12 Settembre 2026

Ballo della Cordella, la tradizione della Sicilia madonita che celebra il legame tra uomo e natura

Il Ballo della Cordella, antica tradizione delle Madonie, celebra il legame tra terra e natura attraverso la danza e il raccolto.

Con la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno, il Parco delle Madonie in Sicilia si trasforma nel palcoscenico ideale per il turismo lento e la riscoperta delle tradizioni rurali. Tra queste, spicca il Ballo della Cordella, un’antica danza che celebra il legame profondo tra terra, uomo e natura attraverso il rito del raccolto. Sebbene le grandi celebrazioni estive si siano concluse a metà agosto, i borghi madoniti custodiscono questa memoria tutto l’anno, offrendo uno spunto perfetto per un viaggio d’autunno all’insegna dell’eco-turismo e della cultura.

Ballo della Cordella
Gruppo Folkloristico della Cordella di Castellana Sicula (PA)

Le origini nella tradizione contadina

Il Ballo della Cordella affonda le sue origini nella tradizione contadina delle Madonie e nei riti antichi legati alla fertilità della terra. Dopo la mietitura del grano, i contadini celebravano il raccolto con una danza dedicata alla dea Cerere, simbolo dell’agricoltura e della prosperità del raccolto.

La Ràkene, una comunità a supporto dell’agricoltura

La celebrazione rappresentava un momento di ringraziamento per i frutti ottenuti dal lavoro nei campi e testimonia l’antico rapporto tra le comunità rurali e l’ambiente naturale.

Dalle campagne alle feste locali

Un tempo, durante il periodo della trebbiatura del grano, nelle campagne del Comune di Castellana Sicula, i contadini si riunivano nelle aie una volta terminati i lavori agricoli. Qui prendeva vita il caratteristico ballo, attraverso il quale si ringraziava la dea Cerere per il raccolto ottenuto.

In Sicilia si innova con la tradizione: l’avanzata dei grani antichi contro le multinazionali

Nel corso del tempo, il Ballo della Cordella è stato inserito nelle feste locali.

I dodici mesi e le quattro stagioni

La danza viene eseguita da dodici coppie di ballerini, che rappresentano i dodici mesi dell’anno. Le coppie, unendosi tra loro, richiamano anche le quattro stagioni, rappresentando simbolicamente il ciclo naturale dell’anno e il susseguirsi delle attività agricole.

Lu mastru puparu: viaggio nelle tradizioni del popolo siciliano

Il palo e le 24 cordelle

Al centro della danza si trova un palo alto circa 3 metri, sulla cui sommità viene posto un mazzo di spighe di grano intrecciate, simbolo del prodotto della terra.

Dal palo scendono 24 nastri colorati, chiamati cordelle, che vengono tenuti dai ballerini. Durante l’esibizione, i danzatori si muovono attorno al palo, intrecciando e sciogliendo i nastri secondo i movimenti della coreografia.

La tarantella e le figure della danza

Le coppie danzano al ritmo di una tarantella, accompagnata da un gruppo musicale che utilizza diversi strumenti tradizionali. A guidare l’esibizione è il bastoniere che recita strofe popolari mentre i ballerini realizzano diverse figure.

Cantè j’euv, la tradizione piemontese che celebra la primavera

Tra le principali composizioni della danza ci sono la treccia, l’ombrello, i rami dell’albero e la graticola, che rendono il ballo particolarmente suggestivo e spettacolare.

Una tradizione tramandata nel tempo

Il Gruppo Folkloristico Della Cordella di Castellana Sicula tramanda questa tradizione da oltre settant’anni, portandola anche al di fuori dei confini della Sicilia e contribuendo alla sua conoscenza e valorizzazione.

Il Ballo della Cordella è inoltre inserito nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana (REI), a conferma del suo valore culturale.

Che cosa significa per te ballare nel gruppo della Cordella?

La forza di questa tradizione risiede nei giovani che continuano a mantenerla viva. Ecco alcune testimonianze dei ballerini del Gruppo Folkloristico della Cordella di Castellana Sicula (PA).

Cammino di Santa Rosalia: itinerario tra fede e natura nell’entroterra siciliano

Luana afferma: “Per me far parte del Gruppo Folkloristico della Cordella significa portare avanti le tradizioni del mio paese, ed è un modo per tenere viva la nostra storia, le nostre radici e tutto quello che le generazioni passate ci hanno tramandato. Questo gruppo per me è una famiglia e un posto sicuro dove mi sento a casa. Quando ci riuniamo, balliamo e ci divertiamo senza pensare ad altro. Tra una prova, una figura, una risata e un errore ci sosteniamo a vicenda. Questo perché condividiamo la stessa passione e la voglia di portare avanti una tradizione così importante per noi.”

Per Arcangelo invece la Cordella “è un punto di riferimento fisso. È quel gruppo con cui non serve fingere o mettersi in mostra: si sta bene, si fanno le cose insieme“.

Infine Noemi dice: “Per me il Gruppo della Cordella è casa, è la mia seconda famiglia. È un luogo dove sono cresciuta, dove ho condiviso emozioni, sorrisi, sacrifici e tantissimi momenti indimenticabili. Ballare e stare a contatto con tanti giovani e bambini mi ha aiutata a superare anche periodi difficili della mia vita. Durante le nostre esibizioni, portiamo sorrisi, colori, tarantelle e tanta allegria, ma soprattutto portiamo un pezzo della nostra terra, della nostra storia e delle nostre radici, perché il Gruppo della Cordella non è soltanto danza: è appartenenza, è tradizione, è famiglia. È Casa.“

Un patrimonio tra cultura e ambiente

Oggi il Ballo della Cordella rappresenta una testimonianza della cultura rurale delle Madonie e della storia delle comunità che hanno vissuto a stretto contatto con la terra. La danza conserva la memoria di un tempo in cui i ritmi della vita quotidiana erano profondamente legati ai cicli naturali e all’agricoltura.

Meccanica creativa, Mario Bellomo lo scultore che trasforma i rifiuti in opere d’arte

La tradizione continua così a essere tramandata alle nuove generazioni come espressione del patrimonio culturale del territorio e come testimonianza del rapporto tra uomo, natura e ambiente.

[Foto di @gruppodellacordella]

Lascia un commento

Your email address will not be published.

I più letti

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/12/2014 | Associazione culturale Ambiente in Circolo editrice | © 2014/2020 eHabitat.it

Ultimi articoli di Agricoltura

affitto terreni fotovoltaico

Affitto terreno per fotovoltaico: guida pratica e vantaggi per gli agricoltori

L’affitto di un terreno per impianti fotovoltaici rappresenta un’interessante opportunità di reddito per chi possiede superfici agricole o seminative non pienamente sfruttate. In un contesto di transizione energetica, sempre più soggetti cercano terreni idonei dove realizzare parchi solari. Affittare un terreno può generare un’entrata stabile e duratura, mantenendo al contempo... Leggi tutto
Go toTop