4 Luglio 2026

Renato Zero animalista, la sua Non sparare! è un inno contro la caccia

Nel 1980 Renato Zero cantava Non sparare!, un brano che assume il punto di vista di un uccello per condannare la crudeltà della caccia

Renato Zero Non sparare!
[Photo Credits: Original: Francesco Maresca Derivative work: StomboyCarGeek via Wikimedia Commons. This image has been extracted from another file: Renato Zero.jpg]

Renato Zero è senza ombra di dubbio uno dei cantautori più amati della storia della musica italiana. A renderlo così popolare nel corso degli anni è non soltanto la sua spiccata visione artistica, ma anche l’abilità di trasformare la propria sensibilità in brani di forte impatto emozionale.

The Continuing Story of Bungalow Bill, il brano con cui cinquant’anni fa i Beatles si opponevano alla caccia

Uno di questi è Non sparare!, una perla meno conosciuta contenuta nell’album Tregua del 1980. Si tratta di una canzone dal forte potere teatrale, ma che fa leva soprattutto sul grande significato delle testo. Renato Zero, infatti, sorprende gli ascoltatori dando voce ad un uccellino che prova a sfuggire ad un cacciatore che lo punta per mero divertimento, o forse per un certo vuoto dell’anima.

 

Credevo che il mondo avesse rispetto di me, delle mie ali, della mia libertà. Guardami volteggiare, prima di sparare! Vecchio cacciatore, hai volato mai? L’hai fatto mai?”.

Brian May, il chitarrista dei Queen è un attivista impegnato nella difesa dei diritti degli animali

Parole di disillusione da parte di una creatura che, appena lasciato il nido, si trova a fare i conti con la consapevolezza di una vita dura e piena di pericoli. Dall’altra parte, Renato Zero dipinge un essere umano armato di fucile che non desiste nemmeno davanti all’innocenza di un uccello che volteggia nel cielo.

Forse è l’invidia per non aver mai provato quella sensazione, o forse l’incapacità di comprendere la sofferenza che provoca nel sottrarre ad un altro essere quella sensazione di libertà e identità.

Da quassù scopro te, scopro il tuo dolore. Il tuo mondo muore! Risparmiami almeno, pensando che sono rimasto da solo anch’io. Lasciami al cielo, all’ultimo mio volo. Fai riposare il fucile, tutto l’odio che è in te”.

E così l’uomo distrugge la natura che gli sta intorno senza accorgersi che ciò non fa altro che distruggere se stesso. Una metafora che parte dalla lettura animalista per spostarsi su un piano più generale che riguarda il senso stesso dell’ecologia, per cui proteggere l’ambiente e gli animali significa proteggere per estensione anche la propria sopravvivenza.

Gestione del cinghiale in Italia, l’inefficacia della caccia

Ed è proprio in questo senso che continua il discorso del passerotto attraverso la voce di Renato Zero. “Se mi ascolti cantare, vorrà dire che… se avrai un sentimento, un’altra primavera vedrai. Sarai ricco ed immenso. Volerai anche tu, volerai!”.

Non Sparare! racconta con parole precise quella legge della natura per cui salvare una vita significa salvarne due. L’uccellino, infatti, spiega al cacciatore che la sua decisione di non sparare sarà per entrambi l’occasione di volare, in un’ottica di profonda connessione.

Guardami, seguo anch’io la mia sorte… ma non sarà la morte. Se mai la tua mano esiterà, una vita alla vita darà. Se mai volerò, anche tu volerai con me”.

Sono i versi finali di un brano da riscoprire e che, nonostante abbia oltre quarantacinque anni, suona oggi più attuale che mai. Le parole di Renato Zero colpiscono e fanno riflettere in un momento in cui in Italia il Ddl caccia è al centro dell’ordine del giorno. Un provvedimento che prefigura uno scenario drammatico per la fauna e la biodiversità.

Caccia, la strage degli uccelli: oltre 6 milioni di vite spezzate in tre mesi

La grandezza di un artista come Renato Zero, che ha raccontato l’anima e i dolori di intere generazioni, è quella di aver empatizzato estremamente con gli animali, le creature più deboli vittime della spietatezza che contraddistingue la caccia. Non è difficile trovare sul web dei filmati d’epoca nei quali l’artista si esibisce sulle note di questa canzone indossando addirittura dei costumi da uccello o cantando rinchiuso in una gabbia.

Non sparare di Renato Zero è la testimonianza di un autore capace di raccontare un mondo immergendosi in esso con tutto se stesso, con l’intelligenza di comprendere quanto anche la cura visiva di una performance, insieme alla forza di una canzone, contribuisca a diffondere l’importanza del messaggio. Un messaggio che gli uomini hanno ancora bisogno di ascoltare con il cuore.

Alberto Pinto

Beneventano, laureato in comunicazione audiovisiva.
Appassionato di cinema, serie televisive, viaggi e di tutto ciò che è arte e comunicazione.
Creativo, curioso e sognatore, ama immergersi nelle storie e scoprirne dettagli e sfaccettature.
Per eHabitat scrive di musica e di cinema

Lascia un commento

Your email address will not be published.

I più letti

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/12/2014 | Associazione culturale Ambiente in Circolo editrice | © 2014/2020 eHabitat.it

Ultimi articoli di Animali

Rete Felina

Rete Felina, il progetto a tutela dei gatti liberi

Rete Felina è il nuovo progetto di Animal Law Italia che mira a garantire la corretta e uniforme applicazione delle norme a tutela dei gatti liberi Una vita autentica e protetta per i gatti che scorrazzano sul nostro territorio, una lotta efficace al randagismo ed una forte gratificazione per i... Leggi tutto
neotropica acquario

Neotropica, un pezzo di Amazzonia nel cuore dell’Europa

Il museo Neotropica di Postojna mostra ai visitatori la flora e la fauna degli ecosistemi tropicali del Centro e del Sud America A Postojna, cittadina slovena posta a meno di 40 chilometri dal confine italiano, c’è un museo che porta gli ecosistemi tropicali dell’Amazzonia nel cuore dell’Europa. Inaugurato un anno... Leggi tutto
Go toTop