25 Maggio 2026

Spesa Sballata, il progetto che riporta i contenitori riutilizzabili nei negozi

spesa sballata

Spesa Sballata è il progetto che invita cittadini e negozi di Fossano, nel cuneese, a ridurre gli imballaggi usa e getta attraverso l’uso di contenitori riutilizzabili. Un modello semplice e concreto, che potrebbe essere replicato altrove.

Portare un contenitore da casa per comprare formaggi, pasta fresca o gastronomia oggi può sembrare quasi un gesto rivoluzionario. Eppure, alla base della Spesa Sballata c’è soprattutto un’idea semplice: ridurre gli imballaggi usa e getta partendo da un gesto quotidiano come fare la spesa.

Il progetto, avviato a Fossano (CN), invita cittadini e negozi a utilizzare contenitori riutilizzabili per gli acquisti di prodotti freschi, trasformando una pratica concreta in uno strumento di riduzione dei rifiuti.

Spesa Sballata: come funziona il progetto

L’iniziativa permette ai clienti di acquistare prodotti freschi utilizzando recipienti portati da casa, purché puliti e idonei al contatto alimentare.

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda proprio la sicurezza igienico-sanitaria, tema che spesso rappresenta uno dei principali dubbi quando si parla di contenitori riutilizzabili. Per questo Spesa Sballata è stata sviluppata insieme ad ASL CN1, integrando procedure specifiche legate alle normative HACCP e definendo linee guida precise sia per i negozianti sia per i clienti.

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Promosso dalla Fondazione NoiAltri, il progetto prende ispirazione da un’esperienza simile avviata negli anni scorsi a Varese, con cui è attivo uno scambio di strumenti, procedure e buone pratiche. Un confronto che rafforza l’idea di una rete di iniziative capaci di adattarsi a territori diversi, mantenendo lo stesso obiettivo: ridurre i rifiuti partendo dalla quotidianità.

Ridurre i rifiuti partendo dalla quotidianità

Il punto di partenza è una consapevolezza sempre più diffusa: riciclare, da solo, non basta.

Secondo i dati riportati dal progetto, nel 2022 i rifiuti da imballaggio in Italia hanno raggiunto circa 200 kg per abitante, uno dei valori più alti in Europa. Carta e cartone rappresentano la quota maggiore, seguiti da plastica e vetro.

Anche se oltre il 75% degli imballaggi viene avviato al riciclo, la quantità complessiva continua a crescere. Per questo molte strategie ambientali insistono sulla necessità di intervenire a monte, limitando direttamente la produzione di rifiuti.

Spesa Sballata prova a farlo attraverso un’abitudine semplice, immediatamente comprensibile e facilmente applicabile nella vita di tutti i giorni.

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La Spesa Sballata: una rete di negozi, volontari e cittadini

A circa due mesi dall’avvio, il progetto coinvolge già numerose realtà del territorio. Hanno, infatti, aderito 55 attività commerciali nei borghi di Fossano, 10 fuori città e 17 ambulanti.

Accanto ai negozi alimentari, l’iniziativa sta coinvolgendo anche attività dedicate agli articoli per la casa, che possono esporre materiali informativi della Spesa Sballata in vetrina e incentivare così la diffusione dei contenitori riutilizzabili.

Anche bar e attività dedicate all’asporto possono aderire al progetto. Come? Accettando di riempire borracce o utilizzare tazze e contenitori portati direttamente dai clienti per bevande, snack e prodotti take-away, purché idonei al contatto alimentare e correttamente puliti.

Un ruolo importante è svolto dai volontari, formati per accompagnare cittadini e commercianti nella diffusione del progetto e nella transizione verso nuove abitudini di consumo.

L’iniziativa ha inoltre sviluppato una mappa online dei punti aderenti, rendendo più semplice individuare negozi e mercati coinvolti.

«Siamo molto orgogliosi della rete che si è creata attorno a questa iniziativa. Una collaborazione tra istituzioni, associazioni, commercianti e cittadini che crediamo possa davvero fare la differenza. Grazie al contributo di tutte e tutti, potremo diffondere sul territorio una nuova cultura del consumo, più consapevole e sostenibile», ha affermato Anna Rottondo, Presidente della Fondazione NoiAltri.

Il ruolo della Fondazione: realtà diverse, valori comuni

Il progetto prende forma proprio all’interno della Fondazione NoiAltri, una realtà che mette insieme associazioni molto diverse tra loro: sociali, culturali, ambientali, religiose e territoriali.

Realtà lontane per attività, sensibilità e pubblico di riferimento, che negli anni hanno però individuato alcuni valori comuni su cui costruire azioni condivise. Tra questi c’è anche il tema ambientale.

La Spesa Sballata nasce proprio da qui: dall’idea che la sostenibilità possa diventare un terreno concreto di collaborazione tra soggetti differenti, capace di unire cittadini, commercianti, volontari e istituzioni attorno a un’abitudine quotidiana semplice, ma ad alto impatto.

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Un modello che può essere replicato

Un aspetto vincente del progetto è sicuramente la capacità di essere replicabile.

Il coinvolgimento della Regione Piemonte suggerisce infatti la volontà di osservare l’esperienza come possibile buona pratica da estendere anche ad altri territori.

«Fossano rappresenta la prima iniziativa in Piemonte di “Spesa sballata” che coinvolge tutta la comunità, non solo a livello sperimentale. Continueremo a seguire questa esperienza con molto interesse, confidando che Fossano diventi una “buona pratica” da diffondere ed esportare sul territorio regionale», ha sottolineato Claudia Bianco, funzionaria della Regione Piemonte.

Fare la spesa come gesto ambientale

Da tempo, all’interno del dibattito sulla sostenibilità, sempre più spesso emerge la consapevolezza che il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto.

In questo senso, iniziative come Spesa Sballata riportano l’attenzione su pratiche quotidiane che possono contribuire a cambiare il modo in cui consumiamo e acquistiamo.

Portare un contenitore da casa non risolve da solo il problema dei rifiuti. Ma può rappresentare un passo concreto verso un rapporto più consapevole con ciò che utilizziamo ogni giorno.

[Foto La Spesa Sballata, Fondazione NoiAltri]

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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