In città la lotta ai rifiuti abbandonati passa attraverso idee divertenti e smart

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In città la lotta ai rifiuti abbandonati passa attraverso idee divertenti e smart ultima modifica: 2016-12-19T08:00:21+00:00 da Alessandra Varotto
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Il termine inglese littering indica l’abbandono di rifiuti nelle aree pubbliche, invece che negli appositi cestini. Secondo dati recenti, i rifiuti abbandonati sono per lo più contenitori di cibi e bevande: bottiglie di vetro e plastica, lattine e confezioni di alimenti da passeggio, come ad esempio le coppette del gelato. A questi si aggiungono fazzoletti di carta, gomme da masticare e soprattutto i mozziconi di sigaretta, la cui percentuale di abbandono risulta elevata in tutto il mondo. La piccola dimensione dei mozziconi sembrerebbe infatti abbattere negli individui la percezione del danno. Conseguentemente, fra i fumatori permarrebbe alta la propensione ad abbandonarli impropriamente, anche nei casi in cui essi siano sensibili a tematiche quali la protezione ambientale e il corretto smaltimento di altri tipi di rifiuti.

Il fenomeno del littering causa numerosi problemi. Innanzitutto, i rifiuti abbandonati in modo improprio si degradano naturalmente in tempi solitamente molto lunghi, con un grave danno per l’ambiente. In secondo luogo, la loro gestione è molto costosa per le amministrazioni comunali, ricadendo quindi, indirettamente, sulle spalle dei cittadini che devono pagare tasse più salate. Infine, oltre allo spreco di risorse economiche, secondo alcuni studi il littering determinerebbe anche un peggioramento del livello di qualità della vita e il danneggiamento dell’immagine della città, con ricadute sulla sua capacità attrattiva.

littering

Per contrastare il fenomeno, spesso le amministrazioni e i governi statali hanno fatto ricorso all’utilizzo di multe e ammende. Tuttavia queste possono essere comminate solamente quando la persona viene colta in flagrante, e ciò accade soltanto in una piccolissima percentuale dei casi. Inoltre, tale approccio fa sì che la motivazione per non abbandonare i propri rifiuti nelle aree pubbliche diventi quella di evitare la multa, invece che fare la cosa giusta per l’ambiente e la società.

In alternativa, è possibile utilizzare il gioco per cambiare in meglio il comportamento delle persone. Il meccanismo è semplice: si prende un’attività magari noiosa o ripetitiva come quella di smaltire correttamente i rifiuti, e si mette a punto una strategia per renderla maggiormente divertente attraverso l’aggiunta di elementi tipici del gioco come punteggi, classifiche, luci e suoni, allo scopo di aumentare il coinvolgimento delle persone e favorire quindi l’adozione da parte loro di del comportamento desiderato.

Bidoni smart - Bottle bank arcadeQuesta tecnica, che mira a far sì che le persone facciano la cosa giusta divertendosi, viene chiamata gamification e viene applicata sempre più spesso, con successo, in relazione a comportamenti che spaziano dal riciclo, alla riduzione del consumo elettrico ed idrico, all’utilizzo delle cinture di sicurezza fino al rispetto dei limiti di velocità stradali. Di seguito vi riportiamo i migliori esempi di gamification, provenienti da tutto il mondo, aventi l’obiettivo di rendere divertente l’attività di conferire i rifiuti nell’apposito bidone pubblico, e ridurre così il fenomeno del littering.

1) Bidoni come canestri da basket. È quello che accade nelle Filippine, dove i bidoni pubblici sono stati trasformati in canestri per giocare a basket coi propri rifiuti. In questo caso, per segnare un punto è necessario combinare abilità di tiro e conoscenze sul riciclo.

bidoni smart - basket2) Ronaldo o Messi? A Londra, Hubbub ha installato dei pannelli che fungono da enormi posacenere, con la possibilità per i fumatori di decidere dove conferire il proprio mozzicone, votando per la loro squadra o atleta del cuore. Le domande cambiano settimanalmente.

Smart bins - Hubbub3) Connettere i puntini. Sempre a Londra, altri pannelli installati da Hubbub riportano alcune notizie fattuali concernenti le gomme da masticare gettate per strada e i danni derivanti da queste. Tali pannelli presentano degli appositi slot in cui inserire le gomme usate invece che gettarle per terra, rivelando così le informazioni mancanti similmente a quanto succede nel gioco che permette di rivelare immagini nascoste unendo i puntini.

bidoni smart - gomme da masticare4) TetraBIN. Nato da un’idea di Sam Johnson e Steven Bai, TetraBIN utilizza un sistema elettronico a led per imitare il celebre videogioco degli anni ’80. Installato a Sydney, TetraBIN permette agli utenti di controllare in modo collaborativo, sulla sua superficie esterna, dei blocchi del tutto simili a quelli del Tetris. Il tipo di blocco varia in base alla dimensione e alla forma del rifiuto inserito nel bidone.

bidoni smart - tetrabin5) Attenzione al cestino! È questo l’obiettivo della città di Lucerna, in Svizzera, dove si intende scoraggiare il littering richiamando l’attenzione dei passanti sulla presenza dei bidoni pubblici. Per farlo sono state disegnate a terra, attorno ai cestini, diverse tipologie di gioco, come labirinti e campana, in cui i passanti possono cimentarsi prima di gettare i propri rifiuti. Similmente, a Copenaghen i cestini pubblici sono stati dipinti di verde, ed una serie di impronte dello stesso colore è stata disegnata al suolo per rendere la loro presenza maggiormente visibile. Ciò ha condotto ad una diminuzione dei rifiuti abbandonati al suolo del 46% (qui la descrizione più approfondita dell’esperimento effettuato).

bidoni smart - labirinto

bidoni smart - impronte Copenaghen

6) Cestino portatile e di design. Garbage Pin, della designer portoghese Ana Cardim, trasforma i nostri rifiuti in – strano ma vero – veri e propri gioielli. Una piccola struttura in argento sostiene un piccolo sacchetto trasparente di plastica volto a contenere piccoli rifiuti quotidiani. Una volta pieno, il sacchetto può essere rimosso, chiuso con un filo e conservato come ricordo dell’esperienza.

bidoni smart - garbage pin

Tutte queste esperienze hanno generato un grande coinvolgimento di pubblico, e una immediata e sensibile riduzione del fenomeno del littering nelle aree coinvolte. Purtroppo non siamo riusciti a scovare iniziative simili in Italia. Ce ne volete segnalare qualcuna?

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Appassionata di sostenibilità, comunicazione e innovazione, ha conseguito un dottorato in Social Marketing for Sustainability presso l’Università degli Studi di Padova e la University of Exeter (Uk), e un master in comunicazione digitale allo IUSVE di Venezia con una tesi sul digital storytelling della CSR nel settore food. Collabora con diversi enti ed aziende in qualità di communication project manager. TEDx speaker, nel tempo libero ama studiare e visitare luoghi nuovi vicini e distanti, dove fare lunghe passeggiate all’aria aperta godendo della gioia e della meraviglia che la natura è in grado di suscitare.

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