40 kg di sabbia sottratti da una spiaggia protetta della Sardegna: è uno dei sequestri più grandi degli ultimi anni. Tolleranza zero contro il furto di souvenir naturali
Il copione purtroppo si ripete all’inizio della stagione balneare, ma questa volta il peso del “souvenir” ha superato ogni record e limite di ingenuità. Durante i controlli agli imbarchi nel porto di Porto Torres, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), insieme agli addetti alla sicurezza dell’Autorità Portuale, hanno fermato una turista francese di 69 anni diretta a Tolone. Nel bagagliaio e sotto i sedili della sua auto nascondeva un carico anomalo e pesantissimo: oltre 40 chilogrammi di sabbia finissima, sassolini bianchi, ciottoli e conchiglie.
Il materiale naturale era stato interamente prelevato dalla splendida e delicatissima spiaggia delle Saline di Stintino, un gioiello naturalistico della provincia di Sassari noto per i suoi caratteristici granelli bianchi.
L’impegno delle autorità doganali e degli addetti alla sicurezza non si limita al sequestro. Nei prossimi giorni, con la collaborazione delle istituzioni locali, l’enorme quantitativo di materiale sottratto sarà ricollocato sull’arenile d’origine, per sanare la ferita inferta all’ecosistema delle Saline.
Località colpita
Spiaggia delle Saline di Stintino (Sassari).
Cosa rischia la turista
Una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 500 a 3.000 euro.
Il destino della sabbia
I 40 kg di materiale sono custoditi a Porto Torres in attesa di essere riportati nell’arenile d’origine.
Questo episodio si inserisce nella lunga lista di reati contro il patrimonio ambientale e archeologico, un tema su cui le autorità mantengono da sempre un’altissima attenzione, con controlli severi sia per i reperti rocciosi che per la sabbia e le conchiglie della costa sarda.
La spiaggia della Pelosa a Stintino sarà a numero chiuso e a pagamento dall’estate 2020
Un danno enorme per l’ecosistema marino
Quello che a molti passeggeri sembra un gesto innocuo rappresenta in realtà una grave ferita per i litorali. Moltiplicato per i milioni di turisti che ogni anno affollano le coste, questo fenomeno accelera drammaticamente l’erosione costiera, sottraendo elementi minerali preziosi per l’equilibrio del fragile ecosistema sardo.
Questo tipo di sottrazione illegale di materiale naturale non è purtroppo isolato, e si inserisce in una più ampia e complessa necessità di sensibilizzazione sulla tutela del territorio.
Per questo motivo la Regione Sardegna ha introdotto sin dal 2017 una normativa severissima (la Legge Regionale n. 16 del 28 luglio) che vieta espressamente l’asporto, la detenzione e la vendita di sabbia, ciottoli e conchiglie senza regolare autorizzazione. Le multe, arrivano fino a 3.000 euro, ma nei casi più gravi si può rischiare persino una denuncia penale per furto aggravato ai danni dello Stato.
La storia di Chiara Vigo, ultima Maestra del bisso, l’unica a saper filare la seta del mare
Da Alghero alle grotte: i precedenti non fermano i “ladri di souvenir”
Il caso di Stintino è solo la punta dell’iceberg. Di recente, a inizio maggio, anche i controlli all’aeroporto di Alghero hanno portato al sequestro di oltre due chilogrammi di ciottoli e pietre bianche sottratti dalla celebre spiaggia di Le Bombarde, nascosti nel bagaglio a mano di un’altra turista e costati una multa da 1.000 euro.
Ma le cronache sarde ricordano episodi persino peggiori dal punto di vista del danno ambientale, dove l’asporto ha riguardato formazioni naturali non reintegrabili. È il caso avvenuto all’aeroporto di Cagliari-Elmas, dove un passeggero è stato denunciato penalmente per aver spezzato e nascosto in valigia una stalattite di circa 40 centimetri prelevata da una grotta marina del Golfo di Orosei. Un gesto che comporta danni irreparabili: a differenza della sabbia che può essere ricollocata sulle dune, una formazione calcarea impiega migliaia di anni per svilupparsi e, una volta spezzata, interrompe il suo ciclo biologico per sempre.
E ancora il 5 giugno, un turista austriaco in partenza per Vienna è stato fermato ai controlli dell’aeroporto di Cagliari con due frammenti di stalattiti e cinque pezzi di quarzite. In base alle ricostruzioni le stalattiti sono state prelevate dalla Grotta di Biddiriscottai, a Cala Gonone, area carsica tutelata, mentre la quarzite proverrebbe da un sentiero nel comune di Samugheo. Il furto di stalattiti dimostra una tendenza culturale preoccupante che mercifica la natura incontaminata in ogni sua forma.
Ogni granello sottratto può sembrare irrilevante. Ma quando migliaia di visitatori fanno lo stesso gesto ogni anno, il prezzo lo paga l’intero ecosistema costiero. Per questo la Sardegna continua a difendere le sue spiagge con controlli sempre più severi.
[Immagine di copertina Giorgio Giorgi @ Pixabay]
