25 Settembre 2016

Unravel, un documentario girato in India svela il destino dei nostri vestiti usati

Quando in Occidente le persone gettano via i loro vestiti usati, o li donano ad associazioni caritatevoli, questi molto spesso intraprendono un lungo viaggio verso est, attraversando l’oceano e arrivando infine nel cuore industriale dell’India, dove vengono lavorati e riciclati per ottenerne filati di seconda mano. Nel suo pluripremiato documentario breve Unravel, la regista Meghna Gupta ci racconta con grande sensibilità e delicatezza questa fase poco conosciuta della catena globale del riciclo dell’abbigliamento, rivelandoci come le scelte di consumo occidentali siano viste dall’altra parte del mondo.

LA CULTURA TUTTA OCCIDENTALE DELL’USA E GETTA

Le donne che lavorano nelle industrie tessili del distretto di Kutch, nell’India occidentale, hanno il compito di ridurre in piccoli pezzi i vestiti contenuti nelle enormi balle che arrivano via nave dai paesi occidentali. Queste pezze vengono quindi inviate al nord, a 700 miglia di distanza, presso la città di Panipat, dove vengono trasformate da altre lavoratrici in filato, tessuto poi in coperte che saranno rivendute in Occidente.

Unravel

Queste lavoratrici spesso non hanno mai viaggiato al di fuori dei confini dei loro villaggi natali, e posseggono solamente un’idea molto vaga dei luoghi da cui provengono i vestiti che quotidianamente lavorano. A volte li trovano belli, a volte brutti, altre ancora grandi in maniera quasi ridicola, ma il più delle volte sono stupite dal fatto che gli occidentali gettino via dei vestiti praticamente mai indossati, e così si ingegnano per trovare delle spiegazioni a ciò: come ad esempio che in Occidente vi sia una mancanza d’acqua che impedisca di lavare i vestiti, che devono pertanto essere buttati dopo uno o due utilizzi. O che agli occidentali lavare i propri vestiti proprio non piaccia.

Ascoltando i pensieri di queste donne che siedono all’ombra di cumuli di vestiti da noi scartati, è facile capire il loro stupore. Secondo stime recenti fornite dall’Environmental Protection Agency (EPA), 14 milioni di tonnellate di abiti e tessuti usati sono gettati via ogni anno nel mondo, e circa la metà di noi (il 48%, per essere precisi) getta via vestiti che sono ancora perfettamente utilizzabili. Di questi, l’84% finisce in discarica o all’inceneritore, con ovvie conseguenze negative per l’ambiente. Secondo l’EPA, riciclare questi vestiti equivarrebbe ad eliminare dalle strade 7,3 milioni di automobili con le relative emissioni di anidride carbonica.

Unravel

Per molte delle donne indiane che rovistano quotidianamente fra i nostri scarti, il nostro mondo sembra essere un luogo quasi mitico dove ricchezza e libertà sono visti come ugualmente abbondanti. “La gente laggiù è ricca. Non c’è carenza di denaro”, dice Reshma, la protagonista del documentario. “Ecco perché mandano qua i loro vestiti”. Aggiunge poi: “Le donne occidentali sono così rispettate. Dio ha dato loro una buona vita”.

Qui è possibile vedere il documentario per intero.

Alessandra Varotto

Appassionata di sostenibilità, comunicazione e innovazione, ha conseguito un dottorato in Social Marketing for Sustainability presso l’Università degli Studi di Padova e la University of Exeter (UK), e un master in comunicazione digitale allo IUSVE di Venezia con una tesi sul digital storytelling della CSR nel settore food. TEDx speaker e communication manager di progetti europei LIFE, nel tempo libero ama studiare e visitare luoghi nuovi vicini e distanti, dove fare lunghe passeggiate all’aria aperta godendo della gioia e della meraviglia che la natura è in grado di suscitare.

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