1 Agosto 2026

Coolcation, sempre più persone scelgono vacanze al fresco

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Coolcation: cos’è la vacanza al fresco e perché sempre più persone la scelgono. Dal culto del sole alla ricerca dell’ombra, ecco come il surriscaldamento globale sta trasformando il turismo.

Per decenni la vacanza estiva è stata sinonimo di sole, spiagge affollate e temperature elevate. L’abbronzatura rappresentava quasi un simbolo del tempo libero ben trascorso e le destinazioni più ambite erano quelle dove il cielo prometteva giornate senza nuvole. Oggi invece, sempre più viaggiatori scelgono mete dove il termometro resta sotto i 30 gradi. Preferiscono montagne, laghi e foreste alle località più torride e organizzano le partenze nei periodi meno caldi dell’anno. Questa tendenza ha un nome: coolcation. Dietro il termine inglese, c’è il riflesso di un cambiamento profondo nel nostro modo di vivere l’estate.

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Coolcation: cos’è e perché sempre più persone la scelgono

La parola nasce dall’unione di cool e vacation. Indica la scelta di trascorrere le vacanze estive in luoghi caratterizzati da temperature più miti.

Le ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno modificando il modo in cui pianifichiamo i viaggi. Il caldo estivo può infatti diventare un limite, soprattutto quando rende difficile visitare città d’arte, praticare attività all’aperto o semplicemente riposare.

Secondo un’indagine dell’European Travel Commission, il clima è ormai uno dei fattori che incidono maggiormente nella scelta della destinazione, con un numero crescente di viaggiatori che dichiara di preferire luoghi meno esposti al caldo estremo. Non si tratta quindi di una semplice tendenza passeggera, ma di un adattamento a condizioni climatiche che stanno cambiando.

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Dal culto del sole alla ricerca dell’ombra

Forse il cambiamento più interessante non riguarda le destinazioni, ma l’immaginario delle vacanze.

Per decenni il turismo estivo ha costruito il proprio racconto attorno al sole. Le campagne pubblicitarie mostravano spiagge assolate, mare cristallino e persone sdraiate ad abbronzarsi nelle ore più calde.

Oggi il paradigma sembra capovolgersi.

Una diversa geografia del desiderio

Un’immaginario in cambiamento, che porta con sé una diversa geografia del desiderio. Secondo un’analisi riportata da Euronews, le ricerche online per “cooler holidays” sono aumentate del 300%, segno di un interesse crescente verso vacanze sostenibili dal punto di vista delle temperature.

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Coolcation e turismo lento: il fresco si trova anche vicino

Quando si parla di coolcation si pensa spesso ai fiordi norvegesi, all’Islanda o alle Highlands scozzesi. In realtà il concetto può essere interpretato in modi molto diversi.

Per chi vive in Italia, il fresco può trovarsi anche a poche ore da casa. Le Alpi, gli Appennini, i laghi, i parchi nazionali e le aree interne offrono temperature più miti, paesaggi naturali e la possibilità di vivere un’esperienza più lenta rispetto al turismo balneare tradizionale.

In questo senso la coolcation può incontrare altre tendenze già in crescita, come il turismo lento, i cammini, le vacanze nei borghi e la riscoperta delle montagne durante l’estate. Come rifugio dal caldo sì, ma anche come occasione per conoscere territori spesso meno frequentati e contribuire alla loro valorizzazione.

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Naturalmente, anche questi luoghi stanno vivendo gli effetti del cambiamento climatico. Lo scioglimento dei ghiacciai, la riduzione delle risorse idriche, l’aumento degli incendi boschivi e la diffusione di specie che un tempo erano rare in quota ricordano la pervasività del fenomeno.

Il paradosso della ricerca del fresco

La coolcation racconta anche un paradosso del nostro tempo. Da un lato, il clima che cambia spinge sempre più persone a cercare destinazioni dove le temperature siano più miti e sia possibile trascorrere il tempo all’aperto senza l’afa delle grandi città. Dall’altro, la risposta a questa esigenza può tradursi in nuovi spostamenti, nuovi consumi energetici e nuove pressioni sui territori che diventano più attrattivi.

Vacanze e cambiamento climatico, il clima entra in valigia e trasforma i nostri viaggi

Si tratta di una contraddizione che non si limita al settore turistico. Quante delle soluzioni che stiamo adottando per adattarci al surriscaldamento globale rischiano, se non vengono pensate in modo sistemico, di alimentare il problema che cercano di risolvere?

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È un equilibrio complesso, che va oltre la scelta della meta, e che mostra nei fatti quanto adattamento e mitigazione siano indispensabili l’uno all’altra. In questo senso, il fenomeno invita a guardare il turismo con uno sguardo più ampio: come un sistema- appunto- in cui clima, mobilità, energia e gestione dei territori non possono essere trattati come compartimenti stagni, ma come elementi indissolubilmente intrecciati.

[Foto da Pexels]

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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