Cammino degli Amaretti: un itinerario di 100 chilometri che unisce mare, montagna, entroterra e comunità. Un percorso nato per valorizzare la Liguria meno conosciuta e costruire nuove opportunità per le aree interne attraverso il turismo lento.
In occasione della Giornata mondiale della passeggiata che si celebra oggi 19 giugno vi presentiamo il Cammino degli Amaretti.
Il nuovo Cammino nasce da un’idea semplice: mostrare una Liguria diversa da quella che la maggior parte dei visitatori conosce. Non solo spiagge, località balneari e turismo estivo, ma anche boschi, crinali, piccoli paesi, comunità e paesaggi che cambiano continuamente, nel giro di pochi chilometri.
Il percorso, inaugurato all’inizio del 2026, si sviluppa lungo un anello di circa 100 chilometri tra Liguria e Piemonte. Parte dal mare di Arenzano, attraversa il Parco del Beigua e l’Appennino ligure, tocca l’entroterra savonese e ritorna infine sulla costa, unendo ambienti molto diversi tra loro in un unico cammino.
Cammino degli Amaretti, un nuovo racconto della Liguria
Più che un semplice itinerario escursionistico, il Cammino degli Amaretti nasce come progetto di valorizzazione territoriale.
L’idea è di Davide Fiz, fondatore di Smart Walking, e Francesca Valcalda, imprenditrice e residente nell’entroterra savonese. Due percorsi diversi che si sono incontrati attorno a una convinzione comune: questi territori possiedono un grande patrimonio naturale e culturale, ma sono spesso esclusi dai principali flussi turistici.
Proprio lungo il Cammino degli Amaretti, nelle scorse settimane, i due hanno recentemente celebrato anche il loro Smart Wedding, raggiungendo a piedi il luogo del matrimonio e proseguendo poi il viaggio da sposati lungo il percorso.
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«Questi luoghi sono bellissimi e sottovalutati», racconta Davide Fiz. «Per anni hanno vissuto grazie alla villeggiatura, ma quel modello non esiste più. Non è stata costruita una nuova narrazione turistica e molte aree interne hanno bisogno di progetti capaci di valorizzarle».
Da qui l’idea di creare un cammino capace di collegare la costa ligure, che nei mesi estivi soffre fenomeni di sovraffollamento turistico, con un entroterra ricco di natura, storia e tradizioni.
Perché si chiama Cammino degli Amaretti
Anche il nome racconta qualcosa del territorio. Il riferimento è all’Amaretto di Sassello, prodotto simbolo dell’entroterra savonese e una delle eccellenze gastronomiche più rappresentative della zona.
«Ho voluto fortemente questo nome», spiega Fiz. «Pur avendo una straordinaria tradizione gastronomica, in Italia non esisteva un cammino dedicato a un prodotto alimentare che rappresentasse così fortemente un luogo».
Ma c’è anche un significato simbolico. «Dentro la parola “Amaretti” c’è la parola mare, che rappresenta il punto di partenza del percorso. C’è la parola amare. E nel logo abbiamo disegnato la lettera M come una montagna. In qualche modo, il nome racchiude così l’identità stessa del cammino».
Mare, Appennino e comunità
Uno degli elementi più caratteristici del percorso è la varietà dei paesaggi. Nel giro di poco tempo, si passa dall’ambiente costiero ai boschi dell’Appennino, dai crinali panoramici ai piccoli centri dell’entroterra.
«Vorremmo che i camminatori si portassero a casa un’idea nuova della Liguria», afferma Fiz. «Per il 90% delle persone è una regione associata al mare. In questo cammino, invece, si attraversano soprattutto montagne, boschi e paesaggi che cambiano continuamente da una tappa all’altra».
Secondo gli ideatori, è proprio questa continua trasformazione del paesaggio a rappresentare uno dei punti di forza del percorso, che permette di entrare in relazione con una natura sorprendentemente varia e con territori che conservano ancora una forte identità locale.
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Un progetto per rigenerare le aree interne
Il Cammino degli Amaretti guarda, però, anche oltre il turismo. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla rigenerazione delle aree interne attraverso nuove occasioni di incontro, collaborazione e sviluppo locale.
Attorno al percorso, gli ideatori immaginano infatti la nascita di iniziative culturali, passeggiate tematiche, eventi musicali, attività di land art, incontri e progetti condivisi tra associazioni e comunità locali.
«Vorremmo che il cammino diventasse un filo che unisce mare ed entroterra», spiega Fiz. «Siamo convinti che l’unione possa fare la forza e che valorizzare insieme il territorio sia un punto di partenza per rigenerare le aree interne».
Un obiettivo che si inserisce in una tendenza sempre più diffusa: utilizzare i cammini come occasioni preziose per costruire relazioni, rafforzare il senso di comunità e creare nuove prospettive per territori che rischiano lo spopolamento.
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Il turismo lento che unisce i territori
Negli ultimi anni, i cammini sono diventati uno dei fenomeni più interessanti del turismo lento italiano. Sempre più persone scelgono di viaggiare a piedi per conoscere i luoghi con tempi diversi, attraversando paesaggi e comunità invece di limitarsi a visitarli.
Il Cammino degli Amaretti si inserisce in questa visione, ma aggiunge un elemento particolare: il tentativo di costruire un ponte tra mondi che spesso vengono percepiti come separati, ossia il mare e l’entroterra.
Cento chilometri che non raccontano, dunque, soltanto un territorio, ma un modo diverso di guardarlo.
[Foto @Smart Walking]
