18 Ottobre 2026

Le piante percepiscono il tatto e reagiscono in pochi secondi a ciò che accade intorno a loro

piante percepiscono il tocco

Le piante percepiscono il tatto, anche se ci sembrano immobili, silenziose e apparentemente indifferenti a ciò che facciamo intorno a loro.

Ebbene sì, anche le piante percepiscono il tatto pur non avendo un sistema nervoso come quello degli animali. Quando tocchiamo una pianta, difficilmente pensiamo che quel gesto possa provocare una reazione. Una foglia sfiorata con le dita continua a sembrarci esattamente uguale a prima, senza alcun movimento evidente.

Eppure, dentro le cellule della pianta, qualcosa può cambiare molto rapidamente.

A fare nuova luce su questo meccanismo è uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori guidato dall’Università di Lund e pubblicato su Nature Communications. Protagonista dell’esperimento è stata una Arabidopsis thaliana, una delle piante più utilizzate nella ricerca scientifica.

Inflorescenza di Arabidopsis thaliana, più comunemente chiamata "arabetta comune"
Inflorescenza di Arabidopsis thaliana, più comunemente chiamata “arabetta comune” – Fonte Wikipedia

I ricercatori hanno individuato una vera e propria cascata di segnali molecolari che si attiva dopo una stimolazione meccanica e che, nell’arco di 60 secondi, porta all’attivazione di quasi 800 geni coinvolti nella risposta iniziale al tocco umano.

Un mondo da scoprire

Il primo punto da chiarire è che una pianta non ha bisogno di un cervello o di un sistema nervoso per accorgersi di ciò che succede ai suoi tessuti.

Quando una foglia viene sfiorata, le cellule percepiscono la deformazione provocata dal contatto e attivano una serie di segnali interni. Tra questi ci sono cambiamenti nella fosforilazione di alcune proteine, un processo che permette alle cellule di modificare rapidamente l’attività di determinate molecole.

Leggere alla luce delle piante: grazie alla scienza sarà realtà

Questo tipo di risposta era già noto agli scienziati. La novità dello studio più recente è aver chiarito meglio come il segnale viene trasmesso all’interno della pianta e quali componenti sono fondamentali per questa risposta.

Una risposta che può iniziare in pochi secondi

È proprio la velocità uno degli aspetti più sorprendenti della ricerca.

Gli scienziati hanno osservato che una stimolazione meccanica attiva, entro un minuto, una cascata di proteine chiamate MAPK. Il segnale coinvolge le proteine MAPKKK3/4/5, MKK4/5 e MPK3/6 e porta all’attivazione di centinaia di geni legati alla risposta al contatto.

Non dobbiamo però immaginare che la pianta “decida” consapevolmente di reagire. Si tratta di una risposta biologica automatica, simile ad altri meccanismi con cui le piante percepiscono e affrontano le condizioni dell’ambiente.

Elicriso, la pianta della macchia mediterranea studiata dalla scienza per la rigenerazione della pelle

Il risultato è comunque affascinante: un semplice tocco può mettere in moto una complessa risposta cellulare nel giro di pochi secondi.

Il tocco che può modificare la crescita

Il fenomeno diventa ancora più interessante se pensiamo a tutte le sollecitazioni meccaniche che una pianta incontra normalmente.

Una pianta all’aperto viene continuamente mossa dal vento, colpita dalla pioggia, sfiorata dagli animali o dalle piante vicine. Anche questi stimoli possono essere percepiti e provocare risposte all’interno dei suoi tessuti.

La risposta al tatto, però, non si limita a quello che succede nell’immediato.

Comunicazione tra piante, nuove scoperte scientifiche sul linguaggio del mondo vegetale

Da tempo gli scienziati studiano un fenomeno chiamato tigmotropismo o tigmomorfogenesi, cioè l’insieme dei cambiamenti nella crescita e nella forma che possono verificarsi in seguito a stimoli meccanici ripetuti.

Nella Arabidopsis, per esempio, il contatto può rallentare la crescita e modificare il momento della fioritura. Questi effetti sono collegati anche a cambiamenti nei livelli di ormoni vegetali, tra cui le gibberelline.

È un modo con cui la pianta può adattarsi alle condizioni in cui cresce. Se il suo ambiente è particolarmente movimentato o sottopone continuamente i tessuti a sollecitazioni, la crescita può cambiare di conseguenza.

Anche il vento, ad esempio, piega fusti e foglie e sottopone i tessuti a una sollecitazione ripetuta. In risposta, alcune piante possono modificare il proprio modo di crescere, sviluppando strutture più robuste. È uno dei motivi per cui le condizioni ambientali possono influenzare così tanto la forma e la crescita di una pianta.

Questa capacità di adattamento è particolarmente importante perché permette alle piante di rispondere a condizioni che non possono evitare semplicemente spostandosi.

Le piante “sentono”?

La risposta dipende da cosa si intende per “sentire”.

La scoperta non significa che le piante abbiano bisogno di essere accarezzate o che un tocco occasionale le renda più felici. La risposta al contatto è soprattutto un meccanismo biologico di percezione e adattamento.

Provata l’intelligenza delle piante

Anzi, una stimolazione troppo intensa o frequente può rappresentare uno stress. Il contatto naturale provocato dal vento, dalla pioggia, dagli animali o dalle piante vicine fa invece parte dell’ambiente a cui le piante si sono evolute per rispondere.

La prossima volta che sfioriamo una foglia, quindi, possiamo ricordare una cosa semplice: anche una pianta apparentemente immobile è in grado di accorgersi che qualcosa è cambiato. Non sappiamo che cosa “provi”, e non è corretto attribuirle emozioni umane. Sappiamo però che il suo organismo è molto più reattivo e sensibile all’ambiente di quanto la sua immobilità possa far pensare.

[Foto di ajzal ahmed ali su Unsplash]

Carlotta Cristina

Torinese, classe 1998. Archeologa laureata in Egittologia e appassionata di scienza, spazio e bricolage. Creativa, solare e ottimista, è alla costante ricerca di un qualcosa da imparare. È forse con la testa un po’ tra le nuvole, persa in un altro mondo… ma la vista del cibo la riporta sempre alla realtà. Oltre alla scoperta e allo studio, ama i pappagalli, lavorare all’uncinetto, la natura e lo sport.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

I più letti

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/12/2014 | Associazione culturale Ambiente in Circolo editrice | © 2014/2020 eHabitat.it

Ultimi articoli di Ambiente

OceanEye

OceanEye, l’iniziativa Ue per osservare e proteggere gli oceani

Con OceanEye l’Ue mira a guidare l’osservazione oceanica globale entro il 2035, garantendone la protezione e lo sfruttamento sostenibile Pur coprendo il 70% della superficie terrestre, solo il 5% dell’oceano è stato esplorato e risulta quindi noto. “L’osservazione oceanica è fondamentale per la protezione e il ripristino degli oceani, le... Leggi tutto
piombo nelle munizioni di caccia

Piombo nelle munizioni di caccia, arriva lo stop del Parlamento europeo

Il piombo nelle munizioni a pallini per la caccia, all’origine di una grave forma di inquinamento, è stato vietato dal Parlamento europeo Esultano le associazioni ambientaliste, l’8 ottobre il Parlamento europeo ha finalmente approvato il divieto all’utilizzo dei pallini di piombo nelle munizioni di caccia e del tiro sportivo all’aperto,... Leggi tutto
IdroGEO

IdroGEO, premiata all’EPSA la piattaforma sul dissesto idrogeologico

IdroGEO, la piattaforma Ispra sul dissesto idrogeologico che integra l’IA, è stata premiata allo European Public Sector Award (EPSA) 2025-2026 Allo European Public Sector Award (EPSA), un programma biennale di premi a livello europeo per gli enti del settore pubblico di tutti i livelli di governo, sono arrivati quattro riconoscimenti... Leggi tutto
Go toTop