10 Giugno 2026

Dune di Giovino in Calabria, al via il piano di Italia Nostra per salvare la biodiversità

Dune di Giovino

Dune di Giovino, parte il progetto di riqualificazione floristico-vegetazionale promosso da Italia Nostra per la tutela di questo patrimonio di biodiversità in Calabria

Nel litorale catanzarese, a soli 13 chilometri dal centro cittadino e più precisamente nel quartiere Lido, si nasconde un vero e proprio gioiello naturalistico che è riuscito a scampare alla pressione antropica e alla cementificazione. Si tratta delle Dune di Giovino, un raro e prezioso ambiente dunale spontaneo, racchiuso tra tre importanti corsi d’acqua (torrenti Castace e Alli a est, fiume Torrace a ovest) ed esteso per oltre 15 ettari, che rappresenta uno scrigno di biodiversità a livello scientifico.

Le Dune di Giovino sono “un ecosistema complesso dove ogni elemento è interconnesso con gli altri. La vegetazione dunale stabilizza la sabbia proteggendo l’entroterra dall’erosione marina. Gli insetti che vivono tra le piante costituiscono il cibo per gli uccelli. I detriti organici portati dalle maree nutrono una ricca fauna di invertebrati che a loro volta alimentano pesci e uccelli. Questo delicato equilibrio può essere facilmente compromesso da interventi umani inappropriati: calpestio eccessivo, inquinamento, illuminazione notturna, rumore, introduzione di specie aliene. La conservazione delle dune richiede quindi un approccio integrato che tenga conto di tutti questi fattori”, si legge su Visit Catanzaro, il portale turistico ufficiale del Comune calabrese.

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All’inizio del 2026 è stata finalmente istituita la Riserva naturale regionale “Le Dune di Giovino”, in seguito alla stipula della convenzione tra il Comune di Catanzaro e la Regione Calabria, che ha coronato gli sforzi delle associazioni ambientaliste, impegnate da anni per l’ottenimento di questo importante riconoscimento. Le buone notizie non si sono però fermate qui, perché sempre nel corso di quest’anno verrà realizzato il  progetto di riqualificazione floristico-vegetazionale delle Dune di Giovino, promosso da Italia Nostra e finanziato dalla Regione Calabria (Dipartimento per la sostenibilità ambientale), nell’ambito del Programma operativo regionale FESR FSE+ 2021‑2027.

Il progetto

Più precisamente, questo importante intervento rientra nelle “azioni di tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione del sistema delle aree protette, della Rete Natura 2000 e delle infrastrutture verdi” (punto 7.1), contribuendo all’obiettivo strategico LS 1.3 “conservare, ripristinare e tutelare gli habitat e le specie della Rete Natura 2000”.

Il progetto mira a favorire il ripristino dell’equilibrio naturale del sistema dunale di Giovino attraverso azioni integrate di tutela ambientale”, chiarisce Italia Nostra. Il principale intervento prevede la coltivazione e reintroduzione di specie autoctone, ovvero le specie vegetali tipiche della fascia costiera che, dopo esser state coltivate in ambiente controllato, saranno trapiantate nell’area dunale al fine di ricostituire l’habitat originario e rafforzare la biodiversità.

Il mantenimento dell’integrità dell’ecosistema è un’altra priorità del progetto, che punterà a realizzare una recinzione delle aree più sensibili ed a razionalizzare i percorsi, riducendo il numero dei tracciati che attraversano l’ambiente dunale e la vegetazione. “Queste misure mirano a bilanciare la fruizione da parte della cittadinanza con la necessità di protezione del delicato ambiente costiero”, chiarisce Italia Nostra.

Infine, questa importante operazione di riqualificazione ambientale procederà di pari passo con le attività di sensibilizzazione e partecipazione pubblica, tra iniziative di divulgazione, laboratori e workshop che mireranno a coinvolgere tutti i cittadini, per renderli consapevoli della straordinaria importanza di questa preziosa area naturalistica e farli agire per la sua valorizzazione e tutela.

Il progetto è partito effettivamente lo scorso febbraio. Nella fase propedeutica vi sono stati vari momenti di coordinamento e confronto all’interno del gruppo di lavoro e tra quest’ultimo e l’ente gestore della riserva e le varie amministrazioni locali coinvolte. Questo periodo iniziale è coinciso anche con la redazione degli elaborati progettuali (tra cui le tavole tecniche e le relazioni descrittive per lo sviluppo delle attività previste) e con lo svolgimento di alcuni sopralluoghi presso le Dune di Giovino, fondamentali per l’analisi del contesto e la pianificazione accurata degli interventi. È già in programma il primo incontro pubblico con il coinvolgimento della comunità locale, mentre massima attenzione è stata posta sul monitoraggio costante delle attività e sul rispetto del cronoprogramma.

L’area di progetto include 12 ettari di spiaggia libera e non edificata, ricchissimi di specie vegetali spesso rare. Al fine di favorire il ripopolamento delle essenze, nell’ultimo periodo il gruppo di lavoro ha effettuato operazioni di studio e catalogazione. Un botanico ed alcuni volontari della sezione di Catanzaro di Italia Nostra hanno condotto due sopralluoghi, rispettivamente a San Ferdinando (RC) ed alle Dune di Maida (CZ), che hanno rilevato la presenza di alcune specie target (tamarice africana, giglio di mare, erba medica marina, amofila del litorale,  soldanella di mare, coda di lepre, lentisco, gramigna delle spiagge, ilatro comune).

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Il progetto è attualmente entrato nel vivo con l’avvio dei lavori per la costruzione di una serra in un’area compatibile, destinata alle essenze da piantumare. Si tratta di una struttura utile alla proliferazione della specie e facilmente osservabile pure dai cittadini, realizzata esclusivamente con materiali biocampatibili e naturali. “Un grande passo in avanti verso il raggiungimento dell’obiettivo del progetto”, dichiara Italia Nostra.

Marecross 2026

Forti polemiche c’erano state invece per la realizzazione di una pista da motocross sulla spiaggia di Giovino, al fine di ospitare la prima tappa nazionale del campionato Marecross 2026, tenutasi regolarmente lo scorso 22 febbraio dopo un primo breve sequestro dell’area da parte della Capitaneria di Porto per mancanza di concessioni demaniali, poi revocato dal sostituto procuratore Domenico Assumma dopo il parere positivo del settore Ambiente del Comune di Catanzaro e la verifica del rispetto delle prescrizioni indicate.

Tale provvedimento è stato fortemente criticato dalle associazioni ambientaliste, in primis Legambiente e Italia Nostra, che hanno sottolineato i rischi di questa manifestazione sportiva in un’area molto vicina ad una riserva protetta. “La salvaguardia di un’area naturalistica sopravvissuta alla cementificazione senza limiti e regole in nome del profitto di pochi non può sopportare interventi devastanti vicini ai propri confini che anzi dovrebbero essere estesi il più possibile”, il commento di Italia Nostra.

Legambiente Calabria ha invece ricordato che le coste sabbiose italiane rappresentano solo lo 0,04% del territorio nazionale e che circa il 60% dei litorali è interessato a fenomeni di erosione.La cementificazione insensata, l’inquinamento ma anche ogni significativa movimentazione e trasformazione dell’arenile mediante mezzi meccanici provoca danni ambientali duraturi con aumento del rischio di erosione costiera durante le mareggiate. In questo quadro destano stupore e profonda preoccupazione gli utilizzi impropri degli arenili. Per un divertimento transitorio che coinvolge un numero limitato di persone e genera benefici economici altrettanto limitati, si rischia di compromettere un bene pubblico e processi naturali complessi e delicati, fondamentali per la rigenerazione del litorale, la protezione dalle mareggiate e la sopravvivenza di specie vegetali e animali”, la dura posizione espressa da Legambiente Calabria.

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Le dune e la riserva naturale

Tipico elemento morfologico del sistema spiaggia-pianura costiera, le dune hanno un grande valore naturalistico ed ecologico, rappresentano un patrimonio per la biodiversità e contribuiscono a contrastare l’erosione costiera, conservare gli arenili e proteggere gli ambienti retrostanti, quali i laghi e le palude costiere.

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“I sistemi dunali costieri, piuttosto diffusi fino ad epoche recenti, sopravvivono attualmente in un numero alquanto ristretto di zone, in conseguenza delle bonifiche idrauliche che hanno determinato il loro smantellamento per contribuire principalmente allo sviluppo urbanistico. I restanti ambienti dunali sono tuttora minacciati da gravi e avanzati meccanismi di degrado legati essenzialmente alla diffusa antropizzazione e all’erosione dei litorali, che in Italia interessa oltre un terzo dei circa 3.250 km di spiagge ed è strettamente connessa all’alterazione dei cicli sedimentari causata dagli interventi antropici nei bacini idrografici e lungo costa”, afferma l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

L’istituzione della Riserva naturale regionale “Le Dune di Giovino” rappresenta un altro passo importante per la tutela e valorizzazione dei sistemi dunali. “Questi ambienti di transizione tra acqua dolce e salata, tra terra e mare, rappresentano habitat fondamentali per numerose specie che trovano qui le condizioni ottimali per la riproduzione, l’alimentazione e la sosta durante le migrazioni”, si legge sul portale turistico del Comune di Catanzaro.

Le Dune di Giovino, note per la presenza di specie vegetali e faunistiche rare come il giglio di mare, il fratino e la tartaruga marina Caretta caretta, sono un ecosistema unico e di notevole ricchezza biologica. La creazione della riserva naturale può garantire ora  la protezione dell’habitat, la gestione scientifica dell’area, il monitoraggio dello stato di conservazione, lo sviluppo di attività di educazione ambientale e la promozione di un turismo naturalistico responsabile.

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La conservazione di questo ecosistema rappresenta un investimento nel futuro, “le Dune di Giovino ci ricordano che siamo parte di un sistema naturale più grande di noi, che la nostra sopravvivenza dipende dalla salute degli ecosistemi, che la vera ricchezza di un territorio non si misura solo in termini economici ma anche in biodiversità, bellezza e capacità di rigenerazione naturale”, conclude Visit Catanzaro.

[Credits foto: Italia Nostra, italianostra.org]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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