Il piombo nelle munizioni a pallini per la caccia, all’origine di una grave forma di inquinamento, è stato vietato dal Parlamento europeo
Esultano le associazioni ambientaliste, l’8 ottobre il Parlamento europeo ha finalmente approvato il divieto all’utilizzo dei pallini di piombo nelle munizioni di caccia e del tiro sportivo all’aperto, concedendo un periodo di transizione di sette anni ai cacciatori e all’industria, al termine del quale dovranno essere adottate esclusivamente alternative atossiche.
Tale bando – che riguarda solo le munizioni spezzate (pallini) e non quelle metalliche e i proiettili palla unica (slug) – si aggiunge a quello già in vigore dal 15 febbraio 2023 in tutti gli Stati membri dell’Unione europea (Ue) che ha eliminato l’uso dei pallini di piombo nelle zone umide, e segue lo stesso via libera dato dal Parlamento europeo alla stretta sul piombo nelle attrezzature da pesca.
Si chiude così un dibattito lungo anni su una delle forme di inquinamento chimico più persistenti in Europa, che ha visto in prima linea le associazioni ambientaliste promotrici di un’ampia mobilitazione per la tutela della natura, degli animali selvatici e della salute, culminata nella campagna Ban Lead Now guidata da BirdLife Europe & Central Asia. Alla caccia, al tiro sportivo e alla pesca, secondo Birdlife, si devono oltre 44.000 tonnellate di piombo disperse ogni anno nell’Ue, causa di gravi contaminazioni dei suoli e dei corsi d’acqua e di avvelenamento di uccelli e altri animali selvatici.
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Il provvedimento appena votato dal Parlamento europeo, che sarà applicato in tutta l’Ue, nello Spazio economico europeo e nell’Irlanda del Nord, mira finalmente a chiudere con questo elemento chimico estremamente tossico, già eliminato ad esempio da benzina, vernici e tubature. Non sono mancate le resistenze, ma a nulla sono valsi i tentativi di sventare la proposta della Commissione europea da parte di due gruppi di destra del Parlamento Ue (Conservatori e Riformisti Europei – ECR – e Patrioti per l’Europa – PfE), poiché entrambe le obiezioni sono state respinte nella votazione plenaria dell’8 ottobre, che ha dato ufficialmente il via all’applicazione della restrizione. Prima di questo esame, una delle obiezioni era già stata respinta dalla Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI), con 25 voti favorevoli e 49 contrari.
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Per la Lipu-Birdlife Italia si tratta di una decisione fondamentale per la tutela di 135 milioni di uccelli a rischio avvelenamento, che il nostro Paese dovrebbe sbrigarsi ad attuare al più presto.
“Salutiamo con grande favore il bando al piombo approvato dal Parlamento. È un successo che premia tutti coloro che hanno continuato, per anni, a battersi per la causa. Chiediamo tuttavia che l’Italia attui il prima possibile il bando, evitando di disperdere nell’ambiente altro veleno, a danno della fauna selvatica e della stessa salute umana. Il Parlamento abbandoni l’iter di caccia selvaggia e si dedichi a questo, approvando una norma che prevede il bando effettivo entro due o tre anni al massimo. Per una volta l’Italia sappia distinguersi positivamente nell’adottare una norma ambientale comunitaria, nell’interesse della natura e della salute dei suoi cittadini”, ha dichiarato Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia.
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Perfino i membri della Federazione delle associazioni venatorie dell’Ue (Face), parti attive nel processo decisionale, hanno considerato il testo finale “un risultato praticabile”. Dopo aver ottenuto l’allungamento del periodo transitorio da tre a sette anni e l’esclusione dal divieto dei proiettili e delle palle uniche, Face – che rappresenta gli interessi di sette milioni di cacciatori europei in 37 differenti Paesi – ha deciso di accettare il testo considerato migliorato, anche perché il rinvio del dossier alla Commissione europea avrebbe creato molta incertezza, con il rischio di giungere a una nuova proposta recante un ambito di applicazione più ampio e condizioni ancora più sfavorevoli per i cacciatori. “Dobbiamo ora utilizzare efficacemente questi sette anni per garantire ai cacciatori pallini senza piombo di buona qualità, informazioni chiare e sostegno pratico”, ha affermato Laurens Hoedemaker, presidente di Face.
Ban Lead Now
Da oltre trent’anni gli scienziati sono convinti che il piombo sia estremamente tossico per le persone e per la fauna selvatica, tanto che risulta impossibile stabilire un livello di esposizione sicuro.
“Gli animali selvatici possono essere avvelenati direttamente ingerendo piombo proveniente da munizioni e pesi da pesca abbandonati nell’ambiente (gli uccelli spesso scambiano i pallini di piombo per sabbia o semi) oppure consumando vegetazione o acqua con livelli elevati di piombo a causa del deterioramento di pallini, proiettili e pesi da pesca. Anche gli animali colpiti da proiettili di piombo che non muoiono immediatamente subiscono un avvelenamento diretto. L’avvelenamento da piombo si diffonde maggiormente quando predatori e animali saprofagi si nutrono di prede con munizioni incorporate (gli animali feriti dalla caccia sono spesso presi di mira dai predatori) o consumano carcasse o resti di animali abbandonati dai cacciatori”, spiegano le associazioni promotrici della campagna Ban Lead Now.
Questa intossicazione compromette seriamente tutte le principali funzioni corporee degli animali selvatici, provocando sofferenze e conducendo a morti premature. Perdita di peso, di riserve di grasso e di appetito, riduzione muscolare, anemia, diarrea, letargia, problemi comportamentali, abbassamento delle difese immunitarie, riduzione della fertilità e incapacità di trovare cibo e sfuggire ai predatori sono i segni evidenti dell’avvelenamento da piombo, che mette a rischio 92 specie di uccelli uccidendone circa un milione ogni anno. Oltre ai 135 milioni già citati, minacciati dall’ingestione di pallini di piombo, altri sette milioni sono quelli a rischio a causa delle attrezzature da pesca, mentre ulteriori 14 milioni sono esposti ad avvelenamento secondario perché si nutrono di prede contaminate.
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Tra gli uccelli tutelati da questo importante nuovo provvedimento figurano: il germano reale, il cigno reale, il cigno minore, il fenicottero, il gipeto, il grifone, l’aquila reale, l’aquila di mare, il nibbio reale, la poiana, il corvo imperiale, la pernice grigia, il fagiano di monte e il gallo cedrone, oltre naturalmente ad altri mammiferi carnivori come l’orso e il lupo.
“I proiettili da caccia rappresentano ancora la principale fonte di inquinamento da piombo derivante dalle munizioni. Una cartuccia di fucile rilascia decine o centinaia di minuscoli pallini, che si disperdono su una vasta area e cadono in campi, foreste, laghi e fiumi. Non è possibile rimuoverli e, col tempo, si infiltrano nel terreno e nei corsi d’acqua. Molti uccelli ingeriscono piccoli ciottoli per triturare il cibo e scambiano i pallini per pietre. Un singolo pallino può essere sufficiente ad avvelenare un uccello. Questo è un enorme passo avanti verso un’Europa libera dall’inquinamento. Ma la lotta non è finita. Durante i sette anni di transizione, i cacciatori e i tiratori sportivi dovranno passare efficacemente ad alternative non tossiche e le autorità nazionali dovranno far rispettare il divieto sul territorio. BirdLife continuerà a chiedere che anche i proiettili al piombo vengano limitati”, spiega l’associazione ambientalista che ha guidato la campagna Ban Lead Now, diffondendo prove scientifiche, svolgendo attività di lobbying e ideando una petizione per porre fine all’avvelenamento da piombo, che è stata sottoscritta da oltre 60.000 persone.
“Sappiamo da decenni che il piombo avvelena uccelli e persone, e oggi l’Europa ha finalmente agito di conseguenza. Il piombo da caccia (pallini di piombo) rappresenta ancora la principale fonte di inquinamento da piombo derivante dalle munizioni, quindi questa è una vittoria significativa per avvoltoi, aquile e cigni, e per i bambini che mangiano selvaggina. È un riconoscimento per tutti coloro che hanno continuato a battersi, dagli scienziati e dai cacciatori alle decine di migliaia di cittadini che hanno firmato la nostra petizione. Ora vogliamo vedere una corretta attuazione di questa misura sul campo, e continueremo a lavorare finché non saranno inclusi anche i proiettili di piombo”, ha ribadito Marion Bessol, responsabile delle politiche di conservazione della natura di Birdlife Europe & Central Asia.
Il piombo utilizzato nella caccia è un pericolo chiaramente anche per le persone e in particolare per le donne in gravidanza e i bambini, perché questo elemento chimico influisce sullo sviluppo cerebrale. Danni cerebrali, nausea, vomito, perdita di appetito, stitichezza e problemi digestivi, malattia renale cronica, anemia, ipertensione, insonnia e stanchezza cronica, cefalea e problemi di fertilità sono i principali impatti per la salute umana di questo nocivo metallo, che nella sola Europa, a causa del consumo di selvaggina, espone ai suoi effetti tossici un milione di bambini. Pensate che fino all’80% del piombo inalato viene assorbito dal corpo e occorrono fino a venti anni per rimuovere solo la metà della quantità assorbita dalle ossa. Non solo bambini e consumatori di selvaggina sono esposti al rischio avvelenamento, ma anche i cacciatori e tiratori sportivi possono inalare fumi e polveri di piombo durante le sessioni di tiro, così come gli addetti alla preparazione di proiettili artigianali o pesi da pesca, considerando che la manipolazione di oggetti in piombo aumenta ulteriormente il rischio di ingestione.
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Infine, il piombo rilasciato nell’ambiente contamina suolo e acqua e nel tempo può essere assorbito dalle piante, bioaccumulandosi lungo la catena alimentare. In Europa sono ben 880.000 le tonnellate di piombo accumulate nell’ambiente negli ultimi venti anni.
Le soluzioni
Già oggi sono disponibili alternative efficaci all’utilizzo di questo metallo nelle munizioni da caccia e nelle attrezzature da pesca. Per le prime la soluzione migliore sono i pallini d’acciaio, facilmente reperibili anche agli stessi prezzi, mentre per sostituire i proiettili restano validi i materiali in rame od ottone. Per le seconde le alternative più economiche e sicure sono realizzate con materiali come stagno, bismuto, acciaio, ceramica e tungsteno.
La Danimarca ha dimostrato che il cambiamento è possibile: nel 2022 ha infatti disposto il divieto di utilizzo di tutti i tipi di munizioni al piombo per la caccia a partire da aprile 2024; un provvedimento che ha già avuto effetti positivi per la fauna selvatica e la salute umana. Non resta ora che accelerare i tempi e far sì che il divieto entri effettivamente in vigore il prima possibile pure in Italia.
[Credits foto: jackmac34 su Pixabay]
