Proposta Omnibus sui pesticidi, perché la nuova norma UE minaccia salute e api

Proposta Omnibus

Proposta Omnibus: la nuova riforma UE rischia di deregolamentare i pesticidi e indebolire la tutela di ambiente e salute. Per la salute, le api e gli agricoltori è la campagna delle Ong per fermarla 

La proposta Omnibus sulla sicurezza alimentare e dei mangimi, presentata dalla Commissione europea nel dicembre 2025, più che semplificare rischia di indebolire le norme chiave europee a tutela di alimenti, acqua e ambiente dai pesticidi. Da questo assunto parte la campagna Per la salute, le api e gli agricoltori, lanciata da oltre 40 associazioni ambientaliste, agricole e della società civile nazionali ed europee, che chiede drastiche modifiche a questo provvedimento teso ad avvantaggiare l’industria chimica, a scapito della salute pubblica e dell’ambiente.

La coalizione ha predisposto una piattaforma online a livello europeo, dove tutti i cittadini possono esprimere le proprie opinioni, firmare le petizioni e contattare direttamente i decisori politici.

I commenti

Negli ultimi anni, gli europei hanno espresso il loro disappunto nei confronti delle politiche europee sui pesticidi in diverse occasioni: iniziative dei cittadini europei, barometri UE, petizioni, ecc. Un recente sondaggio IPSOS mostra che l’80% degli europei chiede meno pesticidi e una maggiore protezione, non un indebolimento delle norme. L’attuale Commissione europea sta semplicemente facendo l’opposto di ciò che la gente chiede”, ha commentato Tjerk Dalhuisen, attivista e responsabile della comunicazione presso Pesticide Action Network (PAN) Europe.

Più in dettaglio sulla proposta Omnibus si è espresso Salomé Roynel, responsabile delle politiche in materia di valutazione del rischio dei pesticidi presso PAN Europe, che l’ha giudicata semplicemente inaccettabile poiché “minaccia di indebolire le tutele contro i pesticidi” e, se adottata, “renderebbe le approvazioni illimitate la norma per i pesticidi, limiterebbe la capacità degli Stati membri di utilizzare le più recenti evidenze scientifiche, faciliterebbe l’approvazione di sostanze chimiche tossiche tramite deroga ed estenderebbe i periodi di deroga per le sostanze nocive”.

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Contesto 

Seppur mirati ai parassiti, i pesticidi uccidono gli organismi viventi e rappresentano una grave minaccia per gli insetti impollinatori, la fauna selvatica, gli ecosistemi acquatici, il suolo e la salute umana in generale.

La legislazione europea in materia prevede la sottoposizione di tutti i prodotti fitosanitari ad una valutazione del rischio scientifica, indipendente e obiettiva,  prima della loro approvazione. Ottenuta questa, sono destinati ad esser riesaminati ogni 15 anni, tenendo conto delle nuove evidenze scientifiche. 

“I pesticidi altamente tossici vengono regolarmente identificati e talvolta vietati, tra cui i neonicotinoidi, letali per le api, il clorpirifos, tossico per il cervello, e il flufenacet, un PFAS e interferente endocrino. La rivalutazione periodica garantisce che le aziende debbano dimostrare che i loro prodotti sono sicuri, in conformità con il principio ‘chi inquina paga’ ”, chiarisce PAN Europe.

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L’ultima divieto di una pesticida riguarda proprio il flufenacet, un erbicida molto utilizzato nei cerali e rivelatosi un interferente endocrino appartenente alla classe delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). A marzo 2025 è scattato il mancato rinnovo dell’autorizzazione e sono stati fissati due termini ultimi: il 10 dicembre 2025  per la commercializzazione e distribuzione dei prodotti fitosanitari contenenti flufenacet; il 10 giugno 2026 per l’utilizzo delle scorte residue da parte degli agricoltori.

Dopo questo divieto è stata però prorogata l’autorizzazione di molti pesticidi altamente tossici, mentre le discussioni in seno al comitato europeo sui pesticidi  (SCoPAFF) non sono pervenute a nulla.

Proposta Omnibus

“La proposta Omnibus potrebbe consentire la permanenza sul mercato di pesticidi dannosi. Ridurrebbe l’utilizzo delle più recenti evidenze scientifiche nei processi decisionali e trasferirebbe i costi di identificazione delle sostanze pericolose dall’industria alle autorità pubbliche e ai ricercatori. Ciò metterebbe a rischio i cittadini e l’ambiente”, commenta PAN Europe

La Commissione europea ha presentato una proposta per un provvedimento omnibus sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi nel dicembre 2025. In base a questa, PAN Europe e Générations Futures hanno rilevato che non meno di 49 sostanze attive dei pesticidi otterrebbero automaticamente un’approvazione illimitata a partire dal 1° gennaio 2027, come ad esempio l’acetamiprid (ritenuto da numerose prove scientifiche neurotossico nei confronti di feti e bambini), il noto, discusso e ampiamente diffuso  in tutto il mondo glifosato, utilizzato negli erbicidi, oltre ad alcuni PFAS.

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Con la proposta attualmente in discussione presso il Parlamento europeo ed il Consiglio (Stati membri), infatti, i pesticidi potrebbero rimanere sul mercato a tempo indeterminato, poiché non sarebbero più previste le rivalutazioni periodiche. L’approvazione illimitata diventerebbe dunque la norma ed eviterebbe che fossero prese in considerazione nuove evidenze scientifiche, con l’aumento dei rischi per la salute umana, la fauna selvatica e gli ecosistemi.

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Tra i punti contestati dalla coalizione c’è pure la restrizione all’utilizzo delle più recenti evidenze scientifiche da parte delle varie autorità nazionali.  “Attualmente, le autorità nazionali si basano sugli studi più recenti sottoposti a revisione paritaria per autorizzare i prodotti fitosanitari. La legge omnibus limiterebbe tale possibilità di utilizzo a valutazioni più datate a livello UE, anche risalenti a decenni fa. Ciò impedirebbe un intervento tempestivo e potrebbe ritardare l’eliminazione dei pesticidi nocivi”, chiarisce PAN Europe.

La proposta Omnibus estende inoltre fino a tre anni il periodo di deroga per i pesticidi già vietati (comprese alcune sostanze cancerogene e reprotossiche) impedendone il rapido ritiro dal mercato, oltre a prevedere ulteriori eccezioni alle norme di sicurezza, con l’approvazione tramite deroghe speciali. “Ciò potrebbe consentire a pesticidi dannosi, come gli interferenti endocrini, di rimanere autorizzati se considerati necessari per la produzione vegetale, anziché solo per affrontare gravi minacce alla salute delle piante”, sottolinea PAN Europe. Stesso discorso per i contaminanti delle acque sotterranee. Viene così minato un principio chiave della legislazione dell’Unione europea (Ue): il primato della tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

PAN Europe contesta inoltre l’estensione dell’utilizzo dei droni per l’irrorazione dei pesticidi, che aumenta il rischio della dispersione al di fuori dell’area bersaglio, manifestando poi perplessità verso quella che considera una definizione confusa di “controllo biologico”,  “la proposta include misure volte a promuovere i prodotti per il controllo biologico, che possono aiutare gli agricoltori a gestire i parassiti utilizzando processi naturali anziché sostanze chimiche di sintesi. Sostenere queste alternative è importante. Tuttavia, la definizione proposta non è chiara e potrebbe consentire di classificare come agenti di controllo biologico sostanze prodotte sinteticamente e notoriamente nocive (ad esempio i piretroidi)”.

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La petizione

PAN Europe ed i suoi tanti partner europei hanno lanciato una petizione per esprimere preoccupazione sul provvedimento ed inviare un messaggio forte alle autorità di regolamentazione. I cittadini possono firmare per invocare tutele maggiori per la salute e l’ambiente e chiedere ai decisori politici di modificare la proposta.

Tre sono le richieste formulate nella petizione: il divieto immediato dei pesticidi più tossici, come quelli che apportano danni nell’età dello sviluppo, i PFAS, i neonicotinoidi killer degli impollinatori, le sostanze che alterano le funzioni riproduttive e cerebrali e gli erbicidi quali il glifosato, inquinanti anche per le risorse idriche; la promozione di tecniche colturali più sicure, quali le rotazioni colturali, le buone pratiche agricole, il ricorso a soluzioni meccaniche e biologiche per il controllo dei parassiti ed in generale l’esclusivo utilizzo delle sostanze meno tossiche quale ultima risorsa, ed infine il sostegno agli agricoltori nella transizione, con particolare attenzione verso coloro che producono cibo sano, ripristinano la biodiversità e creano un paesaggio vivo, offrendo loro anche l’accesso a consulenze indipendenti e garantendo in generale prezzi equi.

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Nello scorso dicembre, una coalizione di 203 autorevoli scienziati specializzati nel campo della salute, tossicologia ed ecologia, ha firmato una dichiarazione destinata alla Commissione europea per non indebolire la regolamentazione sui pesticidi ed anzi migliorare l’attuazione della normativa vigente, colmando le lacune esistenti.

“Chiediamo ai responsabili politici europei di respingere le modifiche dannose proposte nella bozza del disegno di legge omnibus e offriamo raccomandazioni per rafforzare la valutazione e la gestione del rischio nell’ambito del quadro normativo dell’UE”, hanno dichiarato i promotori.

Gli ulteriori sviluppi chiariranno quanto la difesa della salute, della biodiversità e dell’ambiente starà a cuore ai decisori europei.

[Credits foto: barskefranck su Pixabay]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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