Mario Bellomo, artista siciliano, trasforma rifiuti e ferraglia in straordinarie sculture attraverso la meccanica creativa. Nel museo a cielo aperto tra i monti delle Madonie, ogni pezzo di scarto diventa arte, con riciclo, creatività e messaggio ecologico.

Esiste un luogo in Sicilia, nella provincia di Palermo, immerso tra i Monti delle Madonie dove si trova un museo a cielo aperto. Un luogo dove è possibile immergersi tra una natura spontanea e una fauna particolare perché è… fatta di ferro, o meglio, di ferraglia. Qui, Mario Bellomo, un uomo che all’ombra di questi monti ci è vissuto, trova ispirazione per creare le sue sculture. Cervi, galli, cavalli, locomotive ma anche una sua rappresentazione della crocefissione di Gesù Cristo, sono solo alcune delle opere di meccanica creativa esposte nel suo giardino.

Crea con quello che trova, pezzi di scarto, materiali di lavoro, qualsiasi oggetto se guardato con gli occhi giusti può diventare un’opera d’arte.

Una passione ispirata dalla professione del padre Pino, fabbro, ormai in pensione. Nella bottega paterna, Mario ha iniziato a muovere i primi passi e ha iniziato ad incuriosirsi ai materiali di lavoro.

Nella forgia aveva a disposizione attrezzature di ogni genere e lì comincia a smontare e assemblare pezzi dismessi: ingranaggi, parti meccaniche di auto, biciclette, marmitte, bulloni, tubi, forchette e ogni tipo di oggetto metallico.

La sua arte fa vivere per una seconda volta tutti i materiali che ormai non servono più. Mario riusa, ricicla e trova nuovi modi per assemblare, per modellare, per plasmare affinché rappresentino l’idea della sua creazione.
“L’idea nasce osservando un pezzo in particolare” spiega Mario. “In base alla forma e alle caratteristiche dell’oggetto mi costruisco l’idea. Molti pensano che io vada alla ricerca del pezzo perfetto per mettere in pratica la mia creatività, ma nella realtà è il pezzo che ispira me”.

È nel suo laboratorio che però le sue idee prendono vita, un semplice garage attrezzato con strumenti di lavoro come saldatrice, martelli, viti e bulloni, che però si trasforma quasi in un atelier d’arte. Forse il segreto della creatività di Mario sta nell’unione tra le radici paterne, l’amore per i metalli e l’esperienza di panettiere che gli ha insegnato come creare delle opere d’arte dal nulla, o da poco.
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Alle domande e agli elogi risponde umilmente dicendo di creare per passione e per necessità, non per una ricerca della notorietà o della fama, quasi non rendendosi conto del potente messaggio ecologico che hanno le sue creazioni: ogni pezzo, ogni scarto di lavoro che è destinato ad essere gettato via, può essere considerato una materia prima di valore se saputa maneggiare con cura.


[Foto di @ Gaia Volino e @mario__bellomo ]

complimenti per l’articolo Gaia .
Il talento è di famiglia