Perché il fatto che sulla Terra ci siano più alberi rispetto a 35 anni fa non è una buona notizia per l’ambiente

Alberi, foresta

Spesso sui media si parla dei problemi connessi alla crescente deforestazione, ma una recente ricerca suggerisce che il nostro Pianeta potrebbe essere colpito da questo fenomeno in maniera minore di quanto si è pensato finora.

In uno studio pubblicato sulla rivista Nature, gli scienziati dell’Università del Maryland hanno analizzato una serie di immagini satellitari allo scopo di valutare come l’utilizzo del suolo terrestre sia cambiato negli ultimi 35 anni.

La ricerca ha evidenziato come la superficie terrestre coperta da alberi sia cresciuta di 2.24 milioni di chilometri quadrati dal 1982 ad oggi – un’area corrispondente all’incirca alla superficie combinata di due grandi Stati americani, Texas e Alaska. Ma ciò che può a prima vista sembrare una buona notizia per il Pianeta, in realtà descrive un fenomeno con effetti contrastanti per l’ambiente.

La superficie terrestre coperta da alberi è aumentata del 7% dal 1982

Il nuovo studio è in linea con le ricerche precedenti nell’indicare che il Pianeta negli anni ha perso vaste aree boschive, soprattutto ai tropici e in America Latina. Ma evidenzia al contempo anche l’incremento nel numero di nuovi alberi, che compensa – a livello di superficie – questa perdita. La notevole perdita in Brasile, ad esempio, risulterebbe compensata da aumenti considerevoli in Europa, Asia e Nord America, dovuti soprattutto ai programmi volti alla piantagione di nuovi alberi in ex aree agricole dismesse. In Russia, per esempio, si registra un aumento di 790.000 chilometri quadrati, in Cina 324.000 chilometri quadrati.

In aggiunta, l’aumento medio delle temperature ha permesso alle aree boschive di prosperare più vicino ai poli, dando luogo ad un’espansione della superficie terrestre coperta da alberi. Di fatto erba, alberi e arbusti stanno oggi proliferando anche nei deserti, nelle regioni montane e nella tundra a causa dei cambiamenti climatici in atto.

In totale, la superficie terrestre coperta da alberi è cresciuta del 7% negli ultimi 35 anni.

Alberi che crescono nella foresta

Più alberi, ma meno foreste primarie e biodiversità

Tuttavia, deve essere fatta una distinzione importante fra queste nuove aree coperte da alberi e le foreste primarie.

Lo studio sottolinea infatti come le piantagioni industriali di legname, le piantagioni di palma da olio e tutte gli altri alberi piantati appositamente per scopi produttivi concorrono al computo della superficie globale coperta da alberi.

Sulla carta, quindi, questi alberi compensano (o addirittura superano) le foreste primarie che sono state abbattute: ad esempio, la perdita di 100 ettari di foresta primaria è compensata da un guadagno di 100 e più ettari di piantagioni artificiali.

Ma mentre queste superfici possono risultare simili per dimensione, sono in realtà molto differenti in termini di biodiversità. Le foreste primarie ospitano infatti una ricchezza immensa di flora e fauna, che viene irrimediabilmente persa quando queste aree vengono distrutte. E le foreste artificiali create dall’uomo non possono compensare il danno e il degrado degli ecosistemi dovuto alla deforestazione.

Alberi, foresta, nebbia

La ricerca attribuisce il 60% di tutte le modifiche verificatesi nell’estensione della superficie boschiva globale direttamente all’attività umana, mentre il restante 40% sarebbe causato da fattori indiretti come il cambiamento climatico.

Il fatto che la Terra diventi apparentemente più verde potrebbe quindi mascherare la portata distruttiva del danno ambientale causato sulle foreste dall’attività umana.

(Fonte: World Economic Forum)

Alessandra Varotto

Appassionata di sostenibilità, comunicazione e innovazione, ha conseguito un dottorato in Social Marketing for Sustainability presso l’Università degli Studi di Padova e la University of Exeter (UK), e un master in comunicazione digitale allo IUSVE di Venezia con una tesi sul digital storytelling della CSR nel settore food. TEDx speaker e communication manager di progetti europei LIFE, nel tempo libero ama studiare e visitare luoghi nuovi vicini e distanti, dove fare lunghe passeggiate all’aria aperta godendo della gioia e della meraviglia che la natura è in grado di suscitare.

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