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Il MUSE Museo delle Scienze di Trento: natura e futuro, un rapporto virtuoso

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Il MUSE Museo delle Scienze di Trento: natura e futuro, un rapporto virtuoso ultima modifica: 2015-07-30T08:30:03+00:00 da Sara Merlino
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“Consideriamo un valore fondamentale della nostra società la cultura della conservazione della natura in quanto essa è un compito etico di valenza planetaria; è alla base dello sviluppo sostenibile del territorio; è una componente fondamentale della qualità della vita per residenti e visitatori.” Con queste premesse unite al sostegno della cultura della scienza e dell’innovazione, nasce il MUSE, il nuovo Museo delle Scienze di Trento.

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foto Roberto Nova, archivio MUSE

Un luogo incredibilmente bello, armonioso, vivo, che la parola museo non riesce a contenere, in quanto in questo edificio si fa la scienza e si comunica in modo interattivo e oserei dire, divertente! Questo è un posto da non perdere e merita davvero un viaggio. Inoltre è un’esperienza capace di incantare adulti e bambini e soprattutto i più piccoli potranno scoprire che la scienza è qualcosa di magico e che il nostro Pianeta è il miglior parco giochi che possiamo immaginare!

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LA STRUTTURA
La struttura è stata progettata dallo studio Renzo Piano Building Workshop: il suo profilo richiama le montagne che lo circondano ed è organizzato su più piani come metafora dell’ambiente montano. Questo edificio inoltre è nato all’interno di un progetto urbanistico e paesaggistico che ha l’ambizione di riqualificare una parte della città, diventandone un frammento. Un parco di 5 ettari, un intero quartiere abbracciato dal Museo, il tutto legato armoniosamente dal tema dell’acqua che sotto forma di un placido canale si snoda intorno alla struttura, attraversandola da sud a nord.

Le tecniche costruttive del Museo perseguono la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico con il ricorso alle fonti rinnovabili (pannelli fotovoltaici e sonde geotermiche, la cisterna per la raccolta delle acque meteoriche). I materiali utilizzati per la costruzione sono locali per limitare l’inquinamento del trasporto e ogni scelta è stata fatta valutandone il minor impatto ambientale possibile.

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LA VISITA
Una grande avventura per la mente”, un luogo in cui tutto l’esperienza scientifica e ambientale diventa davvero interattiva. Il viaggio è sensoriale: si può fissare negli occhi l’uomo di Neanderthal, toccare il ghiaccio e sentire l’aria fredda dell’alta quota, si può osservare da vicino l’orma e lo scheletro di un dinosauro, sentire il profumo degli alberi e passeggiare in un bosco. Ma si può anche conoscere e intervistare un ricercatore scientifico stampare un progetto in 3D e ossevare il passaggio dei raggi cosmici. E’ un percorso che ci porta dalle vette innevate e dai ghiacciai del 4° piano del museo, fino alla scoperta dell’origine della vita e dei dinosauri.  Scopriremo quindi cosa sta causando i principali problemi della nostra Terra facendone esperienza diretta, osservando la crescita esponenziale della popolazione e comprendendo cosa vuol dire “perdita della biodiversità”.

IL COINVOLGIMENTO DEI SENSI
L’aspetto più interessante per i più piccoli e per chi nei musei si annoia è che qui esistono numerosi percorsi sensoriali che non possiamo fare da nessuna altra parte. Per esempio trovarsi nel “grande tunnel”, uno spazio multivisione di 10 metri in cui vivremo un’esperienza di volo sulle Alpi come se fossimo sulle ali di un’aquila con tanto di discese mozzafiato, valanghe e notti stellate.

Perderci nel labirinto della biodiversità ci permetterà di scoprire i diversi sistemi alpini dalle vette al fondovalle: la Time machine è invece una grotta multimediale e di colpo ci troviamo in epoca preistorica con l’uomo di Neanderthal e la sua famiglia.

Al MUSE basta entrare e guardare in su, verso l’alto: lo spettacolo che vedremo ci invoglierà immediatamente alla visita e ne usciremo pieni di meraviglia e di informazioni che non avremmo mai assimilato così bene e rapidamente.

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foto Rene Riller

Per i più piccoli esiste il “Maxi OoH!”  un’area speciale dove i bambini possono toccare, vedere, sentire, attraverso stimoli sensoriali, rilassarsi e scoprire un nuovo modo di stare al Museo.  Mentre il FabLAb è una piccola officina aperta al pubblico che offre strumenti e spazi per rendere i visitatori davvero partecipi della scienza.

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foto Matteo De Stefano, archivio MUSE

Da non perdere poi la Eastern Arc, una serra tropicale montana che ci mostra e ci fa toccare con mano la grande diversità di forme e colori dell’ambiente delle catene montuose dell’Africa Tropicale Orientale. All’interno sentiremo il vero clima africano, vedremo una moltitudine di fiori e piccoli animali e ascolteremo il suono dirompente di una grande cascata.

Passato, presente e futuro del Pianeta e della vita qui sono tutti a nostra disposizione per riflettere, comprendere e conoscere in un modo che va aldilà delle nostre aspettative. 

Ricordiamo inoltre che il MUSE è membro di ECSITE (The European Network of Science Centers and Museums) una grande famiglia di cui fanno parte circa 350 organizzazioni da tutta Europa (compreso il MAcA museo A come ambiente di Torino) che si occupa della diffusione scientifica e che opera per instaurare un vero e proprio dialogo tra scienza e società.

[Immagine di copertina: Paolo Riolzi]

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Nata a Bra (CN) e da circa 8 anni vive e lavora a Cherasco, piccola città medievale alle porte delle Langhe, con Francesco e tre gatti. Si occupa di cultura e organizzazione di eventi gestendo un piccolo spazio nato per promuovere l'arte contemporanea sul territorio. E' convinta che la creatività sia la risorsa più preziosa; crede nel rispetto per ogni essere vivente e per l’ambiente e si impegna a dimostrarlo anche nei piccoli gesti quotidiani.

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