10 Settembre 2026

AfD, vittoria storica in Germania: in Sassonia-Anhalt è a rischio la transizione energetica

Sassonia-Anhalt rinnovabili

Con il 43,8% dei voti l’estrema destra conquista la Sassonia-Anhalt. Il programma di Ulrich Siegmund punta a fermare eolico e nuovi parchi solari, cancellare la strategia sull’idrogeno verde e rilanciare carbone e nucleare

Le elezioni statali tenutesi in Sassonia-Anhalt il 6 settembre 2026 hanno inviato un’onda d’urto nel cuore politico ed energetico delle rinnovabili della Germania. Di conseguenza, il legame tra Sassonia-Anhalt e rinnovabili affronta un momento di profonda incertezza. Con il 43,8% dei voti, l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) si è affermata come prima forza politica, sfiorando la maggioranza assoluta dei seggi.

I cambiamenti climatici aumentano i rischi globali. A questo proposito, diversi Paesi stanno già adottando misure di prevenzione, come dimostrano le iniziative per fronteggiare l’emergenza.

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Al di là degli equilibri di governo, l’esito delle urne segna un punto di svolta critico. La narrazione politica del candidato Ulrich Siegmund punta infatti a demolire la Energiewende, ovvero lo storico piano tedesco per la transizione energetica. Di conseguenza, il Land orientale rischia di diventare il primo laboratorio europeo di smantellamento delle politiche climatiche.

Le elezioni statali tenutesi in Sassonia-Anhalt il 6 settembre 2026 hanno inviato un’onda d’urto nel cuore politico ed energetico della Germania e dell’intera Unione Europea. Con il 43,8% dei voti, l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) si è affermata come prima forza politica della regione, sfiorando la maggioranza assoluta dei seggi.

Al di là degli equilibri di governo e dell’isolamento politico che le altre forze stanno tentando di mantenere nei confronti dell’AfD, l’esito delle urne segna un punto di svolta critico. La narrazione politica del candidato Ulrich Siegmund punta infatti a demolire le basi della Energiewende, lo storico piano tedesco di transizione verso le fonti pulite, minacciando di trasformare il Land orientale nel primo laboratorio europeo di smantellamento sistematico delle politiche climatiche.

Il piano anti-rinnovabili

Il programma energetico con cui l’AfD ha conquistato quasi la metà dell’elettorato rappresenta un’inversione a U di 180 gradi rispetto alle direttive europee e federali. Il piano punta a eradicare la presenza delle tecnologie pulite dal paesaggio e dalle finanze pubbliche attraverso precise direttrici:

  • Moratoria sull’eolico e vincoli ambientali: blocco immediato e totale dell’installazione di nuovi aerogeneratori nei boschi e nelle aree naturali protette, con l’obiettivo finale di rimuovere i sussidi regionali.
  • Stop al solare agricolo: smantellamento dei finanziamenti per i grandi impianti fotovoltaici a terra su suolo agricolo, per restituire il terreno alla produzione alimentare tradizionale.
  • Cancellazione dell’idrogeno verde e dei fondi cleantech: azzeramento dei finanziamenti statali destinati ai progetti sull’idrogeno e chiusura dei programmi locali per l’efficienza energetica, le pompe di calore e la mobilità elettrica.
  • Ritorno al nucleare e stop all’uscita dal carbone: congelamento dei piani di dismissione delle centrali a carbone e promozione del ritorno all’energia nucleare di nuova generazione, unitamente alla richiesta di riaprire le forniture di gas russo.

Il paradosso economico

Ciò che rende questo scenario particolarmente allarmante è la contraddizione profonda con la realtà industriale del territorio. La Sassonia-Anhalt è attualmente uno dei territori guida della transizione energetica tedesca: la regione copre già circa il 60% del proprio fabbisogno elettrico tramite fonti rinnovabili, ospitando oltre 26.000 posti di lavoro legati direttamente alla green economy.

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L’applicazione del programma dell’AfD rischia di innescare un deleterio cortocircuito economico:

  1. Fuga dei capitali stranieri: i principali investitori internazionali richiedono energia pulita tracciabile e prezzi stabili per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. La retorica anti-green spaventa i grandi gruppi.
  2. Minaccia per i distretti industriali: storici poli d’eccellenza come il parco chimico di Leuna stanno convertendo le proprie filiere integrando l’idrogeno verde e la generazione da fonti rinnovabili locali per abbattere i costi produttivi e le quote di carbonio. Interrompere questa transizione significa condannare l’industria pesante all’obsolescenza.
  3. Perdita di competitività: frenare il settore cleantech rischia di spingere la regione fuori dai mercati dell’innovazione, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro qualificati nel manifatturiero avanzato.

Limiti legali

Realizzare integralmente questo programma non sarà tuttavia un percorso privo di ostacoli. Un’eventuale giunta guidata o condizionata dall’AfD si scontrerebbe immediatamente con il quadro normativo federale tedesco (come la legge sulle fonti rinnovabili EEG) e con il diritto dell’Unione Europea, che fissano vincoli stringenti per gli Stati membri e per le singole regioni.

Ciononostante, il rischio reale non risiede tanto nell’abrogazione formale delle leggi nazionali — facoltà che non spetta al singolo Land — quanto nell’uso strategico dell’ostruzionismo burocratico. La regione potrebbe infatti rallentare o bloccare l’assegnazione delle aree idonee, ritardare sine die il rilascio dei permessi ambientali per i parchi eolici e tagliare i fondi di cofinanziamento dedicati all’innovazione ecologica.

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Il voto in Sassonia-Anhalt invia così un messaggio d’allarme che travalica i confini della Germania. Mostra come la polarizzazione politica stia trasformando la transizione ecologica da necessità strategica condivisa a terreno di scontro ideologico. Se il motore industriale d’Europa comincia a frenare sulle rinnovabili, la tenuta dello stesso Green Deal europeo rischia di subire un colpo d’arresto dalle conseguenze imprevedibili.

[In foto di copertina vista di Dresda in Sassonia-Anhalt, regione al centro del dibattito su rinnovabili e transizione ecologica| Foto di Fusheng Zhao su Unsplash ]

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