Rete Felina è il nuovo progetto di Animal Law Italia che mira a garantire la corretta e uniforme applicazione delle norme a tutela dei gatti liberi
Una vita autentica e protetta per i gatti che scorrazzano sul nostro territorio, una lotta efficace al randagismo ed una forte gratificazione per i tanti volontari che si dedicano pazientemente alla loro assistenza: le colonie feline, ovvero i punti di aggregazione più o meno numerosi di gatti liberi che convivono stabilmente in un’area pubblica o privata, sono tutelate in primis dalla legge 14 agosto 1991, n. 281 (che vieta il maltrattamento di tali animali e lo spostamento dal loro habitat, oltre a garantire la sterilizzazione da parte dell’autorità sanitaria in accordo col Comune competente), ma presentano purtroppo difficoltà sia per la loro realizzazione, sia per la corretta ed uniforme applicazione delle norme esistenti.
Animal Law Italia (ALI) ha deciso così di lanciare il suo progetto “Rete Felina”, in pratica la naturale evoluzione del precursore “I Felini di Puglia” (attivo dal 2016 sotto la direzione della responsabile Mariagrazia Distante), che mira a mettere in collegamento tutti i soggetti coinvolti nella tutela dei gatti liberi (tutori, Comuni e ASL) per agevolare la piena applicazione e l’uniformità delle norme vigenti.
Lacune e obiettivi
“Il problema non è la mancanza di regole, ma la loro applicazione disomogenea: modulistiche diverse fra territori, tempi lunghi per gli interventi sanitari, ruoli istituzionali poco definiti, assenza di dati condivisi. Ne risulta un sistema frammentato in cui la sorte di una colonia dipende dalla sensibilità del singolo funzionario e il carico operativo ricade quasi interamente sul volontariato. Rete Felina nasce per costruire una struttura stabile di raccordo fra tutori e istituzioni, uniformare le prassi e dare ai cittadini strumenti chiari per esercitare i diritti previsti dalla legge”, commenta ALI.
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Sarà forse capitato anche a molti di voi di imbattervi in questa realtà di improvvisazione ed inefficienza, che impedisce la realizzazione di spazi vitali che fanno la gioia di molti e rappresentano la miglior risposta alla piaga del randagismo. Troppo spesso mancano la corretta informazione, i moduli necessari, gli sportelli attivi e la chiarezza dei ruoli dei vari soggetti pubblici, tanto che la buona volontà di attivarsi per la tutela dei gatti liberi rischia di essere bruscamente frenata da difficoltà eccessive. Si tratta dunque di un percorso accidentato, dove nella pratica quotidiana resta complicato barcamenarsi tra il censimento delle colonie, le sterilizzazioni ed il riconoscimento dei tutor, con forti differenziazioni operative tra i vari Comuni e le varie ASL del nostro territorio. D’altronde, non a caso, la burocrazia è considerata uno dei mali dell’Italia.
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“Rete Felina è un altro esempio del nostro modo di lavorare: non basta che una legge esista, deve essere applicata in modo uguale per tutti. Il nostro compito è fare da ponte fra chi sul campo accudisce gli animali e le istituzioni che dovrebbero tutelarli, perché i diritti scritti sulla carta diventino diritti effettivi”, ribadisce Alessandro Ricciuti, presidente di ALI.
Questo interessante progetto di patrocinio legale intende razionalizzare la materia in questione e si fonda su cinque pilastri: informare i cittadini, per renderli consapevoli sulle norme esistenti e sulla loro applicazione; fare rete, mettendo in collegamento tutor di colonia, Comuni ed ASL al fine di chiarire i rispettivi ruoli e garantire il proficuo scambio di informazioni e le buone prassi; formare la rete, tramite l’organizzazione di seminari, webinar e la condivisione di materiali online; fornire il supporto legale, assistendo i cittadini nella corretta applicazione delle norme, grazie all’ausilio di un pool di legali competenti nell’ambito della tutela degli animali, ed infine l’advocacy, intesa come intervento a livello regionale per uniformare le procedure di gestione, superando così la frammentazione tra ASL.
Oltre che di sostenitori, questo progetto ha bisogno dell’appoggio di referenti locali, Comuni e ASL (chiamati ad entrare a far parte della rete tramite il portale apposito), nonché di avvocati e giuristi volontari, fondamentali per il supporto tecnico-giuridico. “Il progetto Rete Felina si inserisce a pieno titolo nella missione di ALI: ottenere leggi eque per gli animali e fare in modo che vengano applicate. Perché ogni gatto del territorio — e ogni persona che se ne prende cura — meriti regole chiare, uguali ovunque”, precisa l’associazione animalista, fondata nel 2016 da un team di avvocati attivi nella tutela degli animali e da esperti in benessere e bioetica animale.
I Felini di Puglia
Come già accennato, “Rete Felina” mette a tesoro l’esperienza decennale del progetto pilota “I Felini di Puglia”, ideato nel 2016 e realizzato dall’attivista animalista Mariagrazia Distante.
“La convivenza con un felino mi ha insegnato ad apprezzare la bellezza e dolcezza di queste meravigliose creature al punto di sentire il bisogno di aiutare i felini invisibili e indifesi che popolano le strade cittadine. Spinta da un forte senso di giustizia nel difendere i diritti degli animali, nel 2016 ho deciso di avviare un progetto pilota per dare identità ai gatti di nessuno e a chi si occupa di loro”, spiega Distante.
In Puglia questa importante iniziativa ha coinvolto ben 50 Comuni (sette con adesione formale tramite delibera di giunta), permettendo a molti di essi di realizzare per la prima volta il censimento delle colonie feline e di usufruire delle sterilizzazioni gratuite da parte delle ASL competenti. Le procedure di tracciabilità, la geo-mappatura delle colonie, il riconoscimento della figura del tutor e l’installazione di mangiatoie (GattoFioriera e GattaPanca) sono altri risultati lusinghieri raggiunti da questo progetto, che ha creato una rete di supporto tra i Comuni aderenti e privilegiato i rapporti con altre organizzazioni attive sul territorio nell’ambito sociale.
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L’iniziativa pugliese è stata replicata recentemente in Calabria – dove per primo si è mobilitato il Comune di Lamezia Terme – con ben 100 colonie censite ed oltre 500 gatti sterilizzati.
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Sull’onda delle due belle iniziative regionali nel sud Italia parte ora la nuova fase promossa da ALI e sempre diretta da Distante, che commenta così: “Per troppo tempo i gatti del territorio sono stati ‘di nessuno’, affidati alla buona volontà di poche persone. Con Rete Felina vogliamo dare un’identità a questi animali e a chi se ne prende cura, trasformando dieci anni di buone pratiche in un metodo che ogni Comune e ogni ASL possa applicare”.
[Immagine di copertina: loveombra su Pixabay]
