Quando il cambiamento climatico si vede: Chasing Ice, all’inseguimento dei ghiacci

A volte quello che serve è vedere con i propri occhi. Ma come fare a documentare qualcosa di tanto effimero e apparentemente intangibile come l’impatto delle nostre azioni sul clima mondiale? La risposta, ancora una volta, sta nel cinema: nelle immagini, meravigliose e sconvolgenti, di Chasing Ice.

James Balog è un acclamato fotografo naturalista che, nel 2005, inizia per conto del National Geographic un’avventura estrema nell’Artico, alla ricerca di prove inconfutabili sul cambiamento climatico. La storia comincia con un incontro ravvicinato di Balog, al principio scettico in merito al riscaldamento globale, con il protagonista indiscusso dell’incarico appena assunto: il ghiaccio. Ed è amore a prima vista: c’era “un universo senza fine di forme là fuori… Sculture, architetture, tutte follemente, assurdamente belle” afferma in apertura del film. Da quella prima dichiarazione, è un crescendo di entusiasmo e impegno, che trasformano le spedizioni verso nord nello scopo personale di una vita.

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Al suo sparuto seguito si aggiunge Jeff Orlowski, giovane fotografo e regista di quel che, strada facendo, si è trasformato in “Chasing Ice”, ossia un documentario di successo, pluripremiato a livello mondiale. “Ero un fotografo e un grande estimatore del lavoro di James” racconta Orlowski sul sito del film “e volevo fortemente lavorare con lui. Nel 2007 ha iniziato il progetto “Extreme Ice Survey” e mi sono offerto di aiutarlo gratis. Ero con lui e una squadra in Islanda quando ha iniziato a installare le sue prime fotocamere time-lapse (che permettono la produzione di filmati accelerati, NdR) e ho filmato l’intero viaggio, semplicemente per documentare quel che stavamo facendo e avere una testimonianza del progetto. […] Poi ho continuato a viaggiare con lui, filmando ogni luogo in cui andavamo. Avevamo raccolto nel tempo un enorme archivio per il progetto. Seppi allora che avremmo potuto trarne un grande film”.

Chasing Ice

Un’intuizione cui il tempo e il panorama del cinema internazionale hanno dato ragione: dal 2012 ad oggi, il documentario è stato proiettato in oltre 172 nazioni, 70 università e circa 80 festival, oltre che alla Casa Bianca e alle Nazioni Unite. Ha collezionato una lunga serie di riconoscimenti, tra cui, all’interno della rete Green Film Network, una Menzione Speciale nella categoria “Documentari Internazionali” a Cinemambiente 2012 e il “Prix Tournesol” al Festival du Film Vert 2015. Approdato in televisione sul National Geographic Channel, il film ha inoltre vinto un Emmy Award 2014 nella categoria “News and Documentary”.

Così, mentre l’immobilismo della politica internazionale continua, perso nel sedicente dibattito scientifico sul cambiamento climatico, le immagini di “Chasing Ice” si diffondono, mostrando visivamente l’arretramento dei ghiacci grazie alla fotografia time-lapse, che riesce a cogliere il processo in progress. In questo modo, la memoria della fotocamera diventa la memoria stessa di un paesaggio altrimenti inaccessibile, e uno stimolo per le nostre coscienze.

Chasing Ice

“Come dice egli stesso, quel che James vuole è che le persone si rendano conto che queste immagini sono prove visive del cambiamento climatico […]” dichiara il regista. “I ghiacciai possono sembrare davvero lontani, in un mondo distante in cui nessuno va mai, eppure noi esseri umani li stiamo cambiando. Spero che “Chasing Ice” possa prendere il lavoro di James e renderlo reale per la gente; che possa rendere tangibile il bellissimo mondo dei ghiacci e portarlo più vicino a casa. Se può servire a far sì che le persone ripensino il proprio rapporto con la natura e il modo in cui gli esseri umani esistono su questo pianeta, lo considererò un successo”.

 Mai come in questo caso, lasciamo parlare le immagini: a voi il giudizio.

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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