Plant the Forest: un videogioco per far rinascere le foreste siberiane

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Plant the Forest: un videogioco per far rinascere le foreste siberiane ultima modifica: 2019-11-18T08:00:24+00:00 da Francesco Rasero
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La giovane ambientalista Marianna Muntianu ha vinto il premio UNEP Young Champions of the Earth grazie al suo innovativo videogioco per smartphone Plant the Forest, che combina il mondo virtuale con la realtà, contribuendo al rimboschimento della Russia.

Un videogioco educativo per smartphone, che combina il mondo virtuale con la realtà, contribuendo al rimboschimento della Russia, il cui patrimonio forestale è stato messo in ginocchio dagli incendi estivi in Siberia.

Questo è Plant the Forest, realizzato dalla giovane attivista Marianna Muntianu, 29 anni, che sarà presentato ufficialmente all’Expo mondiale di Dubai 2020.

Marianna Muntianu Plant The Forest
Marianna Muntianu, ideatrice del videogioco Plant The Forest (foto UNEP)

Il videogame è già stato insignito del prestigioso premio Young Champions of the Earth, assegnato annualmente dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) a giovani e brillanti ambientalisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni.

Marianna è una delle sette vincitrici dell’edizione 2019, su oltre mille candidati, in rappresentanza dell’Europa.
La cerimonia di premiazione si è tenuta in occasione dell’ultimo Climate Action Summit a New York.

Plant the Forest Onu
Marianna durante la premiazione alle Nazioni Unite (foto profilo Facebook)

In Russia il 19% delle foreste mondiali

Dall’UNEP, che ha premiato la giovane attivista, ricordano che la Russia ospita circa il 19 per cento delle riserve forestali mondiali per superficie e le foreste russe sequestrano tra i 300 e 600 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, anche se i recenti incendi dell’estate 2019 hanno gravemente minacciato questo ecosistema.

Incendi estivi in Siberia foto Siberian Times Plant the Forest
Incendi estivi in Siberia (foto Siberian Times)

«Il ripristino degli habitat naturali è fondamentale per affrontare con successo la crisi climatica -ha sottolineato Inger Andersen, direttore esecutivo del programma ambientale delle Nazioni UniteE più avviciniamo le persone alle possibili soluzioni, più avremo possibilità di tutelare e recuperare ecosistemi degradati e distrutti, ponendo fine alla perdita di biodiversità».

Plant the Forest: dal virtuale al reale

La schermata iniziale del videogioco per smartphone Plant the Forest
La schermata iniziale del videogioco per smartphone Plant the Forest (foto pagina Facebook PosadiLes.ru)

Con Plant the Forest (in russo Posadi Les), i giocatori coltivano la loro foresta virtuale, con tanto di insetti, animali e uccelli; parallelamente, nuovi boschi sono piantati da volontari.

Nell’ambiente virtuale del videogioco, gli utenti mentre giocano imparano come comportarsi per far crescere le foreste, aiutare gli animali a ripopolarle e ripristinare l’ecosistema, passo dopo passo.

Volontari di Posadi Les all'opera (foto pagina Facebook PosadiLes.ru) Plant the Forest
Volontari di Posadi Les all’opera (foto pagina Facebook PosadiLes.ru)

Una piattaforma permanente di crowdfunding, intanto, viene utilizzata per raccogliere fondi destinati ad azioni di rimboschimento nel mondo reale.
Ai donatori viene rilasciato un certificato, che mostra anche le coordinate dei luoghi in cui sono stati piantati i loro alberi.

Esperti forestali locali consigliano quindi quali alberi piantare e dove, oltre ad occuparsi della successiva manutenzione; le piantumazioni avvengono grazie ai volontari delle associazioni ambientaliste locali coinvolte nel progetto.

Volontari di Posadi Les (foto pagina Facebook PosadiLes.ru) Plant the Forest
I volontari piantano gli alberi acquistati sulla piattaforma di crowdfunding (foto pagina Facebook PosadiLes.ru)

Nelle regioni più calde della Russia vengono preferite specie decidue come la quercia, il pioppo e l’acero, mentre in Siberia si coltivano specie di conifere come l’abete rosso e il pino. Vengono inoltre scelte essenze arboree resistenti a calamità, parassiti e malattie.

In attesa del lancio mondiale a Dubai, il gioco è già stato testato proprio in Russia e, ad oggi, sono oltre 140 mila gli alberi finora piantati in 17 regioni attraverso la piattaforma online di Plant the Forest, sia da aziende che da privati.

Plant the Forest
Un’azione di rimboschimento (foto pagina Facebook PosadiLes.ru)

Come è nata l’idea di Plant the Forest?

L’idea di realizzare un videogioco ispirato alle foreste è venuta a Marianna dopo aver vissuto l’esperienza degli incendi boschivi nella propria regione. «Ricordo le città coperte di fumo e la gente che camminava per le strade con le mascherine. L’immagine era davvero inquietante e io ero anche devastata dal fatto che stessimo perdendo un prezioso patrimonio naturale», ha dichiarato alle Nazioni Unite.

Plant the Forest Yugansky ph Tatiana Bulyonkova
Incendi nella riserva naturale Yugansky (foto di Tatiana Bulyonkova)

Ha quindi iniziato a impegnarsi, come attivista, in una Ong ambientalista russa che si occupava di rimboschimento.
Ma, presto, si è resa conto che gli sforzi non erano sufficienti per combattere la crescente deforestazione.

Plant the Forest Marianna
Marianna in una foresta della Russia (foto UNEP)

Da qui l’ispirazione: «Ci sono circa 1,3 miliardi di persone in tutto il mondo che giocano ai giochi per computer, circa il 18% della popolazione mondiale: l’impatto può essere enorme. Inoltre non tutti hanno la possibilità, per motivi di distanza o di tempo, per dedicarsi personalmente a piantare nuovi alberi -prosegue- Per questo ho iniziato a pensare a come usare la tecnologia per costruire, anziché distruggere, e ho scelto di creare un gioco a beneficio sia dei giocatori che del nostro Pianeta».

Plant the Forest
Selfie con i volontari del progetto di rimboschimento Posadi Les (foto profilo Facebook)

Ora, incassato il riconoscimento all’Onu, Marianna spera che Plant the Forest possa diventare un vero strumento di sensibilizzazione e azione.

«Il mio sogno è che tutti coloro che giocano al videogame si godano l’esperienza e si rendano conto che ognuno di noi può svolgere un ruolo attivo nel preservare la natura e il nostro pianeta. Per le persone che vivono nelle città, gli incendi boschivi sono spesso preoccupazioni remote: la realtà virtuale può avvicinare a questioni ambientali critiche, come il ripristino delle foreste, e la piantumazione di alberi è un bel modo per creare un futuro migliore».

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Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è vicedirettore di un giornale di informazione locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

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