5 Marzo 2015

Lady Green: l’8 marzo non è solo mimose e cioccolatini

Partendo dalla partecipazione, dalla creatività e dalla consapevolezza della propria quotidiana importanza, noi donne siamo oggi chiamate a divenire leader del processo di transizione rivolto al futuro ecologico e glocale, unica alternativa possibile e sostenibile per la società contemporanea: è proprio questa la prospettiva presentata  alla Casa dell’Ambiente di Torino in occasione della Festa della Donna.

Sabato 7 marzo alle ore 16.00 siamo tutti attesi in corso Moncalieri 18, dove si svolgerà l’incontro LADY GREEN: l’impegno femminile rivolto alla sostenibilità ambientale diventa protagonista, offrendo l’occasione di confrontarsi con quelle donne che, grazie al loro agire quotidiano, propongono nuovi modelli creativi in risposta a un sistema che troppo spesso vive di paura e di opportunità negate, dimostrando con il loro esempio come la crescita sostenibile sia la risposta adatta alla crisi del XXI secolo.

lady green: 8 marzo

Per quale motivo si parla di sostenibilità ambientale proprio in occasione di questa ricorrenza, tradizionalmente collegata ad episodi tragici, mimose e cioccolatini?

Svariate bufale popolano il web e i mass media in proposito, attribuendo la ricorrenza a circostanze drammatiche che, pur avendo un sicuro impatto pubblicitario, non corrispondono alla verità.

Infatti, l’attribuzione della ricorrenza alla tragedia della fabbrica Cotton è falsa: la data è stata stabilita in seguito alle proteste avvenute nel secolo scorso ad opera delle donne socialiste che, a partire dalla grande protesta di New York del 1908, si sono battute per far riconoscere e celebrare il Woman’s Day.

8 Marzo: protesta 1908

In Europa, invece, si deve attendere un po’ di più. E’ l’8 marzo 1917, tempo della “Rivoluzione russa di febbraio” (l’8 marzo, nel calendario Giuliano, corrisponde al 23 febbraio), e a San Pietroburgo un “esercito popolare” guidato dalle donne porta in piazza un’imponente manifestazione volta a far terminare la guerra.

In Italia è solo negli anni Settanta che la data assume importanza: grazie alle lotte del movimento femminista, l’8 marzo desta l’attenzione della società e diviene una ricorrenza nazionale, simbolo di libertà, emancipazione e pari opportunità.

Più che a tragiche circostanze, quindi, la festa dell’8 marzo è indissolubilmente legata alle persone che hanno combattuto per il suo riconoscimento: le donne sono fautrici e promotrici di grandi rivoluzioni sociali, che hanno saputo operare smuovendo le coscienze ed introducendo nuovi stimoli di crescita nella politica, nell’ economia e nella società in cui sono vissute.

movimento femminista anni 70

Un uomo molto saggio diceva: “siate il cambiamento che volete vedere nel mondo”. Perché non iniziare proprio confrontandosi sul futuro sostenibile presso la Casa dell’Ambiente?

Silvia Faletto

25 anni, vive a Torino, dove studia geografia e lavora presso la scuola del Cottolengo con bambini meno fortunati di lei.
Orgogliosamente eporediese (abitante di Ivrea, per i neofiti), la battaglia delle arance è un nervo scoperto del suo carattere: a coloro che la definiscono "poco ecologista" è in grado di rispondere argomentando il contrario!
Ama andare in montagna, nuotare, viaggiare, conoscere ed aiutare gli altri.
Curiosa ed attenta al mondo, odia i pregiudizi ed il "è impossibile!".
Ritiene che l'esperienza e il confronto siano il fondamento della civiltà e della cultura, e per questo... Fa molti errori.
Ama scrivere, sorridere e prova ogni giorno a lasciare il mondo un po' migliore di come l'ha trovato.
Oltre a lavorare a scuola e studiare all'università, parla 4 lingue ed è un' europrogettista.
Ultimamente si sta appassionando alla fotografia.
Il suo motto? "la geografia salverà il mondo!".

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