I pagamenti cashless contribuiscono alla transizione ecologica ma in Italia sono ancora poco diffusi

pagamenti cashless e transizione ecologica

Pagamenti cashless, quali sono i principali fattori che in Italia ostacolano una scelta che porta significativi vantaggi ambientali

I pagamenti digitali stanno emergendo come un’importante leva per la transizione ecologica, si calcola che abbiano un’impronta di carbonio inferiore del 21% rispetto ai pagamenti in contanti. Tuttavia, nonostante i vantaggi ambientali, l’Italia rimane uno dei principali produttori di CO2 derivante dai pagamenti in contanti in Europa, superata solo dalla Germania.

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Cosa sono i pagamenti cashless

Si definisce cashless un sistema che consente di acquistare prodotti o servizi utilizzando forme di pagamento elettronico, come carte di debito o credito, e di movimentare denaro in modo digitale e tracciabile, in sicurezza e in alternativa al denaro cartaceo o in moneta o agli assegni.

Il Rapporto 2024 della Community Cashless Society

L’Italia si trova in una fase di transizione verso la Cashless Society con una forte accelerazione nell’ultimo anno nonostante rimangano diverse sfide da affrontare.

Questi i dati che emergono dal Rapporto 2024 della Community Cashless Society, un’iniziativa promossa da TEHA per stimolare il dibattito e diffondere l’utilizzo dei pagamenti elettronici. Secondo il rapporto, l’Italia emette oltre 160,8 mila tonnellate di CO2 attraverso i pagamenti in contanti, corrispondenti a circa 2,7 kg per abitante.

Il Rapporto completo sarà presentato il 4 aprile 2024 a Cernobbio durante un evento riservato ai Partner della Community e alla stampa. L’evento prevede una discussione tra autorità, istituzioni e aziende per esaminare i risultati delle indagini condotte sulla diffusione dei pagamenti digitali in Italia e nel mondo.

Secondo una survey condotta da TEHA su un panel di 500 esercenti, l’Italia sta registrando un aumento nell’accettazione dei pagamenti digitali, trainata principalmente dalla crescente domanda dei clienti. Tuttavia, permane una forte preferenza per il contante, con solo una piccola percentuale di esercenti che accetta modalità P2P come Paypal e Satispay.

La resistenza al cambiamento è alimentata da preoccupazioni sulla sicurezza dei pagamenti digitali, con il 20% degli esercenti che ancora considera il contante il metodo più sicuro. Questa resistenza è più marcata nelle regioni del Mezzogiorno, suggerendo divisioni Nord-Sud nell’adozione del cashless.

Economia circolare globale in frenata, peggiora pure l’Italia

Oltre ai fattori culturali, la mancanza di competenze digitali e la scarsa utilizzazione dei dati dei clienti rappresentano ulteriori ostacoli alla transizione verso i pagamenti digitali. Tuttavia, il Rapporto evidenzia l’aumento dell’adozione di metodi avanzati come il Buy Now Pay Later (BNPL), che sta guadagnando terreno nel mercato italiano.

Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House –Ambrosetti, sottolinea l’importanza di superare queste barriere per promuovere i pagamenti digitali e favorire la modernizzazione economica del Paese, a tal proposito afferma: “L’Italia sta abbracciando sempre più i pagamenti digitali, ma restiamo un Paese ancora cash-based. La ricerca sui comportamenti degli esercenti rivela un quadro complesso, dove le dinamiche di sviluppo del cashless si intrecciano con ostacoli culturali e preconcetti. Serve rimuovere le barriere che ostacolano la promozione dei pagamenti digitali“.

L’auspicio per il nostro Pianeta è che attraverso la collaborazione tra pubblico e privato, e con il supporto dei cittadini, l’Italia possa intraprendere con successo il percorso di digitalizzazione.

[Foto di Photo Mix da Pixabay]

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