Si è aperta ieri al Teatro Regio di Torino la 16ª edizione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma fino a domenica. A inaugurarla, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sulla scia delle parole del nostro Presidente Sergio Mattarella per l’apertura di Terra Madre 2026 in merito all’urgenza di proteggere la biodiversità come bene comune, si è inserito l’evento “RICREA in cucina. Fai la differenza!“, organizzato dal Consorzio nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio insieme all’Alleanza Slow Food dei Cuochi. L’evento è stato ospitato all’Archivio di Stato di Torino, oggi 25 settembre 2026.
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Acciaio ed eccellenza gastronomica: due filiere che si somigliano
Ad aprire le danze sono stati Domenico Rinaldini e Federico Fusari, rispettivamente il presidente e il direttore generale del Consorzio RICREA. Il filo conduttore del loro intervento è stato semplice: cosa lega l’acciaio a Slow Food? Se l’associazione racconta l’eccellenza del cibo, RICREA lavora sull’eccellenza dell’imballaggio. I due mondi condividono un secondo terreno comune: l’educazione alimentare e ambientale rivolta soprattutto ai più giovani.

È stato spiegato come tra le qualità di un imballaggio in acciaio vi siano la capacità di proteggere gli alimenti e di garantirne il trasporto in sicurezza. Quella però più importante e che ha rappresentato il filo conduttore dell’intero evento è quella di essere un materiale permanente, potenzialmente riciclabile all’infinito.

Questo è una caratteristica da non sottovalutare nella fase storica attuale, segnata da tensioni geopolitiche che stanno mettendo sotto stress l’approvvigionamento delle materie prime. La produzione mondiale di acciaio può infatti derivare da materie prime vergini oppure dal riciclo. Ma mentre le prime sono molto più impattanti in termini di CO2, il riciclo rappresenta la via più sostenibile.
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In cucina, tra riciclo e recupero
Il momento più coinvolgente è arrivato con la dimostrazione di Aldo Reynuado, cuoco di Slow Food che ha proposto un percorso di piatti costruiti quasi interamente su ingredienti conservati in acciaio.

Come primo piatto un raviolo aperto tutto da scoprire. Base di lasagna fresca bollita, farcitura di prodotti in lattina appena intiepiditi e successivamente amalgamati e una maionese nata dal recupero dell’acqua che i pomodori hanno prodotto in cottura. Il tutto sormontato da una spuma di piselli con menta e basilico e una fetta di prosciutto crudo essiccato al forno. La filosofia dello chef è stata volutamente minimale: poca cottura, per lasciare intatti i sapori originali degli ingredienti così come erano stati confezionati.
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Anche un ingrediente importante come l’olio è stato conservato in latte d’acciaio. Questa scelta facilita il trasporto e protegge il prodotto dai raggi UV, preservandone la qualità nel tempo. A completare l’abbinamento, due vini piemontesi, un Nebbiolo e un Roero.
Per dessert, un millefoglie ai due cioccolati con meringa, cioccolato gianduia, caramello salato e sale nero.

Si è poi toccato un tema importante: la biodiversità si difende anche scegliendo di produrre ogni alimento nel territorio più predisposto a produrlo. Diventa necessario evitare di forzare ambienti non adatti, che potenzialmente possono comportare l’utilizzo di più chimica, più acqua e più lavorazioni. Il “prezzo ambientale” raramente compare sullo scontrino, ma il conto alla fine arriva e lo si può vedere nelle estati sempre più calde e nella scarsità sempre crescente di acqua.

Sostenere i piccoli produttori aiuta a contenere questo “costo ambientale” e a preservare maggiormente il territorio.
La scienza della conservazione: la testimonianza della Stazione Sperimentale di Parma
A portare il punto di vista scientifico all’evento RICREA di Terra Madre 2026 è stato Luca Sandei, responsabile dell’area frutta e verdura della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari di Parma, ente di ricerca con oltre un secolo di storia e due sedi, a Parma e in provincia di Salerno. Il suo lavoro punta a garantire qualità, sicurezza e sostenibilità nella conservazione degli alimenti.
Secondo Sandei, le caratteristiche dell’acciaio in termini di sicurezza e capacità di mantenimento non sono ancora state eguagliate da altri materiali. L’assenza di ossigeno protegge dall’ossidazione e l’ermeticità del contenitore assicura una conservazione che può arrivare, in molti casi, a sei mesi e oltre.
Una curiosità ha riguardato il tonno in scatola: l’olio di conservazione, spesso scartato dai consumatori, è in realtà ricco di omega 3 e di altre sostanze utili. Riutilizzarlo non è poi una cattiva idea.
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Educare il consumatore
Nell’ultimo intervento, Arturo Bertoldi, responsabile di Eduiren, ha posto l’accento sull’importanza del consumatore, che molto spesso ha volontà, ma non le competenze necessarie per fare scelte corrette. Il tema della raccolta differenziata come comportamento di base diventa quindi fondamentale, come lo sono anche tutte quelle attività volte ad educare alla raccolta e al riciclo dei rifiuti. Nel video un aneddoto simpatico da lui raccontato per capire i modi, e a volte i toni, in cui avviene l’educazione ambientale.
L’evento RICREA – Slow Food a Terra Madre 2026 conferma, ancora una volta, come la sostenibilità del cibo passi anche da scelte apparentemente marginali, come il materiale di un imballaggio.
[Foto e video @ Carlotta Cristina]
