23 Ottobre 2026

Il nuovo piano dell’Inghilterra per contrastare gli eventi climatici estremi, mezzo milione di alberi in tre anni

alberi contro il cambiamento climatico

Il governo inglese punta sulla natura per affrontare gli eventi climatici estremi. In programma nuovi alberi nelle città e nelle campagne, insieme al recupero di zone umide, prati e rive dei fiumi.

Piantare alberi contro il cambiamento climatico per rendere città e territori più resistenti agli effetti del clima. È questo l’obiettivo del nuovo piano da 79 milioni di sterline (pari a circa 94 milioni di euro).

È stato annunciato dal governo inglese lo scorso 30 settembre dalla ministra dell’Ambiente Angela Eagle durante la conferenza del Partito Laburista a Liverpool.

Il piano consiste nel mettere a dimora mezzo milione di alberi nell’arco di tre anni, per contrastare il caldo estremo, limitare i danni delle alluvioni e affrontare meglio i periodi di siccità.

L’iniziativa nasce dalla necessità di rispondere a fenomeni meteorologici sempre più intensi, che mettono sotto pressione gli ecosistemi e le comunità locali.

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Alberi contro il cambiamento climatico

Gli alberi sono risorse indispensabili per affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Nelle città, l’ombra e l’evapotraspirazione contribuiscono a ridurre le temperature. Ciò rende più vivibili strade e spazi pubblici durante le ormai ben conosciute e temute ondate di calore.

Ma i benefici non si fermano qui. L’azione combinata delle chiome, che intercettano parte dell’acqua piovana, e delle radici, che favoriscono l’infiltrazione nel terreno, contribuisce a rallentare il deflusso dell’acqua e a ridurre il rischio di allagamenti.

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Anche nei periodi asciutti, suoli sani e ambienti naturali ben conservati possono aiutare a trattenere l’umidità e a rendere il territorio più resiliente.

Spazio anche a zone umide e prati

Il finanziamento complessivo ammonta a 79 milioni di sterline: 53 milioni saranno destinati agli alberi, mentre altri 26 milioni sosterranno strategie locali per il recupero della natura.

L’idea è valorizzare le soluzioni basate sulla natura, capaci di offrire benefici ambientali e, allo stesso tempo, aiutare le comunità ad affrontare gli eventi estremi.

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Tra gli interventi previsti figurano il ripristino delle zone umide, delle rive dei fiumi e dei prati, ambienti importanti per la biodiversità e per la gestione naturale dell’acqua.

Comuni, amministrazioni locali, associazioni e gruppi del territorio saranno coinvolti nella realizzazione degli interventi.

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Cure e criteri per un ecosistema efficace

Il piano rappresenta un passo verso territori più verdi e preparati al cambiamento climatico. La sua efficacia, tuttavia, dipenderà anche dalla scelta delle specie più adatte, dalla collocazione degli alberi e dalla loro manutenzione negli anni successivi al loro inserimento.

Un albero giovane, infatti, ha bisogno di tempo e cure per crescere e offrire tutti i suoi benefici. Per questo, oltre al numero di esemplari messi a dimora, sarà importante valutare quanti riusciranno a sopravvivere e a svilupparsi.

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La sfida riguarda anche gli altri Paesi europei: proteggere e ripristinare gli ecosistemi significa investire nella capacità dei territori di affrontare un clima che cambia. La natura, se tutelata e integrata nella pianificazione urbana e territoriale, può diventare una risorsa concreta per il benessere delle persone e la sicurezza delle comunità.

[Foto di George Bakos su Unsplash]

Carlotta Cristina

Torinese, classe 1998. Archeologa laureata in Egittologia e appassionata di scienza, spazio e bricolage. Creativa, solare e ottimista, è alla costante ricerca di un qualcosa da imparare. È forse con la testa un po’ tra le nuvole, persa in un altro mondo… ma la vista del cibo la riporta sempre alla realtà. Oltre alla scoperta e allo studio, ama i pappagalli, lavorare all’uncinetto, la natura e lo sport.

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