11 Febbraio 2026

Festival di Sanremo 2026 ai nastri di partenza, una mobilità più sostenibile ma non senza polemiche

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Per il Festival 2026, Sanremo punta su navette elettriche, mobilità sostenibile e raccolta rifiuti green. Un piano innovativo che però divide cittadini e associazioni

In attesa di entrare nel merito delle canzoni e dei cantanti in gara, eHabitat punta i riflettori sul piano green -in particolare sulla mobilità sostenibile del Festival di Sanremo 2026– che la Città dei fiori metterà in atto per questa edizione: dalle navette elettriche sulla pista ciclabile ai treni extra della Regione Liguria, fino alla raccolta rifiuti silenziosa.

Tanto green sul podio di Sanremo 2025

Dal 24 al 28 febbraio 2026, Sanremo torna a ospitare il Festival della canzone italiana. Quest’anno, il palco del Teatro Ariston vedrà ancora una volta la conduzione affidata a Carlo Conti, anche direttore artistico, affiancato dalla cantante Laura Pausini.

I riflettori si accenderanno in occasione del tradizionale Green carpet davanti all’Ariston, la sfilata degli artisti che precede l’inizio del Festival, che per ora resta più simbolico che realmente sostenibile.

La vera sfida della sostenibilità per Sanremo 2026 si gioca nelle strade. Per gestire l’enorme afflusso di visitatori atteso per la kermesse, il Comune di Sanremo e Amaie Energia hanno varato un piano straordinario di mobilità e servizi a basso impatto ambientale.

La Green Line: minibus sulla pista ciclabile

La novità più discussa di questa edizione è l’istituzione di una corsia preferenziale per i bus-navetta sulla pista ciclabile. Il progetto sperimentale punta a decongestionare l’Aurelia, trasformando temporaneamente un tratto della celebre ciclabile in una sorta di metropolitana leggera su gomma, vista mare.

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Dal 23 febbraio, una flotta di sei minibus collegherà i principali parcheggi di interscambio direttamente con il centro città. Il servizio sarà attivo dalle 14.30 alle 2.00 circa. In questa fascia oraria, la ciclabile sarà riservata esclusivamente alle navette.

Per chi vorrà usufruire di questo servizio, è stata pensata una tariffa unica di 20 euro che comprende sia il posteggio dell’auto nelle aree esterne sia il trasporto per tutti i passeggeri, incentivando così lo scambio gomma-gomma sostenibile.

I posti auto all’interno dei parcheggi non saranno prenotabili.

Per maggiori informazioni sui punti di fermata dei mezzi e su come raggiungerli è possibile consultare questo link. È disponibile anche un’app disponibile per tutti gli smartphone che, tramite una mappa interattiva e un navigatore integrato (anche con geolocalizzazione), fornirà tutte le indicazioni.

Più treni, meno auto: il piano regionale

Per scoraggiare l’uso dei mezzi privati verso la Riviera, Regione Liguria e Trenitalia hanno confermato il potenziamento del trasporto ferroviario. In particolare, per il weekend conclusivo (sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo), sono stati programmati treni regionali supplementari sulla linea Ventimiglia-Genova. L’obiettivo è permettere ai fan e agli addetti ai lavori di rientrare in serata senza dover affrontare le criticità del traffico autostradale e la carenza di parcheggi in centro.

Igiene urbana: la rivoluzione silenziosa di Amaie

La sostenibilità di Sanremo 2026 passa anche per la gestione dei rifiuti. Proprio in concomitanza con l’inizio dell’anno, Amaie Energia ha accelerato l’installazione delle nuove Ecoisole informatizzate nel centro urbano.

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Durante i giorni del Festival, la raccolta sarà potenziata con l’utilizzo di mezzi elettrici di ultima generazione. Questa scelta permette di operare nei vicoli e nelle piazze del centro anche durante le ore notturne, garantendo il massimo decoro urbano senza l’inquinamento acustico e atmosferico dei mezzi tradizionali a gasolio.

Le possibili criticità della mobilità sostenibile del Festival di Sanremo 2026

Sacrificare la pista ciclabile per i mezzi a motore rischia di essere proprio un paradosso green.

Le proteste e i dubbi sollevati riguardano soprattutto il nuovo piano navette in quanto, a primo impatto, sembra limitare (se non del tutto impedire) a pedoni e ciclisti di potersi spostare in tutta sicurezza tra le strade della cittadina ligure durante l’evento, dedicando la pista ciclabile ai mezzi a motore, seppur leggeri e di pubblica utilità.

Il Comune ribadisce che il piano punta a ridurre in modo significativo l’ingresso di auto private nel centro cittadino, una delle principali fonti di emissioni durante il Festival.

Nello specifico, l’assessore al turismo e alle manifestazioni del Comune di Sanremo Alessandro Sindoni rassicura i cittadini precisando che “le zone della pista ciclabile che verranno chiuse saranno solamente due. La parte centrale della pista continuerà a essere percorribile, così da non creare eccessivi ostacoli alle abitudini dei cittadini, ma allo stesso tempo garantire alla città un servizio che spero si riveli il più efficiente possibile. Si tratta di un progetto sperimentale, questo è l’anno zero. Da qui partiremo per migliorarlo -ed eventualmente allargarlo- negli anni a venire. Quella del Festival è una settimana in cui Sanremo si trasforma in una piccola grande città, e l’obiettivo di questo servizio è proprio quello di evitare che le strade si intasino eccessivamente“.

Sebbene questo piano abbia sollevato perplessità tra associazioni ciclistiche locali e cittadini sanremesi, rappresenta uno sforzo concreto mai fatto in precedenza per trasformare un evento di massa e molto impattante in un laboratorio di mobilità alternativa.

Sicuramente si tratta della prima volta che questa criticità -forse una delle principali, come può testimoniare chi negli ultimi anni ha frequentato il Festival- viene affrontata. Resta da capire se il modello delle navette sulla ciclabile supererà l’esame della realtà, diventando un esempio virtuoso, o resterà un esperimento isolato.

[Foto di Viktor Hesse su Unsplash]

[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di eHabitat]

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