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Gourmet Bag, dalla Francia con bon ton contro lo spreco alimentare

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Gourmet Bag, dalla Francia con bon ton contro lo spreco alimentare ultima modifica: 2014-12-31T08:00:08+00:00 da Sara Minucci
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Negli Stati Uniti, l’abitudine di chiedere la “doggy bag” (letteralmente la “borsa per il cane”) alla fine di un pasto al ristorante, in modo da potersi portare a casa gli avanzi, è ormai da molti anni un’usanza consolidata. Al contrario, in Europa, questa pratica stenta a diffondersi, nonostante la crisi economica e una maggiore consapevolezza circa lo spreco di cibo stiano contribuendo a far cambiare i costumi.

Immagine da www.gourmetbag.fr
Immagine da www.gourmetbag.fr

A livello comunitario, infatti, l’Unione Europea si è impegnata a ridurre fortemente gli sprechi di cibo entro il 2025.

Per provare a sensibilizzare i consumatori francesi, la Direzione Regionale dell’Alimentazione, dell’Agricoltura e della Foresta (DRAAF) della regione Rhône-Alpes, con la collaborazione di migliaia di ristoratori, ha deciso di lanciare il progetto GourmetBag (“borsa del buongustaio”), che ha così ribattezzato e sdoganato ufficialmente l’originale “doggy bag” mettendo al centro l’idea che portarsi a casa gli avanzi significhi innanzitutto avere a disposizione cibo buono. La Francia cerca dunque di giocare con le parole al fine di far cadere inutili pregiudizi e limitare l’imbarazzo. Riuscirà la Gourmet Bag a rendere più chic una richiesta sacrosanta?

A livello italiano, ha invece fatto scalpore la sentenza 29942/2014 con cui, lo scorso luglio, la Cassazione ha stabilito che fa ormai parte delle regole ‘comunemente accettate nella civile convivenza’ permettere ai clienti di ristoranti e alberghi di portar via dal tavolo il cibo avanzato, così come è anche ammesso il diritto di riempire la propria borraccia con l’acqua che è rimasta nella bottiglia.

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La scorsa estate, un’indagine indicativa online condotta da Coldiretti e pubblicata sul suo sito ha messo in evidenza come il 10% degli intervistati chieda regolarmente al ristoratore di poter portare a casa i propri avanzi, mentre il 24% lascia gli avanzi nel piatto perchè si vergogna a chiederli, mentre il 18% afferma di non essere interessato a prenderli. Un quarto di coloro che hanno risposto (25%) ha invece affermato di non lasciare alcun avanzo quando vanno a mangiare fuori.

Numerose sono le iniziative avviate anche in Italia per cercare di incrementare una cultura anti spreco. In Italia, nella provincia di Milano, è stata avviata l’iniziativa Il Buono che Avanza, dell’associazione Cena dell’Amicizia Onlus, che mira a sensibilizzare i cittadini “sull’importanza di combattere – anche con un piccolo gesto – la società dello spreco”. A Torino è invece attiva una rete di Foodsharing. 

Voi avete altri progetti anti spreco alimentare da segnalarci? Siamo curiosi di conoscerli!

Gourmet Bag, dalla Francia con bon ton contro lo spreco alimentare ultima modifica: 2014-12-31T08:00:08+00:00 da Sara Minucci
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Vive a Torino, dove la si può vedere quotidianamente affrontare il traffico cittadino in sella alla sua bici. La laurea in Relazioni Internazionali non le ha impedito di coltivare i suoi interessi e le sue passioni, anzi ha contribuito ad arricchirle: la corsa, il cinema, l'ambiente, la cucina e il giardinaggio.

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