinali
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Rick Wakeman, ex tastierista di lungo corso degli Yes, è di certo abituato a pubblici imponenti e talvolta inusuali. La band di cui ha fatto parte tra gli anni ’70 e la prima metà degli anni Duemila è certamente una delle capostipiti del rock progressive, dallo stile sperimentale e sorprendente.
Originali sono anche gli spettatori a cui l’artista ha scelto di dedicare un intero concerto, in programma il 24 settembre 2026. Si tratta di oltre centocinquanta orsi per i quali Rick Wakeman ha riservato un vero e proprio evento in musica unico nel suo genere.
Un’esibizione senza dubbio speciale, che serve ad accendere i riflettori su una realtà cruda e violenta di cui si sa poco e che, grazie alla sensibilità del tastierista, potrà essere combattuta con maggior consapevolezza.
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Con il suo pianoforte, Rick Wakeman ha scelto di donare un momento di serenità ad un gruppo di orsi che si trova nell’Animals Asia’s bear sanctuary in Vietnam. L’evento, denominato Free The Final Bears Concert, si pone l’obiettivo di non abbandonare gli altri orsi tenuti in cattività per l’estrazione di bile nei vari stabilimenti del Paese.
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Il destino di oltre un centinaio di orsi, infatti, è ancora legato allo sfruttamento e alle vessazioni, dal momento che l’estrazione di questa sostanza gioca un ruolo cruciale nei traffici illegali di medicinali.
Quello di Rick Wakeman può sembrare un gesto bizzarro e fuori dal comune, ma si tratta in verità di un atto di estrema tenerezza e compassione, fortemente commovente. È lo stesso artista a spiegare, in una dichiarazione rilasciata a Press Association, quanto gli orsi siano perfettamente capaci di comprendere la bellezza della musica e di goderne, esattamente come accade a noi esseri umani.
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“Agli orsi piace la musica. Tutti gli animali, o la maggior parte degli animali, rispondono alla musica, specialmente alla musica classica o a quella melodica. Non credo reagiscano molto bene all’Ouverture 1812 o a qualcosa di simile, ma reagiscono alla musica dolce. Li calma. Inoltre gli orsi sono anche molto curiosi”.
Il concerto è stato pensato per offrire agli orsi la migliore esperienza possibile, in un’area vicina al rifugio tale da consentire loro di avvicinarsi a loro discrezione. L’artista ha scherzato sul fatto che nel rifugio la sua musica è stata già diffusa in precedenza, ipotizzando quindi che gli orsi potrebbero trovare il concerto un po’ ripetitivo e già sentito.
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Rick Wakeman è convinto comunque che si tratti di una delle esperienze più incredibili e singolari della sua carriera da musicista. Quel che è certo è che la sua decisione di suonare per gli orsi è testimonianza della sua grande umanità nei confronti degli animali. Un gesto toccante attraverso cui la musica riesce a parlare la lingua universale della fratellanza, dell’empatia e della comunione tra creature della natura.
[Photo Credits: Afelipe.carvalho via Wikimedia Commons]
