La Popillia japonica invade giardini e coltivazioni. Ecco come riconoscere il coleottero giapponese, quali danni provoca e i rimedi naturali più efficaci per difendere prati e piante.
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La Popillia japonica continua ad avanzare in Italia, soprattutto al Nord, mettendo a rischio orti, giardini, vigneti e coltivazioni agricole. Questo piccolo coleottero invasivo si nutre di oltre 300 specie vegetali e, se non controllato, può provocare danni ingenti in poche settimane. Ecco come riconoscerlo, quali piante attacca e quali rimedi naturali sono davvero efficaci per contenerlo.
L’estate 2026 segna una nuova stagione di allerta per la Popillia japonica, il cosiddetto coleottero giapponese, una delle specie invasive più pericolose per l’agricoltura e il verde urbano europeo. Originaria del Giappone, dove viene naturalmente tenuta sotto controllo dai suoi predatori, in Europa e in Italia ha trovato condizioni ideali per diffondersi rapidamente.
Dopo le prime segnalazioni in Piemonte e Lombardia, negli ultimi anni l’insetto ha continuato ad espandersi verso nuove aree del Nord Italia, interessando anche Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Veneto e parte della Liguria, mentre le autorità fitosanitarie monitorano costantemente eventuali nuovi focolai.
Cos’è e come riconoscere la Popillia japonica
La Popillia japonica (Popillia japonica Newman) è un piccolo coleottero appartenente alla famiglia degli scarabeidi.
L’adulto misura circa un centimetro e presenta caratteristiche facilmente riconoscibili:
- corpo verde metallico brillante;
- elitre color rame;
- cinque ciuffi bianchi di peli su ciascun lato dell’addome e due nella parte terminale;
- zampe robuste adatte ad arrampicarsi sulle foglie.
Le larve, invece, vivono nel terreno e si nutrono delle radici delle piante erbacee, soprattutto dei tappeti erbosi.
Quali danni provoca
Il vero problema è rappresentato dagli adulti.
La Popillia japonica si alimenta divorando i tessuti delle foglie, lasciando intatte soltanto le nervature principali. Questo fenomeno prende il nome di scheletrizzazione fogliare.
Le conseguenze possono essere molto serie:
- riduzione della fotosintesi;
- indebolimento della pianta;
- perdita della produzione di frutti;
- maggiore vulnerabilità a siccità e malattie.
Le larve, invece, compromettono i prati mangiando le radici dell’erba, provocando ingiallimenti e ampie zone disseccate.
Le piante più colpite
La Popillia japonica è una specie estremamente polifaga: può nutrirsi di oltre 300 specie vegetali.
Tra quelle maggiormente attaccate figurano: vite, rose, tiglio, acero, melo, pero, pesco, ciliegio, susino, mais, soia, fagiolo, lampone, mora, fragola, nocciolo, olmo, betulla.
Nei giardini ornamentali le rose sono tra le piante che subiscono gli attacchi più evidenti.
Perché si diffonde così velocemente
La Popillia japonica produce una sola generazione all’anno.
Gli adulti compaiono generalmente tra giugno e luglio, raggiungendo il picco durante l’estate.
Le femmine depongono decine di uova nel terreno umido.
Dopo la schiusa, le larve rimangono nel suolo fino alla primavera successiva, nutrendosi delle radici. Questo rende il controllo particolarmente difficile.
Inoltre gli adulti rilasciano sostanze chimiche (ferormoni e odori prodotti dalle piante danneggiate) che attirano altri individui, formando rapidamente grandi aggregazioni.
Il ruolo dei cittadini nel fermare la diffusione della Popillia japonica
Per contenere l’espansione della Popillia japonica, gli enti fitosanitari regionali hanno affiancato alle attività di monitoraggio e controllo anche una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini. In Piemonte, una delle regioni maggiormente interessate dall’infestazione, il Settore Fitosanitario della Regione e IPLA utilizzano trappole specifiche per monitorare e ridurre la presenza degli adulti nelle aree più a rischio, in particolare nei pressi delle principali vie di comunicazione e dell’aeroporto di Torino-Caselle.
Accanto a queste misure, un ruolo fondamentale è affidato alla collaborazione della popolazione. Come ricorda la cartellonistica installata lungo alcune strade piemontesi, il coleottero può infatti spostarsi accidentalmente “a bordo” di automobili, camper, camion e altri mezzi di trasporto. Per questo motivo viene raccomandato di controllare attentamente il proprio veicolo prima di lasciare le aree in cui l’insetto è presente, evitando così di favorirne inconsapevolmente la diffusione verso territori ancora indenni.

Come eliminare la Popillia japonica con rimedi naturali
La lotta contro questo insetto richiede pazienza e costanza. Nei piccoli giardini è possibile limitare la diffusione adottando alcuni metodi ecologici.
Raccolta manuale
È il sistema più semplice.
Al mattino presto gli insetti sono meno attivi e possono essere raccolti manualmente facendoli cadere in un secchio contenente acqua e sapone.
Intervenire ai primi esemplari evita la formazione di grandi colonie.
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Evitare le trappole nei giardini
Può sembrare controintuitivo, ma le classiche trappole ai ferormoni spesso attirano molti più insetti di quanti riescano a catturare.
Per questo motivo gli esperti consigliano di utilizzarle solo nell’ambito dei programmi di monitoraggio predisposti dai Servizi fitosanitari, evitando di installarle nei piccoli giardini domestici.
Proteggere le piante con reti
Su ortaggi e piccoli frutteti le reti anti-insetto rappresentano una valida barriera fisica durante il periodo di massima presenza degli adulti.
Applicare l’olio di neem
La nebulizzazione serale di olio di neem sulle foglie (soprattutto delle rose) agisce come repellente naturale per qualche giorno e può contribuire a ridurre l’alimentazione degli adulti ma va ripetuto dopo piogge o irrigazioni abbondanti.
Mantenere il prato meno favorevole
Poiché le femmine preferiscono deporre le uova nei terreni molto umidi, limitare l’irrigazione nelle settimane di deposizione (compatibilmente con le esigenze delle piante) può ridurre la presenza delle larve.
Nematodi benefici
Per le larve presenti nel terreno possono essere utilizzati nematodi entomopatogeni, microrganismi naturali che infestano esclusivamente alcuni insetti senza arrecare danni a persone, animali domestici o piante.
Sono tra i metodi biologici più utilizzati contro gli scarabeidi.
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Cosa non bisogna fare
Un errore frequente consiste nello schiacciare gli insetti direttamente sulle foglie.
Gli adulti rilasciano sostanze che attirano altri esemplari, aumentando l’infestazione.
Anche l’impiego indiscriminato di insetticidi chimici può avere effetti negativi sugli insetti impollinatori, come api e farfalle, oltre a compromettere l’equilibrio dell’ecosistema del giardino.
È pericolosa per l’uomo?
No.
La Popillia japonica non punge, non trasmette malattie e non rappresenta un rischio diretto per persone o animali domestici.
Il problema riguarda esclusivamente le coltivazioni agricole, gli alberi da frutto, i giardini ornamentali e il verde pubblico.
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Perché è importante segnalarla
Essendo una specie invasiva sottoposta a monitoraggio fitosanitario, la segnalazione di nuovi focolai può contribuire a limitarne la diffusione.
Se si osservano infestazioni consistenti in aree dove l’insetto non era ancora presente, è consigliabile informare il Servizio Fitosanitario della propria Regione, che potrà verificare la presenza della specie e valutare eventuali interventi di contenimento.
[Immagine di copertina di @Francesco Rasero]

l’insetto nella foto che avete pubblicato è di una Cetonia e non di Popillia, per favore cambiatela, grazie
Spettabile redazione, quanto meno in copertina metteteci l’insetto giusto e non una Cetonia aurata!
Assurdo che gli organismi preposti non facciano nulla per limitare/azzerare il problema. Emergenza non è soltanto un terremo ma anche queste invasioni che distruggono molta parte del raccolto negli orti.
Ormai sono 10 anni e’ ora di agire.
Ho notato che le normali disinfestazioni per le zanzare hanno effetto per almeno due settimane anche sulla Popillia. Agite, basta bla bla bla.
Io metterei trappole ai ferormoni su furgoncini da mettere in sosta nelle zone critiche e fare in modo che i furgoncini possano stare un po’ di gioqui e un po’ di giorni la.
In questo modo l’area verrà presto ripulirà; ovvi che tutti i comuni devono farlo contemporaneamente.
Inoltre dovete dare chiare istruzioni su cosa fare per evitare le nidificazioni nel terreno con chiari riferimenti al prodotto da usare e alle procedure.
Grazie
Avete pubblicato la foto di una Cetonia aurata non di Popillia japonica. Prima di pubblicare controllate meglio le immagini!