12 Febbraio 2026

Doomsday Clock 2026 a 85 secondi dal non ritorno: nucleare, clima e IA avvicinano il mondo alla catastrofe

Doomsday Clock 2026, l’Orologio dell’Apocalisse, scende a ottantacinque secondi. Il Bulletin of the Atomic Scientists ha lanciato l’allarme su nucleare, clima e IA

Ottantacinque secondi. È questo il tempo che, simbolicamente, separa l’umanità dalla mezzanotte. Il 27 gennaio 2026 il Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse, è stato aggiornato al livello più critico della sua storia.

Per il Bulletin of the Atomic Scientists il messaggio è chiaro: nucleare, cambiamento climatico, nuove minacce biologiche e intelligenza artificiale stanno convergendo in una crisi sistemica che il mondo non sta affrontando con la necessaria cooperazione.

Doomsday Clock 2026
Alexandra Bell (Presidente e CEO del Bulletin) aggiorna la lancetta dei minuti dell’Orologio dell’Apocalisse | Credit @Jamie Christiani

Cosa significa che il Doomsday Clock 2026 segna 85 secondi alla mezzanotte?

Il mondo si sta avvicinando sempre più pericolosamente a un punto di non ritorno. Il Doomsday Clock, l’orologio simbolico ideato dagli scienziati atomici del Bulletin of the Atomic Scientists nel 1947, è stato aggiornato a inizio anno a poco più di un minuto alla mezzanotte.

Un monito senza precedenti, il più vicino all’ora X nella sua storia, che sottolinea l’aggravarsi dei rischi che minacciano la nostra esistenza sul pianeta.

La decisione di avanzare ulteriormente le lancette (già a 90 secondi alla mezzanotte nel 2025) è stata dettata da un’analisi impietosa dello stato attuale del mondo, che evidenzia un peggioramento su tutti i fronti.

I rischi che ci spingono verso l’abisso

Sono diversi e precisi i rischi che secondo gli scienziati ci stanno spingendo verso la crisi sistemica globale.

Minaccia nucleare

I conflitti internazionali, che vedono coinvolti attori in possesso di armamenti nucleari, hanno raggiunto livelli di tensione preoccupanti. A ciò si aggiunge la scadenza del New START, l’unico trattato residuo tra le maggiori potenze nucleari mondiali, un vuoto che rischia di innescare una nuova e incontrollata corsa al riarmo.

Secondo il Science and Security Board, il 2025 ha segnato un punto di rottura: anziché collaborare di fronte alle crisi, le grandi nazioni hanno risposto con un nazionalismo aggressivo. La scadenza del trattato di non proliferazione nucleare senza un rinnovo o un sostituto significa che, per la prima volta in oltre mezzo secolo, non ci sarà alcun limite legale al numero di testate nucleari che USA e Russia possono schierare.

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Emergenza Climatica

Il 2025 per il clima si è confermato un anno nero. Il report del Science and Security Board ha confermato che il 2025 è stato un anno di record negativi sul fronte climatico. Temperature globali in costante aumento, periodi prolungati di siccità e inondazioni devastanti stanno già mostrando gli effetti di un cambiamento climatico che non mostra segni di rallentamento.

In questo scenario, la crisi climatica non è più solo una questione ambientale, ma un moltiplicatore di instabilità geopolitica e sociale.

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Vulnerabilità biologiche e Intelligenza Artificiale

L’umanità rimane impreparata anche a fronteggiare nuove pandemie o minacce biologiche emergenti.

Tra queste ultime, il Bulletin cita lo sviluppo della ‘Synthetic Mirror Life‘ (vita speculare sintetica). Si tratta di organismi con DNA invertito che potrebbero risultare estremamente tossici per l’intero ecosistema terrestre, rappresentando un rischio biologico inedito per il quale il mondo è attualmente del tutto impreparato.

A questo si aggiunge la crescente preoccupazione per l’uso distorto dell’Intelligenza Artificiale, capace di amplificare la disinformazione e le fake news a livelli mai visti. Un fenomeno che, come sottolineato anche dalla giornalista Premio Nobel per la Pace Maria Ressa, corrompe la nostra capacità di accordarci su fatti e soluzioni condivise.

A questo proposito gli scienziati del Bulletin specificano che “l’intelligenza artificiale non è più solo una questione di efficienza, ma uno strumento di ‘narrative warfare’ (guerra narrativa). La capacità dell’IA di generare disinformazione sintetica a costo zero sta distruggendo la realtà condivisa, rendendo impossibile la diplomazia stessa: non possiamo risolvere problemi se non concordiamo nemmeno sulla loro esistenza“.

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Corsa agli armamenti spaziali

Non è solo la terraferma a preoccupare gli scienziati. Il comunicato ufficiale del 2026 mette in guardia contro la crescente militarizzazione dello spazio. L’invio di nuovi intercettori missilistici in orbita e lo sviluppo di tecnologie anti-satellite da parte di grandi potenze rischiano di trasformare lo spazio nel prossimo campo di battaglia, rendendo ancora più instabile l’equilibrio nucleare globale.

La crisi dell’informazione: un pericolo invisibile

Il contributo di Maria Ressa è stato fondamentale per evidenziare un rischio spesso sottovalutato: l’Armageddon dell’informazione. La giornalista filippina ha ribadito come l’erosione della verità e la proliferazione di narrazioni distorte impediscano la fiducia reciproca e la capacità di risolvere problemi globali.

I modelli di business dei social media, orientati al profitto e alla polarizzazione, contribuiscono attivamente a questo sgretolamento della realtà.

Un appello all’azione: il tempo sta scadendo

Nonostante il quadro desolante, il messaggio del Doomsday Clock non è una condanna inappellabile, ma un urgente richiamo all’azione. Gli scienziati e gli esperti coinvolti sottolineano che questi pericoli sono “creati dall’uomo, e quindi l’uomo ha la capacità di risolverli“.

Nel concreto e nella vita di tutti i giorni questo si concretizza in poche semplici azioni attuabili fin da subito:

  • Informarsi: con consapevolezza e spirito critico, cercando fonti affidabili e contrastando la disinformazione.
  • Agire localmente: ogni piccola azione, dalla promozione dell’economia circolare alla sensibilizzazione, contribuisce al cambiamento.
  • Chiedere alle leadership politiche scelte coraggiose, fondate sulla cooperazione internazionale e sulle evidenze fornite dalla scienza.

L’Orologio dell’Apocalisse ci ricorda che il tempo non è infinito. Ogni secondo che passa, la necessità di agire diventa più pressante.

[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di eHabitat]

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