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Last call, ultima chiamata: storia di una crisi annunciata

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Last call, ultima chiamata: storia di una crisi annunciata ultima modifica: 2014-11-06T14:00:28+00:00 da Valentina Tibaldi
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last call world

Qual è la differenza tra grande e infinito?

Immaginate di avere a disposizione un contenitore dal diametro approssimativo di 12.750 km, come la Terra. Sarebbe grande, ma non infinito. Quante risorse potrebbe garantire, quante persone potrebbe accogliere? Tante, tantissime, ma -di nuovo- non infinite.

Sembra incredibile, ma questa semplice, enorme differenza costituisce la base di un dibattito che dura da oltre quarant’anni: Last Call- Ultima chiamata, documentario del 2013 scritto e diretto da Enrico Cerasuolo, ne ripercorre le tappe.

last call

Tutto ha inizio con la redazione di “The limits to growth” (tradotto impropriamente in Italia “I limiti dello sviluppo”), il libro-shock che nel 1972 giunse a sconvolgere un mondo impegnato in una corsa alla crescita spensierata e in apparenza irrefrenabile. Con una rivelazione nata dall’intuito di Aurelio Peccei, industriale, pensatore e fondatore del Club di Roma: il pianeta Terra era un sistema finito e una crescita economica tendente all’infinito avrebbe portato nel tempo società ed ambiente al collasso.

Il più era fatto: individuato il problema, non restava che unire le forze a livello globale e mettere a punto un nuovo sistema di sviluppo sostenibile che scongiurasse il pericolo. Era questa prospettiva ottimista, insieme alla consapevolezza di aver contribuito a qualcosa di importante, che accomunava all’inizio gli autori del libro. Invece, proprio attraverso l’evoluzione del loro punto di vista, il documentario ci propone il racconto di una controversia che da decenni caratterizza la storia mondiale.

Limits to growth group

In un rincorrersi di conferenze internazionali sul clima (18 fra il 1972 e l’uscita di Last call-Ultima chiamata) e una lunga serie di dichiarazioni altalenanti da parte di governi e capi di stato, in pochi rimangono coerenti: fra questi, purtroppo, i grandi interessi economici, caparbi nella loro opera di ostruzionismo al cambiamento e resistenti a ogni forma di buonsenso. Anche quando i segni che dimostravano la tesi del libro si sono fatti via via più evidenti, anche quando ne sono stati pubblicati gli aggiornamenti, adattando analisi e previsioni agli anni trascorsi: “Beyond the limits” (“Oltre i limiti”, 1992) e “Limits to Growth: The 30-Year Update” (“I nuovi limiti dello sviluppo”, 2004).

Sapere, dunque, che Last call- Ultima chiamata, sta raccogliendo consensi non può che far piacere. Presentato in anteprima mondiale nel giugno 2013 al Festival Cinemambiente dove ha vinto il premio “La Casa di Domani”, nella sua giovane vita il lungometraggio è stato selezionato per partecipare a numerosi festival cinematografici di prestigio (sul sito la lista completa), allungando via via il suo palmares con il “Premio Speciale” al Festival de Cine Verde de Barichara 2014 (Colombia), il “Premio della Facoltà di Economia e Management” al Life Science Festival 2014 (Repubblica Ceca) e con il recente “Gran Premio dell’Ambiente”, sezione regina al Cine’Eco Film Festival 2014 (Portogallo).

Tutti attestati di stima che dimostrano, una volta in più, la drammatica attualità del tema. L’ultimo avvertimento in ordine temporale arriva dal rapporto finale dell’IPCC (Gruppo Intergovernativo di esperti sul Cambiamento Climatico), presentato nei giorni scorsi a Copenhagen. Sintesi di tre precedenti studi, avvisa in via definitiva la comunità internazionale dei nuovi picchi raggiunti in quanto a concentrazione di gas serra, incremento della temperatura terrestre e innalzamento del livello degli oceani. Superati i limiti, siamo ormai al punto del non ritorno: se non si mettono in pratica imponenti e immediati tagli alle emissioni, il cambiamento climatico già in atto diventerà irreversibile.

Da più parti, insomma, l’ultima chiamata è arrivata. E’ tempo di rispondere.

Last call, ultima chiamata: storia di una crisi annunciata ultima modifica: 2014-11-06T14:00:28+00:00 da Valentina Tibaldi
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Last call, ultima chiamata: storia di una crisi annunciata ultima modifica: 2014-11-06T14:00:28+00:00 da Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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